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lunedì 8 ottobre 2012

Lomellina Cascine

E' online Lomellina Cascine, il sito che rende pubblici i risultati di un lavoro di ricerca ideato e realizzato, nel 2010-2011, da Curmà (Giulia Bertone, Irene Sorrentino e il sottoscritto), con la preziosa collaborazione di Angela Colucci, Marzio Rivera, Simona Spinella e con la passione di Francesca Brignoli.
Il progetto, finanziato da Provincia di Pavia - Assessorato ai Beni e alle Attività Culturali, Ecomuseo del paesaggio lomellino e GAL Lomellina per complessivi diecimila euro ivati, è indirizzato a valorizzare, attraverso il web, il patrimonio materiale e immateriale delle cascine lomelline.
Sul sito, che Giulia Bertone ha presentato venerdì 5 ottobre al Civico 17, in una serata organizzata dal Comune e dalla Biblioteca di Mortara, sono catalogate e georeferenziate oltre cinquecento cascine.
Il processo e la metodologia utilizzati miscelano diversi ingredienti, riconducibili a queste parole chiave:
*  open data: abbiamo costruito il date base delle cascine a partire dalla banca dati della Regione Lombardia, integrato con elementi raccolti altrove (pubblicazioni turistiche e di storia locale); abbiamo pertanto reso accessibili e facilmente fruibili dati già esistenti, ma non uniformi e sostanzialmente non disponibili;
* open source: abbiamo utilizzato soluzioni informatiche open source, per garantire la massima versatilità oltre che per contenere i costi; 
* pubblicazione sul web: abbiamo scelto di pubblicare il catalogo delle cascine online, su un sito internet dedicato e aperto (e oggi online sul web del Comune di Mortara); con due risultati: accesso semplice per tutti, anche per il pubblico dei non addetti ai lavori; possibilità di integrare il lavoro di ricerca in qualsiasi momento (sia aggiungendo eventuali cascine sfuggite al nostro censimento, sia integrando le informazioni relative alle cascine già censite);
* georeferenziazione: sul sito, abbiamo collocato su una "google map" tutte le cascine catalogate; segnaposti di colori diversi indicano la presenza di cascine più o meno significative; ogni segnaposto è "attivo" e permette di accedere alla scheda della relativa cascina;
* flessibilità: il data base delle cascine è trasferibile su altri siti (e altre mappe georeferenziate); per esempio su un portale turistico, dove i segnaposti delle cascine potrebbero essere affiancati a quelli di altre emergenze culturali e/o a quelli di servizi di accoglienza;
* ricerca sul campo:  di una trentina di cascine abbiamo svolto un "rilievo" sul campo; è stato quindi possibile verificare e completare le informazioni delle relative schede; è naturalmente auspicabile dare continuità a questo lavoro di esplorazione sul terreno;
* eredità immateriali: il nostro lavoro si pone l'obiettivo di (creare le condizioni di base per) valorizzare le eredità immateriali che ruotano intorno al patrimonio delle cascine; a questo proposito abbiamo realizzato una serie di video interviste a testimoni privilegiati, avendo come riferimento il Registro delle Eredità Immateriali Lombarde (con un sguardo anche al futuro: alcuni video sono il racconto in presa diretta di come una cascina storica è stata recuperata e valorizzata in una logica d'impresa);
* partecipazione: le esplorazioni sul campo, finalizzate alla realizzazione delle video interviste e al completamento delle schede, sono state solo un assaggio di un metodo di lavoro che prevede il coinvolgimento delle comunità locali nella valorizzazione partecipata del territorio - metodo che abbiamo sperimentato in un'altra zona della provincia di Pavia (Luoghi (comuni) d'Oltrepò) e su cui Giulia Bertone ha scritto in Connecting places - metodo che sarebbe interessante utilizzare per un più ampio lavoro sulle eredità immateriali delle cascine, anche attraverso l'utilizzo di una piattaforma informatica arricchita di strumenti social e web 2.0;
* cultura e sviluppo: puntare sulla cultura per favorire lo sviluppo; il tema è di grande attualità, come sanno gli addetti ai lavori e non solo, e questa nostra ricerca intende rappresentare anche un contributo in tal senso: il data base delle cascine, la loro rappresentazione sulla mappa online, i video (opportunamente integrati), l'uso del web in chiave partecipativa, il metodo di lavoro basato sull'attivazione di cittadini e addetti ai lavori (qui utilizzato in modo esemplificativo) possono essere recuperati, valorizzati, integrati in progetti più ambiziosi, finalizzati alla promozione culturale e turistica della Lomellina e al suo sviluppo economico e sociale.

Vedi anche:
La continuità dei progetti finanziati
Connecting places
Cascine Lomellina

sabato 28 aprile 2012

Connecting places

Connecting places. Il coinvolgimento delle comunità locali nella valorizzazione
partecipata del territorio: le prospettive aperte dai locative media.

E' il titolo della tesi di dottorato discussa oggi, con successo, da Giulia Bertone, amica e collega, al termine di tre anni di ricerca presso il Politecnico di Torino.
La tesi (cito da qui) "approfondisce il ruolo che i network digitali possono avere nel coinvolgimento delle comunità locali in processi di valorizzazione partecipata e "dal basso" dei territori e dei patrimoni culturali. In particolare si focalizza sulle esperienze legate ai locative media, che, dal ristretto panorama della sperimentazione artistica della fine degli anni Novanta, si stanno oggi affermando come pratiche comuni e quotidiane tra gli utenti, grazie al diffondersi di tecnologie e dispositivi location aware, mobili e "intelligenti". L'idea generale della tesi è quella di delineare i tratti fondamentali di un nuovo panorama tecnologico e mediale - definito recentemente con il termine "Net Locality" - risultante dal progressivo ibridarsi di spazi fisici e spazi digitali, di materiale e immateriale, di bit e atomi, di esperienze sociali in rete e nei luoghi, e mostrare come esso offra opportunità innovative per promuovere relazioni significanti tra luoghi, comunità, patrimoni culturali".
Tra le esperienze analizzate nel lavoro c'è quella di Luoghi (comuni) d'Oltrepò, un progetto ideato da Curmà, di cui sono socio con Giulia e Irene Sorrentino, insieme a Dedalo, Epoché e Scuola del Viaggio e realizzato in cinque piccoli comuni dell'Oltrepò pavese.
Proprio a partire dagli studi di Giulia, e grazie a un finanziamento Anci e Dipartimento della Gioventù, abbiamo realizzato una "mappa digitale di comunità", attivando un gruppo di giovani che hanno esplorato le strade, le piazze, le frazioni dei cinque comuni e che hanno narrato, fotografato e filmato persone, storie, luoghi, prodotti, cibi. La mappa, costruita in modo collaborativo da tutti i partecipanti al processo, raccoglie e geo-referenzia i testi, i video e le immagini prodotte ed è integrata con un sito dedicato al progetto, una pagina Facebook e un canale Youtube.

(Anche) qui si parla di Luoghi (comuni) d'Oltrepò:
La provincia dei ragazzi
Valle Staffora
Mia Pavia
La provincia pavese