lunedì 23 marzo 2020

Ventidue suggerimenti per scrivere in coppia online

Come coordinarsi nella scrittura sincrona a più mani con Google Drive


di Marco Cau e Graziano Maino - Pares

1. La scrittura collaborativa a distanza
Scriviamo insieme in coppia e online da diversi anni e ci sembra di avere imparato alcune cose. In questo schematico post ricapitoliamo un elenco di indicazioni operative e concrete per facilitare la scrittura a quattro mani a distanza. Tra tutte le possibili forme di scrittura collaborativa affrontiamo qui la scrittura sincrona online e proviamo a dirvi quelli che per noi sono gli ingredienti, le difficoltà e le truccologie che abbiamo adottato.

2. A quattro mani, per cominciare

Si può scrivere a più mani, in tanti modi diversi. Qui iniziamo dalla scrittura sincrona a quattro mani, in coppia e online. Quindi in queste indicazioni escludiamo la scrittura collaborativa che si sviluppa in tempi diversi (scrittura asincrona), o in fasi successive e in occasioni diverse (confronti al telefono, scritture in solitaria, scambio di semilavorati, mail che vanno e vengono). In questi giorni siamo a casa, dobbiamo - per il bene di tutti noi - stare a casa, ma dobbiamo salvaguardare livelli di operatività necessaria per fare bene tutto quello che va fatto. Allora ecco che qui focalizziamo le indicazioni sulla scrittura collaborativa sincrona: che si realizza insieme, nello stesso tempo, a distanza, supportati da più tecnologie messe in interazione

3. Combinare tecnologie

Noi lavoriamo in Google Drive, il servizio cloud di memorizzazione e sincronizzazione online introdotto da Google nel 2012. La scrittura sincrona richiede tuttavia una combinazione di dispositivi: mentre si scrive, ci si confronta verbalmente per telefono o in videoconferenza; si usa la chat per appuntare promemoria o link utili che si intende rendere disponibili pronta mano; si tiene aperto un browser per poter googlare velocemente e raccogliere informazioni; si attiva un canale di recupero, per esempio whatsapp, da utilizzare quando (può succedere) cade la linea o si perde la connessione online.

4. Aprire lo spazio di lavoro

Avendo in mente un’idea di scrittura (anche vaga), occorre aprire una cartella condivisa in Google Drive e organizzarla in almeno due sottocartelle: una prima cartella è dedicata ai file di scrittura, una seconda cartella è dedicata ai file bibliografici, con i documenti e i link che sono di aiuto e sostengono il lavoro. La cartella con i file di scrittura contiene almeno due documenti: un documento di appunti, che raccoglie quanto emerso nel brainstorming iniziale e le idee in bozza che si generano mano a mano che si procede con il lavoro; un documento di scrittura vero e proprio, nel quale si elabora progressivamente il testo condiviso. La condivisione di una cartella di lavoro ordinata e di accordi minimi per la sua gestione è rilevante: in particolare è importante definire il nome della cartella e la sua collocazione per rintracciarla facilmente (si può anche attivare la funzionalità > Aggiungi a speciali direttamente dal documento o ricercare lo stesso in > Recenti direttamente in Google Drive).

5. Superare l’imbarazzo dello scrivere osservandosi

È importante superare l’imbarazzo che rende difficile scrivere essendo osservati da altri, anche solo un fidato collega. Bisogna rompere il ghiaccio per scrivere senza paura di giudizio e sviluppare la capacità di operare brainwriting. Occorre intervenire reciprocamente sulle parti scritte dal collega e anche scrivere contemporaneamente sulla stessa porzione di testo. È importante superare il vecchio modo di operare tipico di due persone che operano in presenza davanti allo steso schermo (mentre un collega scrive l’altro dà suggerimenti, magari distraendolo) e adottare un’altra modalità che prevede che i suggerimenti siano scritti live. Serve molto allenamento per accrescere feeling e fiducia reciproca. Occorre imparare insieme sia a intervenire sugli scritti altrui sia ad accogliere gli interventi migliorativi. 

6. Adesso muoversi, disordinati ma focalizzati

La scrittura a quattro (o più) mani è al contempo focalizzata e disordinata. Si inizia con un brainstorming libero sul tema definito, si appuntano le idee, le si annunciano ad alta voce, si prova ad esprimerle e a buttarle giù. Non contano gli errori di grammatica, di sintassi, le sviste, le parole che non vengono… Conta non lasciarsi sfuggire l’idea, afferrarla al volo, fissarla, per poi tornarci dopo. Questa è la fase della scrittura scomposta. Se esprimi un pensiero ad alta voce, il collega ti ascolta mentre scrive e ti incoraggia: “Fissala!”, “Scrivila!”, “Segnala! Poi ci torniamo...”. In questa fase si rovesciano sulla pagina i pensieri in modo disordinato. Conta avere sotto mano la varietà di spunti e di materiali per poi riprenderli con più calma. In questa fase si fanno ricerche veloci, si cercano spunti nell’infosfera, si googla per cercare idee e fare verifiche. Si scambiano consigli di lettura sul tema che si sta affrontando. Il disordine è circoscritto da un doppio focus: sia dall’argomento che si ha in mente di affrontare, sia dalla tensione ideativa che punta a costituire il materiale di lavoro.

7. Indice, titolo, sottotitolo e numero di pagine

Dopo l’avvio, dopo il brainstorming, dopo aver rotto il ghiaccio e aver cominciato a scrivere, si sente che la materia si fa più duttile, che le asperità sono meno resistenti (o che si possono mettere temporaneamente da parte per tornarci più avanti). Ecco, questo è il momento di fare quattro operazioni: va definito l’indice (la mappa del testo, la cornice di riferimento), che naturalmente evolverà nel corso della stesura, ma che - anche in progress - deve fare da punto di riferimento; va individuato un titolo, certamente provvisorio in prima battuta, ma fondamentale per condividere la focalizzazione del testo comune; occorre declinare il titolo in un sottotitolo che, nella sua essenzialità, è una sorta di estratto del testo e aiuta a definire l’obiettivo comune di scrittura (titolo e sottotitolo insieme praticamente costituiscono un primo abstract di orientamento); occorre infine, parrà banale ma non lo è, inserire i numeri di pagina, altro elemento essenziale per orientarsi nel documento (in Google Documenti: Menù > Inserisci > Numeri di pagina).

8. Evviva il sito della Treccani

Per scrivere bene in coppia è necessario tenere aperto nel proprio browser il sito della Treccani (grazie! grazie! grazie!), il giacimento di vocaboli più bello e ricco che c’è. Questo è infatti il momento di avere con sé una buona provvista di buone parole, saranno vitali per districarsi nel testo e risolverlo. E se poi ci fosse l’esigenza di tenere sotto controllo l’inglese, e farne un uso appropriato, conviene aprire anche il sito AAA - Dizionario delle alternative agli anglicismi che offre una serie di suggerimenti per usare la parola italiana più adeguata (non siamo contro l’uso dell’inglese, semplicemente a volte prevale l’esotismo rispetto alla chiarezza, di qui l’idea che - se possibile - conviene cercare il termini giusto che la nostra squillante lingua ci offre).

9. Alternarsi per affinare la scrittura

Seguendo le rispettive propensioni, ci si divide i compiti di scrittura, definendo le parti che ciascun componente della coppia deve riordinare a partire dagli appunti iniziali (prima stesura). Un volta che ciascuno ha impostato la propria porzione di testo, ci si scambia reciprocamente quanto scritto per una revisione aumentativa (seconda stesura). Questa alternanza nella scrittura può essere giocata più volte per dare mano a mano forma ai contenuti. Successivamente seguirà la revisione finale realizzata a quattro mani (terza e ultima stesura).

10. Accordarsi e riaccordarsi

Nella scrittura spalla a spalla online (ma anche in presenza), gli accordi tra i co-autori non sono mai per sempre! In corso d’opera si cambierà idea più volte. Inoltre, gli aspetti su cui trovare una sintesi sono diversi: si va dalla lunghezza del testo, alla sua struttura, ai livelli di indice, al tono, al registro linguistico, al font, all’uso dei grassetti per dare rilevanza a determinati passaggi… fino ai contenuti. Insomma scrivere è accordarsi e riaccordarsi: in senso operativo, in senso ideativo, in senso musicale. Una questione da concordare sempre riguarda la lunghezza del testo che prefigura il carico di lavoro e dà una misura dello spazio di sviluppo dei contenuti (in Google Documenti, il numero di caratteri del testo si monitora attraverso Menù > Strumenti > Conteggio parole).

11. Alternare silenzi operosi a rapidi raccordi

Mentre si scrive in coppia, attivare e interrompere il confronto verbale è vitale: per superare intoppi nell’elaborazione e per avere il tempo di dare forma ai propri pensieri. È un gioco alternato di rapidi dialoghi e concentrazioni silenziose. È importante individuare e suddividere le porzioni di testo a cui ciascuno mette mano, lavorando in autonomia per non disturbarsi. Ma è anche importante confrontarsi in corso d’opera per condividere la soluzione dei passaggi più delicati. Quindi si lavora singolarmente in silenzio ma se serve si chiede aiuto e ci si raccorda verbalmente. Poi ci si rilegge reciprocamente.

12. Concordare tempi e pause caffè

Nelle esperienze di scrittura sincrona in coppia si lavora negli orari più variegati e negli spazi più diversi: si approfitta di ritagli di tempo, di serate in trasferta o a casa, di intere lunghe giornate dedicate alla scrittura (che richiede tempo di rodaggio, di confronto, di stesura e revisione). Occorre quindi organizzare il lavoro anche concordando delle pause, anche rispettando distrazioni reciproche legate alle gestione del quotidiano. Dandosi dei tempi di inizio e fine delle sessioni di lavoro, evitando di farsi fagocitare esclusivamente dalla scrittura (che è appassionante), lasciando spazio alle altre questioni di lavoro o familiari da fronteggiare. Infine, è bene non risparmiare sulle pause caffè ;-)

13. Riscaldamento

Salvo testi molto brevi, la scrittura richiede tempo ed è il prodotto di diverse sessioni di lavoro. Ogni ripresa dell'attività richiede di rientrare nell’architettura del documento, di riprendere il lavoro interrotto, di ritrovare le tracce degli sviluppi immaginati. Per scaldare i muscoli, un buon trucco consiste nell’immergersi pian piano nel testo, rileggendo prima quanto già scritto, dedicandosi in particolare alle parti più avanzate, per poi affrontare i contenuti meno definiti.

14. Ritrovarsi sulla pagina

Per orientarsi nello scritto che prende forma, che mano a mano si fa complesso, ci vengono in soccorso alcune facilitazioni offerte da Google Drive. Per prima cosa può valere la pena sapere che se si clicca sulla piccola icona in alto a destra nella pagina (quella con il volto del collega) si viene portati al punto in cui sta scrivendo: si tratta di una funzionalità molto comoda per ritrovarsi e guardare insieme uno specifico passaggio. Poi è molto utile introdurre nel documento il numero di pagine (il documento diventa più ordinato ed è più facile indicare dove si sta lavorando): per farlo basta andare in Google Documenti: Menu > Inserisci > Numeri di pagina e il gioco è fatto. Infine, è pratico poter visualizzare l’impianto complessivo del testo: la funzionalità compare a sinistra dello spazio di scrittura (in Google Documenti: Menu > Visualizza > Mostra struttura del documento) e consente di navigare nell’articolazione del documento.

15. Riordinare aspetto e contenuti

Per dare forma al testo è necessario un lavoro di sistemazione progressiva. Si interviene su più fronti, sapendo che la cura dell’ordine formale consente di essere produttivi nella sostanza dei contenuti. Si mette mano alla resa grafica. Piano piano si aggiustano le soluzioni di layout, anche decidendo di attivare uno stile predefinito (in Google Documenti: Menu > Formato > Stile paragrafo > Opzioni). Si interviene a più riprese sull’indice, definendo i livelli di intestazione dei diversi paragrafi: titolo, sottotitolo, intestazione 1, intestazione 2 e via i seguito (in Google Documenti: Menu > Formato > Stile paragrafo > ...). Si decidono i grassetti (noi abbiamo quasi abbandonato i corsivi e riserviamo utilizziamo la sottolineatura per parole o frasi attive come link). Si sistemano bibliografia e riferimenti sitografici. Tutto questo lavoro, apparentemente meccanico o dispersivo, fa spazio (e dà tempo) al pensiero e consente di intervenire ulteriormente sui contenuti, sviluppandoli e precisandoli.

16. Rilettura finale (pulizia)

Che bella la rilettura finale. È come l’ultimo chilometro di una mezza maratona. Si fatica, ma consapevoli che il traguardo è vicino. Si cerca la perfezione (irraggiungibile) affinando passaggi, facendo pulizia, essenzializzando il testo, scovando il sinonimo giusto, rigirando frasi alla ricerca dello scorrimento, aggiustando i grassetti, controllando i link e la bibliografia, correggendo i refusi. L’ultimo chilometro è sofferenza e poi appagamento.

17. Scegliere o predisporre immagini esplicative

Per rendere più efficace la resa di una scrittura, possiamo inserire immagini, figure, disegni, grafici, scegliendo tra quello che la rete ci offre o producendo soluzioni in autonomia. Noi preferiamo realizzare disegni (usando Presentazioni Google) che rappresentano mappe visuali di sintesi (quasi dei canvas) del testo prodotto. Si tratta di facilitare l’ingresso e l’orientamento nel documento, di fornire riferimenti esplicativi di specifici passaggi, di catturare l’attenzione, di sollecitare l’immaginazione, di variare per rendere (un poco) più piacevoli letture tecnico-organizzative. 

18. Lasciare andare 

Questo forse dovrebbe essere il primo suggerimento. Anche noi ci siamo arrivati tardi, ma - quando lo abbiamo capito - la fluidità e la produttività hanno fatto un salto. Il trucco è semplice: è necessario lasciare andare i propri attaccamenti. Si tratta di non aggrapparsi a quello che riteniamo giusto e corretto, alle soluzioni stilistiche che ci piacciono o che ci sembrano efficaci, si tratta di accettare di cambiare le parole che usiamo di solito, di guardare la propria scrittura e la scrittura del collega con occhi distaccati e curiosi. La scrittura è parte della nostra identità. La nostra scrittura siamo noi. Se qualcuno ci dice che dobbiamo cambiare, aggiustare, modificare il nostro testo, spesso il primo impulso è l’irritazione. Invece possiamo far nostra l’idea che la costruzione condivisa del testo possa essere il prodotto della collaborazione (sempre migliorabile), un gioco divertente e produttivo.

19. Per scrivere a più di quattro mani

E se più di due persone si trovassero a dover scrivere insieme? In tre non è difficile. Da quattro in poi occorre un minimo di regia. Una soluzione radicale è quella di dividere il documento in sotto documenti (all’interno della stessa cartella Google Drive) e dividersi in sottogruppi di scrittura, attivando nella piattaforma di videoconferenza in uso stanze di lavoro specifiche. Se invece si decide di scrivere sullo stesso documento, occorre mantenere attiva la comunicazione vocale che consente di coordinarsi e mandarsi feedback e forse può essere utile che una persona curi il raccordo delle attività.

20. Allenarsi

La scrittura a più mani richiede allenamento: a buone performance si arriva passo dopo passo. In questi giorni, Pares propone webinar gratuiti sulla collaborazione digitale. In particolare, nel web-lab “Come coordinarsi nella scrittura a più mani su Documenti Google” del 10 aprile 2020 (qui il link per iscriversi) proveremo a sperimentare la scrittura sincrona collaborativa con Google Drive, scrivendo brevissime presentazioni dei partecipanti (short bio) utili per aggiornare i propri profili social, il proprio blog, il proprio curriculum.

21. Lasciare spazio agli apprendimenti

Non si finisce mai di imparare a scrivere (a più mani). Mentre lavoriamo a un testo, possiamo prendere l’abitudine di appuntare su post-it cartacei o virtuali (ad esempio su Google Keep) nuovi suggerimenti per fare ulteriori passi avanti e migliorare. Noi continueremo ad annotare apprendimenti scaturiti dall’esperienza anche in vista di una riedizione di questo post.

22. Link: suggerimenti welcome

Anche la sitobibliografia è parte del testo e richiede una attenzione particolare: le soluzioni possibili sono diverse, determinate sia dagli effetti che si ricercano, sia dai vincoli redazionali.
Se avete piacere, potete segnalarci link, post e articoli (pares@pares.it); amplieremo l’elenco che segue e torneremo a riflettere sulla nostra esperienza:





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venerdì 20 marzo 2020

Partecipa al gruppo di lettura online di Pares!

Il tema è #Collaborare.

Mercoledì 25 marzo 2020 (21:00 – 22:30) parte un
gruppo di lettura online in tre serate.
Si partecipa proponendo un brano di massimo 10 righe (da romanzi, saggi, ricettari, fumetti, cataloghi… o altri libri) sul tema del #Collaborare.

In videoconferenza, leggiamo alcuni brani e ne discutiamo. Sarà un momento piacevole e leggero di scambio. Iscrizioni qui: https://forms.gle/sfjK1Mmc62St2MNj9. Partecipazione gratuita 😉

Questi gli appuntamenti
mercoledì 25 marzo, 21:00 – 22:30
mercoledì 01 aprile, 21:00 – 22:30
mercoledì 8 aprile, 21:00 – 22:30

lunedì 16 marzo 2020

Gruppi di lettura online: da un web-lab sperimentale abbiamo capito questo

di Luciano Barrilà, Giulia Bertone, Marco Cau, Graziano Maino - Pares


Spunti per realizzare gruppi di lettura online
Venerdì 13 marzo 2020 abbiamo organizzato un web-lab sperimentale delle durata di un’ora dedicato all’organizzazione di gruppi di lettura e in videoconferenza, con due obiettivi in mente:
 - sperimentare l’organizzazione di gruppi di lettura su una piattaforma per videoconferenze;
- fissare spunti utili per altre occasioni e in contesti analoghi.
Alla proposta hanno aderito una quindicina di persone, così ci è sembrata una buona idea costituire due gruppi, che si sono incontrati in due distinte stanze della piattaforma utilizzata per la videoconferenza: ci è sembrato che un numero contenuto di partecipanti potesse favorire l’interazione. Ciascuno dei due gruppi è stato condotto da due persone: una ha facilitato la discussione e una ha preso appunti in chat. Dal confronto con i partecipanti e dalle note delle due chat abbiamo tratto una serie di spunti che sintetizziamo in questo post.

Modelli di gruppi di lettura
C’è un solo modo per fare gruppi di lettura? No, certo che no. E chi può partecipare? Chi lo desidera. I libri, chi sceglie i libri? Mah, le soluzioni sono le più diverse. E qual è la cadenza giusta per incontrarsi? In genere mensile o trisettimanale, per dare il tempo alle persone di leggere secondo il proprio ritmo, ma ci sono anche esperienze che prevedono incontri più serrati...
Nel web-lab sperimentale abbiamo proposto la lettura del passo La città e gli scambi 1, che narra della città di Eufemia, tratto da Le città invisibili di Italo Calvino. Il brano è stato pensato come metafora di quello che avremmo fatto insieme, è stato anticipato alle persone iscritte nella email di conferma di partecipazione ed è stato letto come innesco in avvio del web-lab per creare l’atmosfera giusta.
Nel confronto tra i partecipanti è emerso che si fanno gruppi di lettura con intenzioni diverse: gruppi di lettura per piacere e per interesse, gruppi di lettura nell’ambito di comunità di pratica, gruppi di lettura in contesti formativi: non esiste un solo modo di fare gruppi di lettura, ogni gruppo parte da presupposti specifici, si attribuisce regole e finalità valide per sé e per i suoi partecipanti.
Ciò che ci sembra accomuni le tipologie di gruppi di lettura che di presentiamo di seguito è che non deve mai mancare la fiducia nei confronti dei partecipanti, delle loro competenze e del loro desiderio di condivisione.
Gruppo di lettura tradizionale. Il bibliotecario propone un titolo, ciascuno legge il libro privatamente, ognuno per conto suo, e ci si ritrova per confrontarsi. Succede ad esempio a Zelo Buon Persico, dove l'incontro, mensile, è l’occasione per discutere dei passi più significativi e delle emozioni suscitate. In questo caso la collaborazione con la biblioteca locale è fondamentale per garantire a tutti la possibilità di ricevere in prestito il volume scelto, in formato cartaceo o elettronico (le risorse elettroniche delle biblioteche sono una miniera!).
Si legge insieme. È una modalità utilizzata soprattutto nella promozione della lettura per i più piccoli e per i ragazzi delle medie. In questo caso gli incontri sono più frequenti, due o tre al mese, e la lettura è condivisa, fatta di volta in volta da chi conduce o da chi partecipa. Lettura e riflessione si svolgono all’interno dello stesso appuntamento. 
Cerchio di lettura. Si organizza un cerchio di lettura per condividere le conoscenze di più persone intorno a un tema specifico. Si sceglie un argomento e poi si condividono letture diverse, proposte dai partecipanti. Solitamente i brani si leggono insieme, secondo una formulazione meno rigida rispetto alla lettura di un libro solo. Si tratta di gruppi leggeri, spesso un buon modo per avvicinare alla lettura persone che solitamente se ne tengono alla larga.
Cerchi di lettura all’aperto. Si possono organizzare cerchi di lettura all’aperto; si partecipa portando un brano, un passo breve e lo si condivide; si può partecipare anche senza brano: in quel caso gli organizzatori offrono brevi testi e aforismi ai partecipanti sprovvisti; un modo per avvicinare con leggerezza alla lettura.
Reading collettivi. I reading collettivi sono qualcosa di ancora diverso, uno strumento per condividere in maniera originale situazioni varie di socialità. Ciascuno propone letture in libertà, ognuno sceglie qualcosa che gli corrisponda o che per lui abbia un senso particolare, anche scritti propri. A volte si svolgono in luoghi non dedicati specificatamente alla lettura, come bar o pub attrezzati con un leggìo e qualche sedia ben posizionata. È così che accade, ad esempio, a Pozzuolo Martesana dove la partecipazione e la conduzione sono libere e fluide, ognuno si accoda quando vuole in base ai propri desideri. O, ancora, a Trieste, dove la lettura in un bar è esperienza collaudata.
Scegliere parole a caso. Un’altra modalità possibile, particolarmente creativa e interattiva, è quella di scegliere parole a caso e da quei piccoli stimoli partire per leggere e raccontare storie, come si faceva una volta in cerchio intorno al fuoco. Condividere storie e letture cambia le persone che leggono e cambia le persone che ascoltano, creando una comunità. Potrebbe anche essere un esercizio da utilizzare per animare un cerchio o un gruppo di lettura: si "pescano" parole a caso e ognuno dei presenti racconta una storia. Si può giocare aprendo il libro a caso, scambiando brani, partendo da parole, stupendosi di cosa può venire fuori con disponibilità e apertura da parte di tutti.
Non solo libri. Infine, i gruppi di lettura possono anche essere situazioni in cui la parola scritta è solo uno degli ingredienti, da mescolare con cura insieme ad altre modalità espressive e sensoriali come video o brani musicali. Soprattutto con i ragazzi, questa modalità multimediale si può utilizzare per avvicinare e introdurre un tema prima di leggere, attivando curiosità e voglia di approfondire.

Ragioni per fare gruppi di lettura
Leggere per evadere. Leggere è un modo per evadere, stimola l'immaginazione e il sogno; attraverso la lettura si aprono finestre su vite diverse, si scoprono mondi nuovi, così nella città si possono condividere e vivere molteplici storie.
Leggere per avvicinarsi al mondo. Leggere è anche un modo per avvicinare alle questioni del mondo. Siamo animali sociali, tendiamo naturalmente a cercare connessioni tra le cose che ci circondano e così accade anche quando leggiamo, alla ricerca di legami tra le parole e il contesto storico che stiamo vivendo. Quanto cambia il significato che attribuiamo alla città di Eufemia, ai suoi profumi, al suo scambio di parole e di esperienze in questi giorni di isolamento forzato? Cogliere legami è anche un modo straordinariamente efficace di destare l’interesse, soprattutto con i ragazzi.
Leggere per approfondire questioni. Si può naturalmente leggere anche per approfondire temi insieme, selezionando un gruppo di libri o di brani connessi all’argomento e condividendo pensieri e approfondimenti. Ogni brano apre così nuove piste di lettura, nuove strade per conoscere di più e meglio.
Leggere per il valore dell’incontro e dello scambio. Leggere insieme è un modo per cogliere il valore dell'incontro e dello scambio, nutrienti fondamentali di ogni essere umano. Leggere ad alta voce, leggere agli altri e per gli altri aiuta a parlare di noi, non solo per ciò che scegliamo di condividere (il brano che selezioniamo) ma anche per il modo in cui lo leggiamo, scegliendo un tono e un ritmo che comunicano significato.
La lettura ad alta voce è poi fondamentale con i bambini, per trasmettere e condividere con loro emozioni, sensazioni e risate.
Leggere per il gusto del bello. Un gruppo di lettura può anche porre al centro la bellezza del leggere, il gusto del bello per il bello, senza altri fini. Il bello si può trovare nel contenuto di ciò che viene letto ma anche nella sua forma, nelle parole che l’autore ha scelto per esprimere il suo pensiero.
Leggere per superare la solitudine. Infine, i gruppi di lettura sono anche un modo per superare le solitudini, per ascoltarsi, comunicare sé stessi e aprirsi ad altri punti di vista. Scambi di questo tipo sono centrali nella medicina narrativa, dove la condivisione è trasformativa.

Front e back stage nei gruppi di lettura online
Per attivare, realizzare e dare continuità ai gruppi di lettura online è necessario un lavoro organizzativo di backstage. Si tratta di immaginare e attivare la proposta, di intessere alleanze e supporti, di trovare lo spazio fisico che possa ospitare il gruppo di lettura garantendo condizioni di tranquillità. È necessario poi tenere le fila tra un incontro e l’altro e animare (o condurre con maggiore o minore intensità) i singoli incontri dei gruppi di lettura. Nei gruppi di lettura online lo spazio virtuale è importante come lo è tutto il lavoro di cura organizzativa e promozionale, di facilitazione e di messa a punto via via che il gruppo indica e costruisce il suo percorso.

Tecnologia come spazio di interazione.
Accordarsi sulle modalità di interazione è fondamentale in tutte le occasioni di lavoro collettivo. In particolare nei gruppi che operano online ci sono questioni a cui è necessario prestare particolare attenzione a seconda dell’esperienza dei partecipanti: a volte occorre spiegare brevemente come funziona lo spazio tecnologico, altre come utilizzare le modalità per prendere parola e dare i proprio contributi (scrivere, incollare link e citazioni, usare altri programmi a supporto), in generale è sempre essenziale in avvio accordarsi sulle regole essenziali per interagire (microfono aperto o chiuso? videocamera attiva o no? videoregistrare l’intera sessione di lavoro o accordarsi per una sintesi scritta?). La tecnologia può aiutare ad ascoltarsi e a tenere i tempi di parola e di interazione ma è necessaria una regia attenta, che accompagni le persone a modalità di interazione diverse rispetto a quella in presenza.

Tecnologia come strumento di partecipazione.
I gruppi online possono abbattere alcune barriere come quelle della distanza, dando la possibilità di collaborare a persone che non vivono in nella stessa città o in prossimità. Naturalmente a condizione che si tengano presenti le variabili in campo e le differenze nell’esperienza e dotazione tecnologica di tutti i partecipanti. Per aiutare chi è meno abituato all’utilizzo di strumenti digitali è importante partire delle tecnologie più diffuse e quindi già conosciute e introdurre tecnologie più complesse quando richiesto dallo svolgimento di attività più articolate. Nel secondo caso può essere utile predisporre e mettere a disposizione dei piccoli tutorial che forniscano istruzioni passo passo o cogliere l’occasione per proporre percorsi di alfabetizzazione digitale.

Bibliografia e link

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey
Sito web Graziano Maino
Sito web Luciano Barrilà
Blog Marco Cau
www.pares.it - www.progettareinpartnership.it
Gruppo Facebook “Cosa vuoi che ti legga?”
Gruppo Facebook “LOA Legge in Ogni Angolo”
Italo Calvino, Le città invisibili, Mondadori, 1972.

Crediti

Grazie alle persone che hanno partecipato al web-lab Gruppi di lettura e di studio in videoconferenza di venerdì 13 marzo 2020, 14:30 – 15:30: Alessandra Anzaghi, Andrea Bacicchi, Andrea Bonalumi, Michela Bono, Paolo Corno, Desideria Cortesi, Chiara Depaoli, Rosita Folli, Dario Grison, Monica Maggi, Monica Sciachitano, Emanuela Scola, Michela Stella, Maria Tesoro, Lucia Tringali, Veronica Trombetta.