giovedì 18 aprile 2013

Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale

E' stata finanziata da Fondazione Cariplo e prende l'avvio in questi giorni Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale, iniziativa per promuovere coesione sociale nella zona ovest della città di Pavia, di cui ho coordinato la progettazione insieme a Livilla Bottinelli (il titolo del progetto è di Luca Fiocca).

Questo il testo di presentazione dell'area di intervento, nel progetto esecutivo presentato.
I  confini  del  “fronte  occidentale”  corrispondono  sostanzialmente  a  quelli  della  “vecchia”  circoscrizione Pavia Ovest: l'area di intervento del progetto è costituita da una porzione di territorio ben delimitata a sud dal fiume Ticino, a est dalla ferrovia, che la separa dal centro cittadino, a nord dalla Strada Provinciale n.11 e  da  via  Aselli,  che  ne  segnano  il  confine  con  la  cittadella  universitaria  e il  polo  sanitario;  il  quartiere, periferico, confina, infine, a ovest con le campagne comprese tra il territorio del Comune di Pavia e quello della vicina Torre d'Isola.
La zona è tagliata, da ovest a est, dal raccordo che collega Pavia all'autostrada Milano – Genova e, da nord a sud,  dalla  tangenziale  ovest  cittadina:  due  arterie  di  traffico  che  suddividono  Pavia Ovest  in  tre  aree riconoscibili e separate: il rione Pelizza (nell’estremo nord ovest), la zona di San Lanfranco (a sud ovest) e l'area adiacente al centro cittadino (a est), a sua volta “tagliata in due” dal confine naturale del Navigliaccio: via Aselli e dintorni a nord, via Riviera e dintorni a sud.
Queste linee di confine, comprensive degli spazi interstiziali che le costeggiano caratterizzano il quartiere come un insieme disordinato di “spazi pieni” e “spazi vuoti”, di piccole periferie comprese in una periferia più  grande.  Un  “fronte  occidentale”  caratterizzato  da diverse  linee  di  trincea”:  la  ferrovia,  che  separa tutto  il  quartiere  dal  centro  cittadino;  la  tangenziale  ovest  (entrata  in  funzione  nel  1994),  che  separa  la porzione  di  Pavia  Ovest  meno  periferica  dalle  due  periferie  estreme  di  San  Lanfranco  e  rione  Pelizza;  il raccordo autostradale, che ulteriormente spezza l’area, isolando ancor più gli abitanti della zona nord ovest del quartiere.
A completare questo quadro, si segnala la presenza, a marcare ulteriormente la distanza tra il centro cittadino e la maggior parte di Pavia Ovest, della vasta area dismessa del vecchio arsenale militare, compresa tra il Ticino e via Riviera. L’impianto  disordinato,  disomogeneo  e  disgregante  che  caratterizza  il  quartiere  deriva  inoltre  dalle modalità  della  sua  origine  e  del  suo  sviluppo.  Fino  al  secondo  dopoguerra  la  maggior  parte  della  zona (quella oggi collocata a ovest della tangenziale) era ancora a destinazione agricola e si caratterizzava per la presenza di pioppeti, marcite e alcune cascine (Colombarone, Pelizza, Loghetto, Campeggi). A partire dagli anni  60,  con  una  intensificazione  negli  anni  70  e  80  del  secolo  scorso  e  con  una  ulteriore  accelerazione nell’ultimo  decennio,  l’area  è  diventata  oggetto  di  uno  sviluppo  urbanistico  caratterizzato  da  scarsa  o assente  pianificazione:  procedendo  per  lottizzazioni  successive  e  autoreferenziali,  è  sorto  un  quartiere frammentato, del tutto privo un impianto coerente, caratterizzato da nuclei abitativi isolati, da spazi vuoti e disadorni, da intere zone quasi del tutto prive di servizi commerciali, da una totale assenza di integrazione morfologica con il resto della struttura  urbana. Inoltre, è mancata del tutto una attenzione a valorizzare il pur pregevole ambiente rurale in cui il quartiere si è sviluppato: le lottizzazioni “a macchia d’olio” di cui si è detto hanno sia distrutto ambienti pregiati, sia degradato  e  reso  inutilizzabili  e  abbandonati  gli  spazi  verdi  pur  presenti.  La  stessa  fruizione  della  riva  del fiume  Ticino  risulta  impossibile  fino  all’estremo  ovest  del  quartiere  proprio  a  causa  dello  sviluppo urbanistico (il primo accesso utile alla sponda del fiume, per praticare sport o per passeggiare, è disponibile ben oltre la Basilica di San Lanfranco (in zona “Casa sul Fiume”, accanto a Piazzale Tevere).

I partner di Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale
# Centro Servizi Formazione Cooperativa Sociale – ente capofila
# Casa del Giovane Cooperativa Sociale
# Parrocchia di San Lanfranco
# Associazione Amici Oratorio San Mauro ONLUS
# Associazione Incontragiovani
# Centro di Educazione ai Media (CEM)

I finanziatori
# Fondazione Cariplo
# Comune di Pavia
# Azienda Lombarda di Edilizia Residenziale (ALER), Pavia
# Università degli Studi di Pavia

La rete di sostegno Comune di Pavia, Aler Pavia, Università degli Studi di Pavia, Centro Servizi Volontariato Pavia, Consorzio Sociale Pavese - Piano di Zona Distretto di Pavia, Parrocchia di San Salvatore, Parrocchia di Santa Maria di Caravaggio, Associazione Amici di San Lanfranco, Cooperativa Sociale Disabilità Attiva, S.O.S. Fragilità Pavia Ovest, Babele Onlus, Cooperativa Sociale Comin, Gruppo Volontariato Vincenziano Francesca Sfondrini, Associazione Cazzamali, So-Stare "nei diritti".

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