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mercoledì 24 luglio 2019

Co-progettare beni comuni scolastici con i bambini

di Marco Cau e Viola Petrella


Continua l’esperienza del progetto Scuole al Centro, promosso dal Centro Servizi Formazione e finanziato dall’impresa sociale Con i Bambini.

Il progetto ha le sue radici nella consapevolezza che la scuola sta cambiando e assumendo un ruolo di crescente rilievo sia per i singoli giovani cittadini che per il tessuto sociale ed economico del territorio. Di questo dobbiamo ringraziare il lavoro di cura della comunità educante, ovvero l’eterogeneo gruppo di insegnanti, alunni, personale scolastico, famiglie e istituzioni che, proprio grazie alla scuola, si trovano legati da un rapporto di interdipendenza e corresponsabilità. Dalla comunità educante possono emergere nuove idee, opportunità e modelli per fare bene comune a partire dai banchi di scuola, trasformando quest’ultima in un luogo di inclusione, di aggregazione sociale, di sperimentazione per la soluzione di problemi collettivi, di esplorazione di opportunità.
Il progetto Scuole al Centro chiama all’azione la comunità educante per innescare nuove collaborazioni o rafforzare quelle già in corso coltivando un progetto comune, tangibile e concreto. A ottobre 2018, la comunità educante che fa riferimento a 11 istituti comprensivi della provincia di Pavia ha preso in carico un bene comune scolastico e, nell’arco di 3 anni, svilupperà una strategia per la sua rigenerazione, gestione e uso condivisi. Questo filone progettuale, intitolato La scuola ci appartiene, è sviluppato assieme a docenti e studenti di 22 classi. A coordinare queste attività siamo in due facilitatori, Marco Cau e Viola Petrella.

Abbiamo iniziato con tre laboratori formativi dedicati ai docenti, durante i quali è stato costruito un primo catalogo di idee per la scuola bene comune della comunità locale. A questo è seguito un primo laboratorio con gli allievi delle classi coinvolte, svoltosi tra febbraio e marzo del 2019.


Nella maggior parte dei casi, il laboratorio ha visto il coinvolgimento di due classi prime della scuola secondaria appartenenti allo stesso istituto comprensivo, guidate dai due facilitatori. In alcuni casi, le classi selezionate per partecipare al progetto si trovavano in due plessi distinti; in questo caso ciascuna classe ha lavorato separatamente, guidata da un solo facilitatore. La necessità, in questa fase, era di avviare un lavoro di gruppo, identificando e chiarendo il tema su cui riflettere e raccogliendo le idee e le proposte degli studenti coinvolti, anche in merito a spazi scolastici specifici su cui concentrare l’azione progettuale (per esempio la palestra, il giardino, l’aula di musica).


Per raggiungere questi obiettivi è stata utilizzata la stessa tecnica di facilitazione, chiamata OPERA, impiegata per l’incontro con i docenti, opportunamente adattata per il lavoro con un gruppo di 25-45 ragazzi di 11 anni di età. OPERA è una tecnica di partecipazione guidata sviluppata da Innotiimi, una società di consulenza che accompagna processi organizzativi in imprese private, sociali e in istituzioni pubbliche; è uno strumento versatile che si può proporre in diverse varianti, ma ci risulta che questo sia il primo tentativo di adattarla alla co-progettazione insieme a degli studenti delle scuole superiori di primo grado. Abbiamo affinato il nostro approccio nel corso degli incontri con le classi, aggiungendo progressivamente dettagli importanti per la comprensione del progetto da parte dei ragazzi. In questo articolo vogliamo riassumere il processo che ci ha portato a utilizzare OPERA nel lavoro nelle scuole secondarie di primo grado.


Leggi tutto il post su Percorsi Con i Bambini / Scuole al centro.

domenica 24 marzo 2019

Un catalogo di idee per la scuola bene comune

di Marco Cau e Viola Petrella


Contesto
Le profonde trasformazioni che investono la società coinvolgono anche la scuola: i cambiamenti delle condizioni di vita, i nuovi stili di consumo, le inedite strutture familiari, gli approcci delle persone al sistema educativo, le prospettive dei giovani, i singolari e fluidi percorsi professionali, le nuove tecnologie digitale chiamano in causa gli istituti scolastici e la loro azione.

Nel 2016 la rivista Vita ha dedicato un numero monografico a La scuola che verrà, definendo le scuole cantieri aperti che costruiscono esperienze di alternanza scuola-lavoro, laboratori territoriali per l’occupabilità, piani per l’innovazione digitale, aperture prolungate ed estive, programmi per contrastare la dispersione scolastica, riflessioni sull’architettura degli spazi. Anche grazie al sostegno di bandi di finanziamento come quelli promossi dall’impresa sociale Con i Bambini, le scuole diventano laboratori di sperimentazione per la costruzione di presìdi educativi che coinvolgono famiglie, organizzazioni sociali, attori pubblici e privati, costruendo in rete comunità educanti articolate.

Il ruolo delle reti e della loro capacità di contrastare la povertà economica, sociale ed educativa è stato oggetto di analisi nel Rapporto annuale 2018 – La situazione del Paese di Istat: secondo l’Istituto, laddove le relazioni sociali ed economiche tra imprese e imprenditori, tra professionisti e lavoratori, tra familiari e amici, tra organizzazioni della cultura e della conoscenza sono più salde, i territori e le comunità reagiscono con maggior resilienza alla lunga e complessa uscita dalla crisi. In questo senso, sempre secondo Istat, il ruolo delle scuole è centrale: gli istituti hanno assunto nel corso degli ultimi anni un ruolo di crescente rilievo nelle comunità locali sia organizzando autonomamente iniziative educative (didattiche, sportive, culturali…), sia operando in rete con altre scuole o con soggetti esterni (università, enti locali, associazioni…) per sviluppare progetti più articolati.

In effetti le scuole sono una delle infrastrutture importanti del paese, una delle sue ricchezze: sono diffuse capillarmente su tutto il territorio, sono presenti in città, nei paesi e nelle aree interne, sono aperte a tutti i giovani e alle loro famiglie, sono particolarmente attente all’inclusione delle comunità straniere e degli alunni con disabilità e, in molti casi, si stanno progressivamente aprendo alla collaborazione con il territorio.

Anche grazie a iniziative di fundraising e a finanziamenti privati, a progetti speciali, alle nuove tecnologie, alla didattica innovativa e alle esperienze di cittadinanza attiva, le scuole stanno diventando luoghi di aggregazione sociale, fruibili oltre i tempi classici della didattica: il pomeriggio, il sabato, nei tempi di vacanza; sono spazi dove si organizzano e si potranno sviluppare – in collaborazione con famiglie, associazioni, organizzazioni del terzo settore e altri attori disponibili – attività educative, sociali, ricreative e culturali.

In questo modo le scuole evolvono nella direzione di beni comuni così come li ha definiti Carlo Donolo: beni che consentono lo svolgersi della vita sociale, che promuovono la soluzione di problemi collettivi e che sono accessibili a tutti.

In queste settimane sta prendendo il via a Milano il progetto Scuole Aperte 2.0, che ha l’obiettivo di favorire l’apertura delle strutture scolastiche  – in particolare delle scuole secondarie di primo grado – al di fuori del normale orario di lezione, affinché le scuole diventino luogo di inclusione, di superamento delle discriminazioni e di occasioni di ampliamento dell’offerta formativa: presìdi culturali e di socialità.

In partenariato con enti locali, imprese, organizzazioni sociali e culturali, singoli istituti o reti di scuole, è possibile realizzare progetti “aperti”, utili contemporaneamente ai propri alunni e all’intera comunità: spazi museali evoluti, archivi digitali, biblioteche diffuse (per esempio valorizzando il patrimonio documentale e bibliografico di cui molti plessi scolastici dispongono); spazi comuni di studio e di lavoro (realizzando coworking aperti sia a studenti sia a professionisti); fablab e laboratori digitali; ristoranti didattici con attività ristorativa aperta al pubblico; luoghi per lo sport indoor e outdoor (fruibili dagli alunni in orario scolastico e da tutti in qualsiasi altro orario e giorno della settimana); adozione di spazi cittadini abbandonati e/o sotto-utilizzati per la realizzazione di programmi didattici con ricadute sulla collettività (orti urbani, giardini, aiuole, piccoli beni immobili); organizzazioni di eventi simbolici e temporanei (mostre, installazioni urbane, eventi in occasione di ricorrenze).

Naturalmente occorre procedere progressivamente, rispettando i contesti locali: progettare e innovare deve continuare a essere un piacere e non un’imposizione. Certamente i progetti hanno bisogno di leader, di trascinatori, di facilitatori, ma hanno anche bisogno di consenso e di radicamento: è importante rompere il ghiaccio iniziando a realizzare progetti semplici, progetti apripista, puntando a risultati intermedi e a traguardi raggiungibili. Collezionare una serie di iniziative piccole ma di successo, oltre che a “fare squadra” e a consolidare esperienze e competenze, è anche utile a far crescere la reputazione della scuola nei confronti di altre scuole, di possibili partner e finanziatori, delle stesse famiglie, creando le condizioni per realizzare progettazioni più ambiziose e strategiche.

Catalogo
Il seguente catalogo di idee per la scuola bene comune della comunità locale è il risultato di un primo confronto con i docenti di 11 Istituti comprensivi di Pavia e provincia coinvolti nel progetto Scuole al Centro, promosso dal Centro Servizi Formazione e finanziato dall’impresa sociale Con i Bambini. Nel triennio 2019-2021, la comunità educante prenderà in carico un bene scolastico e ne curerà la rigenerazione, la gestione e l’uso condivisi, sviluppando il progetto assieme agli studenti di 22 classi. Attraverso momenti di ideazione, co-progettazione, realizzazione e utilizzo, gli spazi scolastici diventano beni comuni, coinvolgendo i giovani, gli adulti e la comunità locale.
successi, insuccessi e opportunità) quali idee, aspirazioni, spazi, iniziative, progetti (concreti) per rendere la scuola bene comune del territorio (area, città, quartiere) e della comunità di riferimento?

A questo confronto con i docenti seguiranno laboratori con gli alunni delle 22 classi coinvolte nel progetto.

Di seguito il catalogo costruito con i docenti degli 11 Istituti comprensivi, costituito da 53 idee suddivise in 12 filoni:

Scuola aperta al territorio
Valorizzazione della biblioteca scolastica
Cinema a scuola
Recitazione e canto
Scuola e natura
Generazioni a confronto
(Nuovi) linguaggi
Laboratori creativi
Scuola e sport
Scuola, città, territorio
Scuola e salute
Orientamento e sostegno

Leggi tutto il post su Percorsi Con i Bambini / Scuole al centro.

venerdì 11 maggio 2018

Reti collaborative e strumenti digitali per innovare la scuola, esperienze locali in un contesto in evoluzione | Working Paper

di Marco Cau, Graziano Maino, Marzio Rivera


Il working paper è pubblicato da Percorsi di Secondo Welfare e si scarica qui.
Articolato in tre sezioni, connette e sviluppa due contributi pubblicati nel testo “Didattica 2.0. Scenari di didattica digitale condivisa”, curato da Alberto Panzarasa per la casa editrice Ledizioni di Milano nel 2017. La prima sezione (Osservazioni sulla scuola in trasformazione) inquadra i cambiamenti che investono le scuole, chiamate oggi a collaborare tra loro e con altre organizzazioni pubbliche e private e a essere presìdi educativi di comunità in uno scenario che intreccia proposte diverse: alternanza scuola-lavoro, school bonus, laboratori territoriali per l’occupabilità, aperture prolungate ed estive, interventi per contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa, programmi di fundraising, tecnologie per la didattica innovativa, iniziative di cittadinanza attiva per favorire il coinvolgimento degli studenti, delle loro famiglie, dei quartieri, di tutti i cittadini. La seconda sezione (Esperienze sul campo) presenta due interventi, sviluppati in provincia di Pavia, che intrecciano strumenti digitali e collaborazione fra insegnanti e scuole. Il primo intervento è una sperimentazione relativa alla nascita e allo sviluppo di reti di scuole per la didattica digitale co-promosse da istituti scolastici, che hanno realizzato con continuità iniziative di formazione e di confronto professionale rivolte ai docenti. Il secondo intervento presenta le caratteristiche ottimali di un sito web scolastico e ne valuta l’applicazione attraverso una ricerca rivolta a una rete di scuole pavesi. La terza sezione (Prospettive tra opportunità e sfide) illustra due forme di network istituzionali (le reti di ambito e le reti di scopo) che – per operare efficacemente – richiedono progettualità concordate, governance e coordinamento continui, investimenti professionali riconosciuti e supportati, spazi di sperimentazione, momenti di riconsiderazione delle esperienze condotte e soprattutto regia; propone i laboratori formativi di co-progettazione, come strumenti operativi di lavoro per progettare in partnership e collaborare tra docenti, tra scuole, tra istituti e altre organizzazioni; presenta un ventaglio di software, programmi, app (e di approcci) per supportare il funzionamento delle organizzazioni, la collaborazione nei gruppi di lavoro, la sperimentazione di innovazioni operative e didattiche, la formazione e l’aggiornamento.

martedì 27 marzo 2018

Progettare in partnership a Sfide – La scuola di tutti

Sabato 24 marzo il laboratorio Progettare in partnership ha fatto tappa a Sfide- La scuola di tutti, nell’ambito di Fa’ la cosa giusta! quindicesima edizione nazionale – Milano.
In un’ora e mezzo di lavoro, abbiamo affrontato le principali questioni relative alla costruzione di progetti collaborativi utilizzando lo strumento di progettazione condivisa Partnership Project Canvas.
Le idee progettuali nascono in un contesto e affrontano problemi. Quali punti di forza e di debolezza esprime il contesto? Quali opportunità emergono? Quali problemi si intendono affrontare? Qual è l’idea alla base del progetto in partnership? In che modo la proposta progettuale può contribuire a risolvere i problemi individuati nel contesto dato?
Non c’è progetto senza partnership, non c’è partnership senza progetto. Quale capitale sociale e relazione è utile attivare per elaborare l’idea progettuale? Quali organizzazioni costituiscono l’ecosistema di progetto e ne garantiscono il funzionamento? Che ruolo giocano nel progetto i diversi stakeholder?
I progetti trasformano l’esistente, si declinano in attività, hanno bisogno di cura. Quali sono gli obiettivi del progetto? Quali sono i cambiamenti attesi? In quali azioni si articola il progetto? In quali attività si sviluppa ciascuna azione? In quali tempi si intendono realizzare le diverse attività? Quale coordinamento e quale governance (assetto di responsabilità) si immagina per il progetto?
I progetti hanno bisogno di visibilità: vanno raccontati, promossi, rendicontati. Come costruire lo storytelling del progetto e la sua comunicazione pubblica? Come presentare e promuovere il progetto per ricercare alleanze e finanziamenti? Quali sono i risultati attesi e quantificabili dell’intervento? Come comunicarli? Come si elabora la scheda progetto?
Attori pubblici, privati e nonprofit promuovono partenariati cross-sector negli ambiti dell’istruzione e formazione, della cultura, delle politiche giovanili, della cittadinanza attiva, dell’uso e della cura dei beni comuni, del lavoro, del welfare.
Le scuole sono attori decisivi di queste reti: sono punto di riferimento per tutti, laboratori di innovazione, piattaforme di economia collaborativa, ricerca sul campo.
Il laboratorio Progettare in partnership è un’opportunità di formazione per condividere idee, sviluppare competenze e sperimentare strumenti finalizzati a mettere a punto e realizzare progetti collaborativi multiattore e trasversali a diversi ambiti.
Il laboratorio Progettare in partnership è uno strumento di costruzione e crescita della comunità professionale dei docenti.
Spazio dedicato, tempo riservato, strumenti disponibili per facilitare il lavoro collaborativo, per confrontarsi, per valorizzare competenze intorno a un oggetto di lavoro definito e realizzabile: il progetto.
Qui si scaricano le slide del laboratorio: Progettare in partnership Sfide 2018.

venerdì 1 dicembre 2017

DIDATTICADUE PUNTOZERO Scenari di didattica digitale condivisa | Libro


di Marco Cau e Graziano Maino


La scuola italiana sta cambiando profondamente, il cantiere è aperto, i filoni di lavoro  sono molteplici: alternanza scuola-lavoro, potenziamento della comunità educante, school bonus e fundraising, laboratori territoriali per l’occupabilità, piano per l’innovazione digitale, reti di ambito e reti di scopo, aperture prolungate ed estive, impegno per contrastare la dispersione scolastica, spazi scolastici aperti alla comunità, progetti in partnership…
Diventano quindi sempre più centrali sia il tema della sinergia tra scuole sia quello della collaborazione tra scuola ed ecosistema territoriale, attraverso la realizzazione di progetti trasversali ai temi e ai settori, nell’ambito di partenariati pubblico-privato-nonprofit dei quali, nei prossimi anni, il sistema scolastico sarà protagonista.
Le scuole sono beni comuni, che contribuiscono in maniera decisiva a ri-costruire tessuto sociale e cultura civica, a consolidare relazioni umane e senso di appartenenza, a favorire coesione sociale in quanto spazio attrattivo di progetti promossi da attori impegnati a promuovere il territorio di appartenenza.
Nel libro “Didatticaduepuntozero”, in libreria dal primo dicembre, vengono presentati contributi su innovazione didattiche offerte dalle tecnologie, opportunità di crescita legate alle reti di scuole, potenzialità di sviluppo che si possono costruire attraverso processi di condivisione.
Il testo – nato dalla collaborazione tra una rete di scuole e un gruppo di esperti che, a vario titolo, hanno collaborato con essa in questi anni – presenta un panorama delle tematiche emergenti e delle criticità da focalizzare con un approccio non solo teorico ma soprattutto pratico e operativo.
Curato da Alberto Panzarasa, raccoglie contributi di Simone Aliprandi, Marco Cau, Riccardo Colangelo, Graziano Maino, Maria Aurora Mangiarotti, Alberto Panzarasa, Marzio Rivera.
Il capitolo del libro curato da Marco Cau e Graziano Maino descrive l’esperienza di una rete di scuole per la didattica digitale in provincia di Pavia inserendola nei processi di cambiamento in corso e sistematizza una serie di strumenti e metodi, sperimentati nel corso degli ultimi due anni, per la costruzione di progetti in partnership tra scuole e tra scuole e territorio. Temi che saranno al centro anche di un laboratorio che proporremo a Milano, sabato 24 marzo 2018, nell’ambito di Sfide | La scuola di tutti.
Questi i contenuti del capitolo:
Come nasce e si sviluppa una rete di scuole per la didattica digitale. Proposte da un’esperienza locale inserita in un contesto in evoluzione.
Il contesto: la scuola evolve
1.1. La scuola è già cambiata
1.2. La scuola è un punto di riferimento
1.3. La scuola è un ecosistema per l’innovazione
1.4. La scuola è piattaforma di economia collaborativa
1.5. La scuola è ricerca sul campo
1.6. La scuola è digitale
Un’esperienza: reti di scuole per la didattica digitale
2.1. Collaborazione tra reti in provincia di Pavia
2.2. La costruzione dei programmi formativi
2.3. Verso la costituzione di una rete provinciale formalizzata
Prospettive tra opportunità e sfide
3.1. Le reti di ambito e le reti di scopo
3.2. Le reti hanno bisogno di cura
Proposte per sviluppare reti di scuole e progetti condivisi
4.1. Laboratori formativi di co-progettazione
4.2. Possibili temi per i laboratori
4.3. Progetti per mantenere aperti gli spazi di innovazione
Proposte per reti impegnate a sviluppare didattica digitale
5.1. Misura, complessità, tecnologie digitali
5.2. Approcci integrati: tutorial, archivi web, blog, indagini online
5.4. Innovazione impercettibile, alfabetizzazione digitale e gestione delle conoscenze
Riferimenti bibliografici
Leggi tutto il capitolo nel libro DIDATTICADUE PUNTOZERO Scenari di didattica digitale condivisa, a cura di Alberto Panzarasa

venerdì 11 marzo 2016

Come nasce e si sviluppa una Rete di scuole per la didattica digitale

di Marco Cau, Stefania Fecchio, Marzio Rivera, Alberto Panzarasa

Il post completo da cui è tratto il seguente brano è stato pubblicato qui, sul sito "percorsi di secondo welfare".

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Il 27 ottobre 2015, il Miur ha presentato il Piano Nazionale per la Scuola Digitale, un documento di indirizzo “per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale”. Il Piano è un “pilastro fondamentale” della Legge 107/2015 (“Buona Scuola”), ha valenza pluriennale e intende sistematizzare l’impiego “di più fonti di risorse a favore dell’innovazione digitale, a partire dai Fondi Strutturali Europei (PON Istruzione 2014-2020) e dai fondi della Legge 107/2015”. Le azioni previste si articolano in quattro ambiti fondamentali (strumenti; competenze e contenuti; formazione; accompagnamento) e in trentacinque azioni operative, con l’obiettivo di favorire/costruire/incentivare: accesso e connettività; spazi e ambienti per l’apprendimento; amministrazione e identità digitale; competenze degli studenti; contenuti digitali; formazione del personale; integrazioni tra scuola digitale, impresa e lavoro.

Su questi temi gli istituti scolastici italiani non sono all’anno zero. Anzi. A partire dal 2008, con il sostegno del Miur, sono stati realizzati diversi progetti che hanno contribuito a sedimentare un significativo patrimonio di competenze e strumenti e che hanno prodotto e diffuso modelli replicabili e sostenibili. A sua volta, l'Indire raccoglie e sistematizza le numerose esperienze di innovazione didattica realizzate nelle scuole.

[...]

In provincia di Pavia, dal 2012, due reti informali di scuole sono attive sui temi della didattica digitale: operando in modo coordinato, hanno sviluppato, grazie a risorse messe a disposizione tramite bando da Regione Lombardia, iniziative di formazione e di confronto professionale rivolte ai docenti di oltre trentacinque istituti ed enti di formazione, con il risultato di creare una importante sinergia tra scuole pubbliche appartenenti a diversi cicli del percorso scolastico ed enti di formazione professionale regionali.

La rete di scuole PAVIALEARNING 2.0 (capofila l’ODPF Istituto Santachiara di Voghera) è nata per rispondere ai bisogni formativi legati all’adozione, nelle scuole, dei nuovi strumenti digitali e delle nuove metodologie didattiche ad essi connesse e per costruire e rafforzare una comunità professionale di insegnanti ed esperti. Tra il 2012 e il 2015, nell’ambito di diversi progetti, sono stati coinvolti sedici istituti ed enti di formazione e sono stati realizzati trentacinque moduli formativi, che hanno visto la partecipazione di circa settecento partecipanti e attivato una comunità professionale di una trentina di esperti formatori.

La rete di istituti DIDATTICADUEPUNTOZERO (capofila l’Istituto Comprensivo di via Botto di Vigevano), coinvolge venti scuole di diverso ordine e grado, sostenendo in questo modo uno scambio di conoscenze e competenze che favorisce la costruzione di un curricolo verticale. La rete incentiva inoltre lo scambio multidisciplinare, coinvolgendo i docenti delle scuole aderenti sia nella fase di progettazione, sia in quella di erogazione della formazione.

L’esperienza delle due reti deriva dall’introduzione nelle scuole, dal 2010, di nuovi strumenti didattici e metodi di insegnamento ad essi collegati: lavagne interattive multimediali, netbook e tablet, piattafome e-learning e e-book stavano - in quel periodo - entrando nelle classi, anche grazie a finanziamenti statali e regionali, che ne avevano incentivato l’adozione.

[Leggi tutto l'articolo su "percorsi di secondo welfare"].

mercoledì 2 marzo 2016

Collaborare e comunicare nella scuola attraverso lo sviluppo delle competenze digitali

di Luciano Barrilà, Marco Cau e Graziano Maino

Il post completo da cui è tratto il seguente brano è stato pubblicato qui, sul sito "percorsi di secondo welfare".




Il metodo
Per cambiare le modalità organizzative, lavorare con stile collaborativo, comunicare i propri progetti e servizi, attivare alleanze tra istituti, promuovere collaborazioni con altre organizzazioni pubbliche e private, è decisivo introdurre e utilizzare con competenza gli strumenti digitali.
Con le modalità workshop e project work, abbiamo sperimentato la realizzazione di laboratori di formazione-intervento finalizzati ad accrescere le competenze digitali dei gruppi di lavoro, nella piena consapevolezza che le tecnologie vadano ormai considerate una componente fondamentale della cassetta degli attrezzi di ogni organizzazione. Un'organizzazione che collabora con altre organizzazioni, oggi, non può esimersi da fare affidamento su gruppi di project management che padroneggino strumenti digitali per la comunicazione veloce, per la condivisione di documenti, per il lavoro a distanza, per la scrittura collaborativa a più mani.
Tenendo conto, di volta in volta, dei diversi contesti, abbiamo elaborato proposte modulari, costruite attingendo liberamente da un catalogo di strumenti che, nella nostra esperienza, si sono rivelati i più utili e curati. Inoltre, abbiamo utilizzato i medesimi strumenti per arricchire la prima esperienza descritta (il laboratorio Progettare in partnership). Con particolare riferimento alle scuole, è bene sottolineare che gli strumenti descritti sono utili, oltre che per il lavoro collaborativo tra colleghi e con operatori di altre organizzazioni, anche per il lavoro con gli alunni.

Il catalogo
I criteri seguiti per costruire il catalogo sono stati da una parte la gratuità degli strumenti, dall’altra la disponibilità di versioni mobile. Di seguito una descrizione degli strumenti digitali censiti, utili secondo noi alle organizzazioni che intendono attivare competenze di project management, con una indicazione delle principali potenzialità e delle criticità.

Leggi tutto il catalogo su "percorsi di secondo welfare".

mercoledì 24 febbraio 2016

Scuole che progettano in partnership



di Luciano Barrilà, Marco Cau e Graziano Maino

Il post completo da cui è tratto il seguente brano è stato pubblicato qui, sul sito "percorsi di secondo welfare".

[...]

Non è una formazione (solo) teorica: lavoriamo soprattutto in modalità workshop e project work.
Ogni modulo prevede sempre: idee per rompere il ghiaccio (forniamo un minimo di inquadramento teorico sugli argomenti a tema); confronto a partire dalle esperienze dei partecipanti (chiediamo a tutti di mettersi in gioco, condividendo le pratiche realizzate); strumenti operativi (da utilizzare concretamente, in gruppi di lavoro, con l’obiettivo di delineare e abbozzare - già nell’ambito del laboratorio - progetti concreti e realizzabili).

Di seguito le coordinate di metodo che guidano il percorso di formazione-intervento:

- sperimentiamo l’uso di strumenti e sviluppiamo competenze per la progettazione che sono immediatamente riutilizzabili e spendibili nel contesto scolastico;
- prendiamo spunto da questioni poste dai partecipanti e lavoriamo allo sviluppo di progetti concreti, proposti nel laboratorio, e realizzabili nelle scuole e nei contesti di riferimento;
- alterniamo momenti di inquadramento teorico ad altri di confronto, sperimentazione, esercitazione pratica, mettendo a disposizione strumenti di progettazione semplici ed efficaci;
- abbiamo cura di proporre momenti riflessivi: sia introduttivi, per porsi le giuste questioni, offrire elementi teorici e co-costruire quadri concettuali utili a entrare nel vivo degli argomenti; sia conclusivi, per ricapitolare, fare il punto, tenere la rotta, non lasciarsi sfuggire le idee che via via emergono dalle sessioni formative, anche con il contributo dei partecipanti;
- accompagniamo lo svolgimento del laboratorio con strumenti per l’approfondimento, l’interazione e la co-produzione online: post e link per anticipare argomenti o riprendere riflessioni scaturite dal lavoro collettivo, documentazioni live rintracciabili su Twitter e Facebook, documenti di lavoro condivise in cloud;
- favoriamo il fatto che l’esperienza del laboratorio sia occasione di conoscenza tra i partecipanti, base per lo sviluppo di collaborazioni, reti, partenariati progettuali.

[Leggi tutto l'articolo su "percorsi di secondo welfare"].

domenica 14 febbraio 2016

La scuola come bene comune

http://www.secondowelfare.it/privati/investimenti-nel-sociale/la-scuola-come-bene-comune.html

di Luciano Barrilà, Marco Cau e Graziano Maino


Il post completo da cui sono tratti i seguenti brani è stato pubblicato qui, sul sito "percorsi di secondo welfare".


[...]
La scuola è già cambiata
La scuola sta cambiando? La scuola cambia? No, la scuola è già cambiata.
Non si tratta solo delle modifiche introdotte dalla Legge 107/2015 (“Buona Scuola”) o dalle indicazioni del Piano Nazionale Scuola Digitale. I cambiamenti nella e della scuola sono già in corso e sono strettamente connessi alle grandi trasformazioni che stanno interessando in questi anni la società nel suo complesso: la diffusione di massa delle tecnonologie, degli strumenti e delle forme della comunicazione digitale; la trasformazione del mercato del lavoro che prevede per le nuove generazioni percorsi di carriera più fluidi e imprevedibili; i diversi impatti della crisi economica che ha modificato percezioni e condizioni di vita, stili di consumo, strutture familiari, approcci al sistema educativo, prospettive dei giovani, mobilità delle classi sociali.

[...]
La scuola è un punto di riferimento per tutti
L’iniziativa Scuole Aperte (progetto promosso dal Ministero dell'Istruzione in collaborazione con ANCI e VITA), è un primo grande catalogo dinamico a testimonianza di questo rinnovato protagonismo del sistema educativo italiano. Scuole Aperte si presenta così: «Le 43mila scuole italiane - prese tutte insieme - sono la più grande infrastruttura sociale del nostro Paese. Le scuole sono dappertutto e dappertutto accolgono la sfida della trasmissione del sapere, dell’educazione, dell’incontro tra generazioni, del confronto fra culture e linguaggi. Nulla più della scuola è il bene comune di questo Paese».

[...]
La scuola è un ecosistema per l'innovazione
Le scuole sono chiamate a costruire ecosistemi che favoriscano la voglia di fare, di sperimentare, di appassionarsi al nuovo; anche in questo caso, aprendosi ad altri attori: favorendo lo sviluppo di “partenariati per obiettivi” con imprese, fondazioni e altri partner privati, con i quali sviluppare una o più finalità specifiche (promozione di nuovi ambienti di apprendimento attraverso le tecnologie digitali, costruzione di laboratori per la creatività, sviluppo di metodologie didattiche innovative, esperienze di alternanza scuola-lavoro qualificanti, soluzioni per la digitalizzazione dell’amministrazione scolastica o della didattica...).

[...]
La scuola digitale
Anche al di là dei programmi promossi e finanziati del Miur, molti istituti, spesso in collaborazione tra loro, hanno dato vita a significative sperimentazioni, sostenute dalle Regioni o da imprese e fondazioni private. La “scuola digitale” si è già sviluppata: grazie all’iniziativa di reti di scuole formali e informali e di comunità professionali di docenti online e offline, un movimento digitale che è portatore di grande valore innovativo proprio perché nato sul campo, da esperienze bottom-up. Tra gli obiettivi strategici per i prossimi anni, il Miur ha indicato quello della visibilizzazione - anche con il contributo di Regioni, Comuni e Uffici Scolatici Regionali - del grande patrimonio di competenze, strumenti e modelli realizzati nell’ambito di questo movimento, al fine di non disperderle, di valorizzarle, di replicarle.

[...]
La scuola può ampliare l'orizzonte
In partenariato con enti locali, imprese, organizzazioni sociali e culturali, singoli istituti o reti di scuole possono realizzare progetti “aperti”, utili contemporaneamente ai propri alunni e all’intera comunità: spazi museali evoluti, archivi digitali, biblioteche diffuse (per esempio valorizzando il patrimonio documentale e bibliografico di cui molti plessi scolastici dispongono); spazi comuni di studio e di lavoro (realizzando coworking aperti sia a studenti sia a professionisti); fablab e laboratori digitali; ristoranti didattici con attività ristorativa aperta al pubblico; luoghi per lo sport indoor e outdoor (fruibili dagli alunni in orario scolastico e da tutti in qualsiasi altro orario e giorno della settimana); adozione di spazi cittadini abbandonati e/o sotto-utilizzati per la realizzazione di programmi didattici con ricadute sulla collettività (orti urbani, giardini, aiuole, piccoli beni immobili); organizzazioni di eventi simbolici e temporanei (mostre, installazioni urbane, eventi in occasione di ricorrenze).

[...]
Procedere passo dopo passo
Tenere conto dei contesti di riferimento, degli ecosistemi con le loro caratteristiche, è decisivo: in alcune situazioni, proporre (o addirittura imporre) progetti troppo ambiziosi può portare al fallimento frustrante e alla disillusione. L’innovazione non deve essere un dovere, ma un piacere; l’ingiunzione a progettare è paradossale: i progetti, pur avendo bisogno di leader, di trascinatori, di facilitatori, hanno anche bisogno di consenso e radicamento, non possono essere forzati dall’alto. E se anche non è necessaria la piena e consapevole adesione di tutti i componenti di un’organizzazione, è certamente importante operare con il consenso convinto di un buon numero di persone, in grado di svolgere una funzione di esempio e di promozione. Laddove manchi cultura della progettazione, è importante rompere il ghiaccio iniziando a realizzare progetti semplici, puntando a risultati intermedi e a traguardi raggiungibili. Collezionare una serie di iniziative piccole ma di successo, oltre che a “fare squadra” e a consolidare esperienza e competenze, è anche utile a far crescere la reputazione dell’organizzazione nei confronti di possibili partner e finanziatori, creando le condizioni per realizzare progettazioni più ambiziose e strategiche.

venerdì 8 novembre 2013

Pavialearning 2.0: formazione insegnanti Generazione Web Lombardia per l’anno scolastico 2013/2014

Pavialearning 2.0 è una delle ventisei reti di scuole finanziate da Regione Lombardia nell’ambito dell’azione "Formazione insegnanti Generazione Web Lombardia per l'anno scolastico 2013/2014".
Grazie alle risorse di Regione Lombardia, la rete di scuole e comunità professionale Pavialearning 2.0 si rafforza e si consolida e metterà in atto, nel corso del prossime settimane, un nuovo calendario di laboratori formativi per l’anno scolastico 2013-2014. Continua a leggere sul blog di Pavialearning 2.0.
Vedi anche:
Pavialearning 2.0: i materiali del seminario

venerdì 24 maggio 2013

Pavialearning 2.0: il live-tweeting

Oggi a Pavia, nella Sala delle Colonne della Provincia (Piazza Italia, 5), si svolge il seminario di lavoro pubblico:

Pavialearning 2.0 | Didattica digitale e comunità professionali | Un’esperienza in provincia di Pavia.

A partire dalle 14.30, si potrà seguire l’incontro tramite live-tweeting:
hashtag #pavialearning

Si può partecipare e commentare!

Qui il programma completo del seminario.

Vedi anche:

mercoledì 15 maggio 2013

Pavialearning 2.0: il comunicato stampa

COMUNICATO STAMPA

Pavialearning 2.0
Didattica digitale e comunità professionali
Un’esperienza in provincia di Pavia

Seminario di lavoro
Venerdì 24 maggio 2013
14.30 - 18.00 | Sala delle Colonne | Provincia di Pavia | Piazza Italia, 5

Pavialearning 2.0: il blog
www.odpfsantachiara.it/pavialearning

Pavialearning 2.0: i numeri
Cinque corsi, per complessive dodici edizioni, localizzati in sei diverse sedi scolastiche in provincia di Pavia.
Centoventi ore di formazione.
Oltre centocinquanta insegnanti di nove scuole iscritti ai percorsi formativi.
Dodici insegnanti delle stesse scuole coinvolti nella messa a punto dei contenuti formativi e come docenti e co-docenti.
Sono i numeri di Pavialearning 2.0, programma di aggiornamento sui temi della didattica digitale.

Pavialearning 2.0: il seminario
Il 24 maggio 2013, nell'ambito di un seminario di lavoro aperto (qui il programma), i protagonisti del percorso presenteranno i primi risultati dell’esperienza; per rilanciarla, per mettere a fuoco prospettive di continuità, per aprirla al contributo di altri docenti e istituti.

Pavialearnign 2.0. il contesto
Dichiara Emanuela Marchiafava: "Con Pavialearning 2.0, oltre a rispondere a bisogni formativi legati all’adozione, nelle scuole, di nuovi strumenti digitali e di nuove metodologie didattiche ad essi connesse, ci siamo dati l’obiettivo di costruire una comunità professionale di insegnati provenienti dai diversi istituti della provincia di Pavia. Tanto più in un periodo di risorse sempre più scarse, crediamo che la collaborazione tra enti di formazione e tra istituti scolastici sia essenziale per imparare gli uni dagli altri, condividendo soluzioni, competenze, idee".

Pavialearning 2.0: la comunità professionale
Pavialearning 2.0 ha iniziato a costruire una comunità professionale di docenti che hanno condiviso linguaggio, competenze, modalità organizzative, prospettive di lavoro comuni.
Dichiara Stefania Fecchio, direttore di O.D.P.F. Istituto Santachiara CFP: "Abbiamo convenuto di rinunciare a un’impostazione formativa classica e abbiamo deciso di adottare una didattica laboratoriale, collaborativa, personalizzata: un docente più esperto ha condotto la formazione con funzione di formatore ma ha adottato una modalità paritaria e cooperativa che ha chiamato in causa le competenze di tutti i partecipanti; il laboratorio è stato luogo di collaborazione e socializzazione e ha creato le premesse per la costruzione di comunità professionali destinate a mantenersi nel tempo; i laboratori formativi sono stati adattati e condotti tenendo conto delle specifiche esigenze dei partecipanti e degli istituti scolastici coinvolti".

Pavialearning 2.0: i corsi realizzati
Con un gruppo di insegnati, a partire dal dicembre 2012, attraverso un laboratorio di progettazione formativa in presenza e a distanza, Pavialearning 2.0 ha messo a punto contenuti e organizzazione di un pacchetto formativo che comprende:
. Corso di base: usare tablet e lim (cinque edizioni)
. Corso base: didattica con tablet e lim (tre edizioni)
. La rete informatica della scuola (due edizioni)
. Didattica con le applicazioni Google (una edizione)
. Le buone pratiche (una edizione).
I corsi si sono svolti in marzo e aprile 2013.

Pavialearnig 2.0: i partner
Pavialearning 2.0 si inserisce nella più ampia iniziativa Pavia Città della Formazione, finanziata da Regione Lombardia nell’ambito del programma Lombardia Eccellente.
Capofila del progetto è O.D.P.F. Istituto Santachiara CFP (Voghera), uno dei 44 operatori regionali inseriti nello speciale Albo Lombardia Eccellente, programma per valorizzare e sostenere il settore educativo e formativo regionale.
Pavialearning 2.0 è sostenuto dalla Provincia di Pavia, Assessorato Formazione Professionale.

Vedi anche:

domenica 12 maggio 2013

Pavialearning 2.0: il seminario


Seminario di lavoro
Venerdì 24 maggio 2013
Sala delle Colonne
Provincia di Pavia
Piazza Italia, 5

Tra il dicembre 2012 e il maggio 2013, nell’ambito del programma Pavialearning 2.0, centocinquanta insegnanti degli istituti della provincia di Pavia si sono formati sugli strumenti e sui metodi della didattica digitale ed è nata una comunità professionale di docenti finalizzata alla condivisione di idee, competenze, soluzioni per la scuola 2.0.
Il 24 maggio 2013, nell'ambito di seminario di lavoro aperto, i protagonisti del percorso presenteranno i primi risultati dell’esperienza; per rilanciarla, per mettere a fuoco prospettive di continuità, per aprirla al contributo di altri docenti e istituti.

Il programma completo è qui.

Vedi anche: