sabato 26 maggio 2018

Reti collaborative e strumenti digitali per innovare la scuola, esperienze locali in un contesto in evoluzione

Working Paper 2WEL 1/2018 [si scarica qui].
Il working paper, articolato in tre sezioni, connette e sviluppa due contributi pubblicati nel testo “Didattica 2.0. Scenari di didattica digitale condivisa”, curato da Alberto Panzarasa per la casa editrice Ledizioni di Milano nel 2017. 
La prima sezione (Osservazioni sulla scuola in trasformazione) inquadra i cambiamenti che investono le scuole, chiamate oggi a collaborare tra loro e con altre organizzazioni pubbliche e private e a essere presìdi educativi di comunità in uno scenario che intreccia proposte diverse: alternanza scuola-lavoro, school bonus, laboratori territoriali per l’occupabilità, aperture prolungate ed estive, interventi per contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa, programmi di fundraising, tecnologie per la didattica innovativa, iniziative di cittadinanza attiva per favorire il coinvolgimento degli studenti, delle loro famiglie, dei quartieri, di tutti i cittadini.
La seconda sezione (Esperienze sul campo) presenta due interventi, sviluppati in provincia di Pavia, che intrecciano strumenti digitali e collaborazione fra insegnanti e scuole. Il primo intervento è una sperimentazione relativa alla nascita e allo sviluppo di reti di scuole per la didattica digitale co-promosse da istituti scolastici, che hanno realizzato con continuità iniziative di formazione e di confronto professionale rivolte ai docenti. Il secondo intervento presenta le caratteristiche ottimali di un sito web scolastico e ne valuta l’applicazione attraverso una ricerca rivolta a una rete di scuole pavesi.
La terza sezione (Prospettive tra opportunità e sfide) illustra due forme di network istituzionali (le reti di ambito e le reti di scopo) che – per operare efficacemente – richiedono progettualità concordate, governance e coordinamento continui, investimenti professionali riconosciuti e supportati, spazi di sperimentazione, momenti di riconsiderazione delle esperienze condotte e soprattutto regia; propone i laboratori formativi di co-progettazione, come strumenti operativi di lavoro per progettare in partnership e collaborare tra docenti, tra scuole, tra istituti e altre organizzazioni; presenta un ventaglio di software, programmi, app (e di approcci) per supportare il funzionamento delle organizzazioni, la collaborazione nei gruppi di lavoro, la sperimentazione di innovazioni operative e didattiche, la formazione e l’aggiornamento.

giovedì 18 gennaio 2018

Rigenerare spazi, costruire luoghi

Da spazi vuoti a luoghi di nuove opportunità prefigurava Giovanni Campagnoli nel suo Riusiamo l’Italia (2014). Da spazi a luoghi | Proposte per una nuova ecologia dello sviluppo ha rilanciato AICCON nelle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile (2016).L’Italia che non si butta via | Riusare, riconvertire ricucire è la copertina-manifesto del numero di ottobre scorso della rivista Vita.
La questione della rigenerazione di spazi pubblici e privati per farne luoghi di fruizione e di produzione sociale, culturale, ricreativa, artigianale, intellettuale, educativa, comunitaria è al centro di attenzione e di dibattito. Avanzi e Make a Cube³ hanno dedicato al tema un prezioso vademecum (Immobili pubblici: strategie di rigenerazione a fini sociali, 2017) che focalizza la “piccola rivoluzione in corso”, delinea i nodi, le questioni aperte, i possibili strumenti di governo e propone un catalogo delle esperienze avviate.
Il tema è affiorato a più riprese anche il 21 novembre 2017, negli spazi di Avanzi – Barra A, nell’ambito del seminario Gli spazi del possibile: periferie urbane e aree interneche ha messo a confronto e in dialogo decisori, policy maker, attivisti e abilitatori delle periferie e delle aree marginali.
Le esperienze di innovazione sociale – nelle città e nelle aree interne - si moltiplicano lungo tutta la penisola: collaborazioni non convenzionali generano risposte a problemi inediti; incontri inaspettati attivano partnership promettenti; idee brillanti si sviluppano in start-up e imprese sociali; spazi abbandonati e immobili pubblici si trasformano in hub di comunità; intuizioni originali danno vita a percorsi professionali insoliti. Modelli e pratiche prendono forma e si sviluppano in contesti diversi, coinvolgendo organizzazioni nonprofit e imprese, enti locali e cittadini, agenzie di sviluppo e attivisti.
Anche in Oltrepò pavesearea interna in provincia di Pavia, sostenuta dal programma AttivAree di Fondazione Cariplo, che ha qui cofinanziato il progetto Oltrepò(Bio)diverso, questo processo di rigenerazione di spazi e di costruzione di luoghi è in corso.