di Marco Cau, Stefania Fecchio, Marzio Rivera, Alberto Panzarasa
Il post completo da cui è tratto il seguente brano è stato pubblicato qui, sul sito "percorsi di secondo welfare".
---
Il 27 ottobre 2015, il Miur ha presentato il Piano Nazionale per la Scuola Digitale, un documento di indirizzo “per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale”. Il Piano è un “pilastro fondamentale” della Legge 107/2015 (“Buona Scuola”), ha valenza pluriennale e intende sistematizzare l’impiego “di più fonti di risorse a favore dell’innovazione digitale, a partire dai Fondi Strutturali Europei (PON Istruzione 2014-2020) e dai fondi della Legge 107/2015”. Le azioni previste si articolano in quattro ambiti fondamentali (strumenti; competenze e contenuti; formazione; accompagnamento) e in trentacinque azioni operative, con l’obiettivo di favorire/costruire/incentivare: accesso e connettività; spazi e ambienti per l’apprendimento; amministrazione e identità digitale; competenze degli studenti; contenuti digitali; formazione del personale; integrazioni tra scuola digitale, impresa e lavoro.
Su questi temi gli istituti scolastici italiani non sono all’anno zero. Anzi. A partire dal 2008, con il sostegno del Miur, sono stati realizzati diversi progetti che hanno contribuito a sedimentare un significativo patrimonio di competenze e strumenti e che hanno prodotto e diffuso modelli replicabili e sostenibili. A sua volta, l'Indire raccoglie e sistematizza le numerose esperienze di innovazione didattica realizzate nelle scuole.
[...]
In provincia di Pavia, dal 2012, due reti informali di scuole sono attive sui temi della didattica digitale: operando in modo coordinato, hanno sviluppato, grazie a risorse messe a disposizione tramite bando da Regione Lombardia, iniziative di formazione e di confronto professionale rivolte ai docenti di oltre trentacinque istituti ed enti di formazione, con il risultato di creare una importante sinergia tra scuole pubbliche appartenenti a diversi cicli del percorso scolastico ed enti di formazione professionale regionali.
La rete di scuole PAVIALEARNING 2.0 (capofila l’ODPF Istituto Santachiara di Voghera) è nata per rispondere ai bisogni formativi legati all’adozione, nelle scuole, dei nuovi strumenti digitali e delle nuove metodologie didattiche ad essi connesse e per costruire e rafforzare una comunità professionale di insegnanti ed esperti. Tra il 2012 e il 2015, nell’ambito di diversi progetti, sono stati coinvolti sedici istituti ed enti di formazione e sono stati realizzati trentacinque moduli formativi, che hanno visto la partecipazione di circa settecento partecipanti e attivato una comunità professionale di una trentina di esperti formatori.
La rete di istituti DIDATTICADUEPUNTOZERO (capofila l’Istituto Comprensivo di via Botto di Vigevano), coinvolge venti scuole di diverso ordine e grado, sostenendo in questo modo uno scambio di conoscenze e competenze che favorisce la costruzione di un curricolo verticale. La rete incentiva inoltre lo scambio multidisciplinare, coinvolgendo i docenti delle scuole aderenti sia nella fase di progettazione, sia in quella di erogazione della formazione.
L’esperienza delle due reti deriva dall’introduzione nelle scuole, dal 2010, di nuovi strumenti didattici e metodi di insegnamento ad essi collegati: lavagne interattive multimediali, netbook e tablet, piattafome e-learning e e-book stavano - in quel periodo - entrando nelle classi, anche grazie a finanziamenti statali e regionali, che ne avevano incentivato l’adozione.
[Leggi tutto l'articolo su "percorsi di secondo welfare"].
Visualizzazione post con etichetta cultura e sviluppo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cultura e sviluppo. Mostra tutti i post
venerdì 11 marzo 2016
mercoledì 2 dicembre 2015
Laboratorio Progettare in partnership per le scuole [#PPPNP]
di Marco Cau e Graziano Maino
Parte oggi Progettare in partnership, laboratorio che coinvolge una trentina di docenti, promosso da quattro Istituti comprensivi e da due Istituti superiori, scuole che guardano a una stagione complessa e sfidante, con l’idea che attraverso la collaborazione si possano aprire nuove opportunità.
Ecco le coordinate di metodo che ci guideranno nell’arco di quattro mesi:
- sviluppare competenze di progettazione da riportare a scuola;
- prendere spunto da domande e da opportunità concrete;
- alternare confronti, sperimentazioni, indicazioni pratiche, strumenti riutilizzabili;
- prendersi qualche pausa riflessiva per districare stimolanti intrecci concettuali;
- delineare in project-work ipotesi progettuali realizzabili.
Sei incontri, sei questioni a tema
- Ecosistemi e relazioni: i progetti co-dipendono dalla lettura dei contesti, dall’ascolto degli interlocutori dall’attivazione del capitale sociale.
- Domande e prospettive: i progetti provano a rispondere a problemi e difficoltà, prefigurando obiettivi e soluzioni praticabili.
- Project management: i progetti sono attività che richiedono governo, coordinamento e gestione.
- Budget: i progetti sono sistemi di acquisizione, gestione e rendicontazione di risorse economiche.
- Partnership: dalla ideazione alla progettazione, dalla ricerca dei finanziamenti alla realizzazione delle attività, dalla valutazione alla rendicontazione, i progetti si fanno alleandosi.
- Project work in partnership: ricollegare le questioni e dare forma a progetti che possano avere qualche buona chances di successo. Passando sul terreno operativo.
Nel primo incontro: ecosistemi e relazioni
Le idee progettuali si generano esplorando e conoscendo l’ecosistema nel quale l’organizzazione è attiva. Per prendere forma hanno bisogno del confronto con i soggetti che hanno interessi in gioco e dell’attivazione del capitale sociale che ne promuova lo sviluppo.
Quale lavoro per conoscere e interpretare il contesto?
Come far fare leva sui punti di forza che esso esprime?
Come mettere a fuoco i punti di debolezza?
Come valorizzare le opportunità e le disponibilità che l’ecosistema relazionale esprime?
Come coinvolgere, con quali strumenti consolidare le relazioni, la fiducia, l’ingaggio, la propositività?
Come far fare leva sui punti di forza che esso esprime?
Come mettere a fuoco i punti di debolezza?
Come valorizzare le opportunità e le disponibilità che l’ecosistema relazionale esprime?
Come coinvolgere, con quali strumenti consolidare le relazioni, la fiducia, l’ingaggio, la propositività?
Nel secondo incontro: domande e prospettive
Mettere a fuoco i problemi (ostacoli? sfide?) è essenziale per individuare percorsi praticabili e costruire progetti in grado di offrire soluzioni concrete.
Quale lavoro preliminare per definire i problemi in modo condiviso?
Quali strumenti per mettere a fuoco i problemi, stabilire priorità e azioni con maggiori probabilità di successo?
Come identificare indicatori per leggere cambiamenti e risultati?
Quali strumenti per mettere a fuoco i problemi, stabilire priorità e azioni con maggiori probabilità di successo?
Come identificare indicatori per leggere cambiamenti e risultati?
Nel terzo incontro: project management
Per delineare i tracciati progettuali, curare i progetti in tutte le loro fasi, dall’idea alla realizzazione, dalla messa in opera alla valutazione, fino alla rendicontazione sono necessarie soft skill e competenze specifiche.
Come si passa dall’idea al progetto esecutivo, come si costruisce un progetto?
Come si gestisce, con quale regia e con quali strumenti di governance?
Quali sono le figure chiave e quale lo stile di lavoro?
Quali strumenti e quali competenze mettere in gioco?
Quali aperture alla partecipazione e come ricercare la continuità?
Come si gestisce, con quale regia e con quali strumenti di governance?
Quali sono le figure chiave e quale lo stile di lavoro?
Quali strumenti e quali competenze mettere in gioco?
Quali aperture alla partecipazione e come ricercare la continuità?
Nel quarto incontro: ecosistemi e relazioni
Le risorse sono un ingrediente essenziale e i progetti un dispositivo socio-tecnico per aggregarle, combinarle, utilizzarle, metterle in condizione di produrre impatti. Per questo la perizia nel gestire le risorse è una competenza essenziale.
Come si definiscono le risorse necessarie per realizzare un buon progetto? Quali modalità per individuare e raccogliere le risorse? Con quali strumenti si costruisce e si gestisce il budget di progetto? Quale relazione tra le risorse necessarie e disponibili e gli obiettivi, le attività e i risultati attesi di un progetto?
Nel quinto incontro: cross-sector partnership
I progetti hanno più possibilità se sono l’applicazione dell’intelligenza collettiva, l’esito di un processo di ricerca, la forma che prende un dialogo fra interessi, prospettive, saperi, desideri, intuizioni, obiettivi diversi. I progetti hanno più possibilità di ottenere i risultati che cercano, le risorse di cui hanno bisogno, le energie per innovare se attraversano i confini settoriali, mescolano nel carte, inventano nuove soluzioni.
Chi sono gli attori disponibili, che ruolo giocano, che interessi esprimono?
Che relazione intercorre tra capitale sociale, partnership, ipotesi progettuale, finanziatori?
Come costruire alleanze e accordi fattivi per accedere alle risorse?
Come avviare la ricerca delle risorse necessarie per realizzare un buon progetto?
Come orientarsi tra le diverse opportunità: bandi, crowdfunding, fundraising, sponsorship?
Chi sono gli attori disponibili, che ruolo giocano, che interessi esprimono?
Che relazione intercorre tra capitale sociale, partnership, ipotesi progettuale, finanziatori?
Come costruire alleanze e accordi fattivi per accedere alle risorse?
Come avviare la ricerca delle risorse necessarie per realizzare un buon progetto?
Come orientarsi tra le diverse opportunità: bandi, crowdfunding, fundraising, sponsorship?
Nel sesto incontro: project work in partnership
Per passare all’azione e cercare le risorse necessarie per avviare progetti fattibili, useremo gli strumenti messi a punto nel corso del laboratorio. L’obiettivo è produrre semilavorati che facilitino la ricerca di linee di finanziamento rispondenti, dare forma a proposte che possano essere condivise, ulteriormente precisate, master per le molteplici occasioni che si susseguono.
Come passare dall’idea, elaborata e condivisa, a una elaborazione progettuale declinata e strutturata?
Come strutturare la scheda progetto, come articolare il budget?
E quale relazione tra scheda progetto, budget, cronoprogramma e responsabilità dei diversi partner?
Come adattare il proprio progetto ai bandi e alle altre opportunità di finanziamento?
Quali mediazioni tra ciò che si vorrebbe e ciò che si può concretamente fare?
Come strutturare la scheda progetto, come articolare il budget?
E quale relazione tra scheda progetto, budget, cronoprogramma e responsabilità dei diversi partner?
Come adattare il proprio progetto ai bandi e alle altre opportunità di finanziamento?
Quali mediazioni tra ciò che si vorrebbe e ciò che si può concretamente fare?
Su tutto questo lavoreremo a molte mani, mescolando partecipazione, scritture verticali, buonumore e un ridottissimo numero di slides.
sabato 19 aprile 2014
Social Writing Lab, un Laboratorio di scrittura 2.0 a Mortara, al Civico.17
Due incontri tematici al Civico.17
9 e 23 maggio 2014
Biblioteca Civica di Mortara, l'Associazione AmiCIvico.17 e Pares organizzano un laboratorio sugli strumenti e le competenze per comunicare e raccontare il proprio lavoro e la propria organizzazione.
La
Lo condurrò insieme a Daniela Gatti, consulente, ricercatrice e formatrice di Pares, società che sta lavorando da tempo sui temi della scrittura 2.0.
Saranno due pomeriggi di lavoro per orientarsi, sperimentare, condividere.
Primo incontro | Venerdì 9 maggio 2014 | Ore 14.00 – 18.00
I social network: comunicare e visibilizzare il proprio lavoro e la propria professione.
Secondo incontro | Venerdì 23 maggio 2014| Ore 14.00-18.00
I blog: raccontare e documentare il proprio lavoro e la propria professione.
Per te
Per districarsi tra le novità tecnologiche della comunicazione professionale.
Per far da soli – almeno a livello base – nell’uso:
- dei social media (Facebook, Twitter, LinkedIn, Google+);
- delle piattaforme di comunicazione (WordPress, Blogger).
Per la tua organizzazione
Per raccontarla in modo diretto attraverso i nuovi media nel web 2.0.
Per lavorare in maniera più efficace utilizzando le nuove tecnologie digitali.
Come
Il laboratorio di scrittura propone: conduzione di esperti di Pares società cooperativa,
coordinate teoriche per orientarsi, sperimentazione, condivisione tra i partecipanti.
Info
Il laboratorio si terrà negli spazi del Civico.17, via Vittorio Veneto 17, Mortara (PV).
Ai partecipanti è chiesto di portare un computer.
Iscrizioni presso il Civico.17 o inviando una email a pares@pares.it
Il laboratorio è riservato ai soci di Associazione AmiCIvico.17. Chi non è socio lo può diventare versando 12 euro (quota associativa 2014) in occasione della prima giornata di laboratorio.
Il laboratorio formativo partirà con un numero minimo di 14 iscritti.
Per ulteriori informazioni è possibile inviare una mail a pares@pares.it
Costi
Persone fisiche: 80 euro (iva compresa).
Imprese, organizzazioni e professionisti: 80 euro (più iva).
La quota di iscrizione può essere versata con bonifico bancario o il giorno di avvio del corso.
domenica 16 marzo 2014
Barone Lamberto: L'isola del Barone! Siamo partite!
L'isola del Barone! Siamo partite! Apre l’Isola del Barone! A Salice Terme un nuovo spazio per bambini e famiglie dove giocare, leggere, incontrarsi.
Da sabato 8 marzo i bambini hanno un nuovo spazio...
giovedì 25 luglio 2013
Magutdesign Social Hub
È stata prorogata fino al 2 agosto la mostra Magutdesign Social Hub, allestita a Roma, presso la Casa dell'Architettura, nell'ambito della rassegna In viaggio con Calvino.
Magutdesign, che in mostra espone i propri progetti "social", è una società tra professionisti che operano nel campo del design (qui i giornali murali dell'iniziativa Legami Comunitari: grafica editoriale di Magutdesign, coordinamento editoriale ed elaborazione/revisione testi del sottoscritto).
Magutdesign propone un concetto di design che integra comunicazione visiva, allestimento dello spazio, tecnologia, design for all e service design, quindi un approccio esteso rispetto a quello ormai entrato nel linguaggio comune.
Magutdesign Social Hub
Fino al 2 agosto 2013
Casa dell'Architettura
Galleria Primo Anello
Piazza M. Fanti 47, Roma
www.magut.com
Magutdesign su Facebook
Magut per Legami Comunitari
Magutdesign, che in mostra espone i propri progetti "social", è una società tra professionisti che operano nel campo del design (qui i giornali murali dell'iniziativa Legami Comunitari: grafica editoriale di Magutdesign, coordinamento editoriale ed elaborazione/revisione testi del sottoscritto).
Magutdesign propone un concetto di design che integra comunicazione visiva, allestimento dello spazio, tecnologia, design for all e service design, quindi un approccio esteso rispetto a quello ormai entrato nel linguaggio comune.
Magutdesign Social Hub
Fino al 2 agosto 2013
Casa dell'Architettura
Galleria Primo Anello
Piazza M. Fanti 47, Roma
www.magut.com
Magutdesign su Facebook
Magut per Legami Comunitari
giovedì 6 giugno 2013
L'impresa creativa digitale
lunedì 3 giugno 2013
Forum Giovani e creatività digitale a Vigevano
Nell'ambito del progetto Giovani e crossmedialità, finanziato dal Dipartimento della Gioventù e da Anci (e di cui ho già scritto qui), Consorzio AST promuove per giovedì 6 giugno, a Vigevano (Pavia), il Forum Giovani e creatività digitale, giornata di incontri per raccontare come la creatività può generare sviluppo e impresa.
L'evento, organizzato in collaborazione con LeoHub (il centro internazionale per la ricerca sulle tecnologie applicate ai beni culturali che avrà presto sede nel Palazzo Ducale del Castello di Vigevano), prevede in mattinata gli interventi degli esperti Mario Ricciardi (Politecnico di Torino e LeoHub), Leonardo Chiariglione (CEDEO), Goffredo Haus (Università di Milano), Roberto Saracco (EIT ICT Labs) e Yvon Thiec (Eurocinema); nel pomeriggio le testimonianze di giovani imprenditori digitali.
Qui il programma completo della giornata.
L'evento, organizzato in collaborazione con LeoHub (il centro internazionale per la ricerca sulle tecnologie applicate ai beni culturali che avrà presto sede nel Palazzo Ducale del Castello di Vigevano), prevede in mattinata gli interventi degli esperti Mario Ricciardi (Politecnico di Torino e LeoHub), Leonardo Chiariglione (CEDEO), Goffredo Haus (Università di Milano), Roberto Saracco (EIT ICT Labs) e Yvon Thiec (Eurocinema); nel pomeriggio le testimonianze di giovani imprenditori digitali.
Qui il programma completo della giornata.
domenica 26 maggio 2013
Verso la creative city
Si è svolto il 14 maggio scorso, a Genova, Verso la creative city | Ripensare la città a misura della creative economy , un convegno del progetto Creative Cities, finanziato dal programma Central Europe (qui il flyer dell'iniziativa).
Nella Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale, la giornata è stata occasione di confronto sul rapporto tra cultura e sviluppo; di approfondimento sulle forme e i metodi della creative economy, tra distretti creativi, incubatori e reti; di discussione sulle politiche culturali in tempo di crisi e sulla necessità di riconnettere produzione e consumo culturale.
Carla Sibilla (Comune di Genova, Assessore Cultura e Turismo) ha illustrato le iniziative in corso a Genova, con particolare riferimento al distretto culturale audiovisivo nel quartiere periferico di Cornigliano e al distretto culturale della Maddalena, in centro storico. Francesco Oddone (Comune di Genova, Assessore Sviluppo Economico) ha presentato i programmi di Genova Smart City.
Gloria Piaggio (Comune di Genova, Smart City) ha raccontato la funzione positiva che l'Associazione Genova Smart City (ottanta soci tra imprese grandi e piccole, istituzioni, associazioni di categoria, enti di ricerca e organizzazioni della società civile) sta svolgendo per "integrare le diverse risorse e iniziative in una visione comune di futuro e in un'idea condivisa di trasformazione" e ha sottolineato, facendo riferimento al "documento Barca" come il Comune di Genova stia affiancando la Regione Liguria nella pianificazione dei Fondi comunitari 2014 - 2020.
Emilia Saglia e Fabio Tenore (Comune di Genova, Creative Cities) hanno illustrato i risultati di un progetto che sta costruendo una rete internazionale di industrie creative e che ha contribuito alla stesura del Libro verde della Commissione Europea Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare; hanno parlato di cluster settoriali e intersettoriali; hanno presentato genovacreativa.it e creart-eu.org.
Roberta Prampolini e Daniela Rimondi (Università di Genova) hanno presentato i risultati di un'indagine qualitativa sul settore audiovisivo a Genova e in Liguria.
Mimma Gallina (Associazione Ateatro) ha richiamato la necessità di risorse pubbliche per far crescere la cultura, confrontandosi con Luca Dal Pozzolo (Fondazione Fitzcarraldo), che ha sottolineato l'esigenza, per gli enti locali, di cambiare metodo: basta con la distribuzione di risorse a pioggia e, invece, avvio della stagione delle politiche culturali, delle strategie e delle (conseguenti) scelte; in un tempo nel quale tutto è cultura e nel quale la cultura è accessibile a tutti e non solo alle élite, gli enti locali devono organizzare, favorire alleanze, accreditare progetti, far emergere risorse al livello dei cittadini, ma non essere più il principe che elargisce. Claudio Bocci (Federculture) ha presentato il modello vincente di Parchi della Val di Cornia SpA, la società che gestisce l'omonimo sistema turistico e culturale sulla costa degli Etruschi (trenta piccole aziende coinvolte a vario titolo per complessivi duecento occupati). Roberta Comunian (King's College, Londra) ha svolto un intervento denso e appassionato, presentando (semplifico) due modelli di città creativa: il modello di Richard Florida (L'ascesa della nuova classe creativa, 2002), che mette al centro la presenza di industrie creative e gli investimenti connessi alla loro attività e un modello "alternativo", che miscela la dimensione culturale con quella sociale, basato sulla partecipazione, la rigenerazione, il capitale umano, la qualità della vita; secondo questo modello le città creative non devono investire esclusivamente in luoghi e opere "importanti" ma puntare soprattutto sulle botteghe e sulle periferie, nella consapevolezza che il ritorno economico non è una prerogativa del settore culturale e che dall'investimento in cultura derivano piuttosto crescita culturale e sociale. Secondo Comunian "tutti cercano il modello perfetto per costruire la città creativa, ma questo modello non c'è"; allora, bisogna valorizzare la complessità, declinare la creatività con riferimento al contesto specifico, analizzare la relazione tra sviluppo della cultura e soluzione di altri problemi. Queste le raccomandazioni di Comunian: a) l'intervento sulle strutture non deve prevalere sulla promozione di attività culturali sul territorio; b) occorre valorizzare la libertà creativa; c) bisogna aver chiaro che la cultura non promuove solo sviluppo economico ma sopratutto sociale, intellettuale e (ovviamente) culturale; d) si deve valorizzare il senso di appartenenza e il protagonismo degli abitanti e la qualità della vita locale; e) è utile puntare sulla peculiarità e la distintività dei luoghi (non tutto è Barcellona); f) è più facile ottenere risultati puntando sullo sviluppo delle reti e sulla connessione di spazi pubblici e non profit. Queste le tre sfide: 1) puntare non solo processi basati sulla rigenerazione di strutture ma anche rigenerazione delle persone e promozione della partecipazione ; 2) non alienare dai processi di cambiamento le persone che vivono nelle città oggetto di intervento; 3) riconciliare arte e cultura con chi di solito non partecipa e non capisce. Fattore importante: il tempo. Rischio: puntare sulle "opere" quando ci sono le risorse e entrare in crisi nella fase "post fondi", proprio perché si è puntato solo sulle opere. Andrea Rocco (Genova e Liguria Film Commission) ha illustrato l'esperienza del distretto culturale audiovisivo di Cornigliano, nell'area dismessa e oggi bonificata delle acciaierie Ilva; oggi l'edificio che ospitava gli uffici amministrativi dell'Ilva è diventato Videoporto e ospita più di trenta imprese del settore audiovisivo, oltre a luoghi attrezzati per la produzione; la stessa Genova e Liguria Film Comission ha sede nell'adiacente Villa Bombrini (Qui il racconto di come la Società Per Cornigliano ha recuperato l'area del compendio siderurgico e il giardino della Villa, a partire dal 2005). Rocco ha spiegato che le imprese si sono localizzate nel Videoporto per rompere l'isolamento, per l'elevata convenienza economica, per la possibilità di accedere ai luoghi attrezzati per la produzione a prezzi vantaggiosi, per il fatto che Film Commission porta a Genova produzione che spesso necessitano di forniture. A Cornigliano le imprese trovano quindi uffici, sale riunioni, location, formazione, networking, possibili commesse. Philippe Foulquié ha raccontato l'esperienza della Friche de la Belle de Mai a Marsiglia (qui il sito), la storia di come una ex manifattura di tabacco è stata trasformata in un luogo di creazione artistica e artigianale, di produzione culturale, di diffusione e comunicazione del sapere (qui una scheda del progetto in italiano). Infine, Marco Geronimi Stoll, di Rete Smarketing, ha presentato i principi e le metodologie dello Smarketing: bassa delega ai consulenti della comunicazione, elevata autonomia dei clienti, self help, dilettanti competenti, capacitazione.
Nella Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale, la giornata è stata occasione di confronto sul rapporto tra cultura e sviluppo; di approfondimento sulle forme e i metodi della creative economy, tra distretti creativi, incubatori e reti; di discussione sulle politiche culturali in tempo di crisi e sulla necessità di riconnettere produzione e consumo culturale.
Carla Sibilla (Comune di Genova, Assessore Cultura e Turismo) ha illustrato le iniziative in corso a Genova, con particolare riferimento al distretto culturale audiovisivo nel quartiere periferico di Cornigliano e al distretto culturale della Maddalena, in centro storico. Francesco Oddone (Comune di Genova, Assessore Sviluppo Economico) ha presentato i programmi di Genova Smart City.
Gloria Piaggio (Comune di Genova, Smart City) ha raccontato la funzione positiva che l'Associazione Genova Smart City (ottanta soci tra imprese grandi e piccole, istituzioni, associazioni di categoria, enti di ricerca e organizzazioni della società civile) sta svolgendo per "integrare le diverse risorse e iniziative in una visione comune di futuro e in un'idea condivisa di trasformazione" e ha sottolineato, facendo riferimento al "documento Barca" come il Comune di Genova stia affiancando la Regione Liguria nella pianificazione dei Fondi comunitari 2014 - 2020.
Emilia Saglia e Fabio Tenore (Comune di Genova, Creative Cities) hanno illustrato i risultati di un progetto che sta costruendo una rete internazionale di industrie creative e che ha contribuito alla stesura del Libro verde della Commissione Europea Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare; hanno parlato di cluster settoriali e intersettoriali; hanno presentato genovacreativa.it e creart-eu.org.
Roberta Prampolini e Daniela Rimondi (Università di Genova) hanno presentato i risultati di un'indagine qualitativa sul settore audiovisivo a Genova e in Liguria.
Mimma Gallina (Associazione Ateatro) ha richiamato la necessità di risorse pubbliche per far crescere la cultura, confrontandosi con Luca Dal Pozzolo (Fondazione Fitzcarraldo), che ha sottolineato l'esigenza, per gli enti locali, di cambiare metodo: basta con la distribuzione di risorse a pioggia e, invece, avvio della stagione delle politiche culturali, delle strategie e delle (conseguenti) scelte; in un tempo nel quale tutto è cultura e nel quale la cultura è accessibile a tutti e non solo alle élite, gli enti locali devono organizzare, favorire alleanze, accreditare progetti, far emergere risorse al livello dei cittadini, ma non essere più il principe che elargisce. Claudio Bocci (Federculture) ha presentato il modello vincente di Parchi della Val di Cornia SpA, la società che gestisce l'omonimo sistema turistico e culturale sulla costa degli Etruschi (trenta piccole aziende coinvolte a vario titolo per complessivi duecento occupati). Roberta Comunian (King's College, Londra) ha svolto un intervento denso e appassionato, presentando (semplifico) due modelli di città creativa: il modello di Richard Florida (L'ascesa della nuova classe creativa, 2002), che mette al centro la presenza di industrie creative e gli investimenti connessi alla loro attività e un modello "alternativo", che miscela la dimensione culturale con quella sociale, basato sulla partecipazione, la rigenerazione, il capitale umano, la qualità della vita; secondo questo modello le città creative non devono investire esclusivamente in luoghi e opere "importanti" ma puntare soprattutto sulle botteghe e sulle periferie, nella consapevolezza che il ritorno economico non è una prerogativa del settore culturale e che dall'investimento in cultura derivano piuttosto crescita culturale e sociale. Secondo Comunian "tutti cercano il modello perfetto per costruire la città creativa, ma questo modello non c'è"; allora, bisogna valorizzare la complessità, declinare la creatività con riferimento al contesto specifico, analizzare la relazione tra sviluppo della cultura e soluzione di altri problemi. Queste le raccomandazioni di Comunian: a) l'intervento sulle strutture non deve prevalere sulla promozione di attività culturali sul territorio; b) occorre valorizzare la libertà creativa; c) bisogna aver chiaro che la cultura non promuove solo sviluppo economico ma sopratutto sociale, intellettuale e (ovviamente) culturale; d) si deve valorizzare il senso di appartenenza e il protagonismo degli abitanti e la qualità della vita locale; e) è utile puntare sulla peculiarità e la distintività dei luoghi (non tutto è Barcellona); f) è più facile ottenere risultati puntando sullo sviluppo delle reti e sulla connessione di spazi pubblici e non profit. Queste le tre sfide: 1) puntare non solo processi basati sulla rigenerazione di strutture ma anche rigenerazione delle persone e promozione della partecipazione ; 2) non alienare dai processi di cambiamento le persone che vivono nelle città oggetto di intervento; 3) riconciliare arte e cultura con chi di solito non partecipa e non capisce. Fattore importante: il tempo. Rischio: puntare sulle "opere" quando ci sono le risorse e entrare in crisi nella fase "post fondi", proprio perché si è puntato solo sulle opere. Andrea Rocco (Genova e Liguria Film Commission) ha illustrato l'esperienza del distretto culturale audiovisivo di Cornigliano, nell'area dismessa e oggi bonificata delle acciaierie Ilva; oggi l'edificio che ospitava gli uffici amministrativi dell'Ilva è diventato Videoporto e ospita più di trenta imprese del settore audiovisivo, oltre a luoghi attrezzati per la produzione; la stessa Genova e Liguria Film Comission ha sede nell'adiacente Villa Bombrini (Qui il racconto di come la Società Per Cornigliano ha recuperato l'area del compendio siderurgico e il giardino della Villa, a partire dal 2005). Rocco ha spiegato che le imprese si sono localizzate nel Videoporto per rompere l'isolamento, per l'elevata convenienza economica, per la possibilità di accedere ai luoghi attrezzati per la produzione a prezzi vantaggiosi, per il fatto che Film Commission porta a Genova produzione che spesso necessitano di forniture. A Cornigliano le imprese trovano quindi uffici, sale riunioni, location, formazione, networking, possibili commesse. Philippe Foulquié ha raccontato l'esperienza della Friche de la Belle de Mai a Marsiglia (qui il sito), la storia di come una ex manifattura di tabacco è stata trasformata in un luogo di creazione artistica e artigianale, di produzione culturale, di diffusione e comunicazione del sapere (qui una scheda del progetto in italiano). Infine, Marco Geronimi Stoll, di Rete Smarketing, ha presentato i principi e le metodologie dello Smarketing: bassa delega ai consulenti della comunicazione, elevata autonomia dei clienti, self help, dilettanti competenti, capacitazione.
venerdì 29 marzo 2013
Territorio come piattaforma dello sviluppo
In un post pubblicato sul suo blog nel maggio 2012, Luca De Biase rifletteva sul territorio come "piattaforma dello sviluppo". Scriveva:
L'iniziativa prevede la realizzazione di workshop, contest e altri eventi, all'incrocio tra culture giovanili, creatività digitale, sviluppo del territorio, startup innovative.
Inserito nel percorso di sviluppo condotto in questi anni da Consorzio AST (l'agenzia di sviluppo locale che, dopo la crisi del distretto industriale della calzatura, opera per ridefinire la vocazione del territorio vigevanese) Giovani e crossmedialità è una piccola anteprima di LeoHub, il centro internazionale per la ricerca sulle tecnologie applicate ai beni culturali che avrà sede nel Palazzo Ducale di Vigevano, accanto a uno spazio espositivo permanente su Leonardo da Vinci (a cui lavorano Migliore+Servetto) e a un centro studi vinciano (nell'insieme: Polo multimediale Leonardo da Vinci).
Il tutto nella più ampia cornice di "Leonardo, le acque e il riso" l'iniziativa finanziata da Fondazione Cariplo e Arcus SpA, che si svilupperà nei prossimi tre anni in Lomellina.
Il territorio è come una rete e una piattaforma sulla quale si sviluppano attività, iniziative, startup. E come ogni piattaforma può essere aperto o chiuso, può avere un effetto frenante o può accelerare lo sviluppo, può essere dominato da pochi grandi poteri o essere competivo e creativo. E così via. Può anche essere modificato, pur con la lentezza che lo contraddistingue, anche in modo radicale.
[...]
Semplificando, si può dire che un indicatore importante è la capacità del territorio di definire una sua prospettiva di sviluppo e di coordinare gli sforzi, anche la competizione, intorno a quella prospettiva. Spesso questo si misura in termini di attrazione di investimenti ed esportazione di prodotti e servizi. Ma il successo ha bisogno anche di elementi meno misurabili perché attiene anche al softpower, all’attrazione di talenti, alla generazione di una visione e alla sua capacità di fascinazione.In Lomellina collaboro in questi mesi a Giovani e crossmedialità, un progetto di Comune di Vigevano, Comune di Mortara, Comune di Formigine, Consorzio AST e Associazione LUGDucale, con la partecipazione del DIST del Politecnico di Torino e finanziato da Anci e Dipartimento della Gioventù.
L'iniziativa prevede la realizzazione di workshop, contest e altri eventi, all'incrocio tra culture giovanili, creatività digitale, sviluppo del territorio, startup innovative.
Inserito nel percorso di sviluppo condotto in questi anni da Consorzio AST (l'agenzia di sviluppo locale che, dopo la crisi del distretto industriale della calzatura, opera per ridefinire la vocazione del territorio vigevanese) Giovani e crossmedialità è una piccola anteprima di LeoHub, il centro internazionale per la ricerca sulle tecnologie applicate ai beni culturali che avrà sede nel Palazzo Ducale di Vigevano, accanto a uno spazio espositivo permanente su Leonardo da Vinci (a cui lavorano Migliore+Servetto) e a un centro studi vinciano (nell'insieme: Polo multimediale Leonardo da Vinci).
Il tutto nella più ampia cornice di "Leonardo, le acque e il riso" l'iniziativa finanziata da Fondazione Cariplo e Arcus SpA, che si svilupperà nei prossimi tre anni in Lomellina.
Etichette:
anci,
arcus,
attivare,
consorzio ast,
cultura e sviluppo,
fondazione cariplo,
giovani e crossmedialità,
lavori,
leohub,
leonardo da vinci,
lomellina,
Luca De Biase,
lugducale,
migliore+servetto,
vigevano
Ubicazione:
Vigevano PV, Italia
sabato 3 novembre 2012
ArtealCentro: come l’arte può trasformare le città
E’ in corso dal 5 ottobre scorso ArtealCentro di una trasformazione sociale responsabile 2012, quindicesima edizione della rassegna organizzata annualmente da Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, per promuovere cambiamenti sostenibili nella società, attraverso idee e progetti creativi. Fino al 5 dicembre 2012, a Biella negli spazi dell’ex Lanificio Trombetta e a Graz presso il museo d’arte Kunsthaus Graz, ArtealCentro presenta quest’anno una serie di mostre per approfondire il tema del rapporto tra arte e trasformazione urbana.(Continua su www.csrcultura.it)
Vedi anche:
Riqualificare il cortile di una scuola: un'esperienza a Roma
I ragazzi, le ragazze e un gazebo per tutti
Microgiardini
lunedì 8 ottobre 2012
Lomellina Cascine
E' online Lomellina Cascine,
il sito che rende pubblici i risultati di un lavoro di ricerca ideato e
realizzato, nel 2010-2011, da Curmà (Giulia Bertone, Irene Sorrentino e il
sottoscritto), con la preziosa collaborazione di Angela Colucci, Marzio
Rivera, Simona Spinella e con la passione di Francesca Brignoli.
Il progetto, finanziato da Provincia di
Pavia - Assessorato ai Beni e alle Attività Culturali, Ecomuseo del
paesaggio lomellino e GAL Lomellina per complessivi diecimila euro ivati, è indirizzato a valorizzare,
attraverso il web, il patrimonio materiale e immateriale delle cascine
lomelline.
Sul sito, che Giulia Bertone ha presentato venerdì 5 ottobre al Civico 17, in una serata organizzata dal Comune e dalla Biblioteca di Mortara, sono catalogate e georeferenziate oltre cinquecento cascine.
Il processo e la metodologia utilizzati miscelano diversi ingredienti, riconducibili a queste parole chiave:
* open data: abbiamo costruito il date base delle cascine a partire dalla banca dati della Regione Lombardia, integrato con elementi raccolti altrove (pubblicazioni turistiche e di storia locale); abbiamo pertanto reso accessibili e facilmente fruibili dati già esistenti, ma non uniformi e sostanzialmente non disponibili;
* open source: abbiamo utilizzato soluzioni informatiche open source, per garantire la massima versatilità oltre che per contenere i costi;
* pubblicazione sul web: abbiamo scelto di pubblicare il catalogo delle cascine online, su un sito internet dedicato e aperto (e oggi online sul web del Comune di Mortara); con due risultati: accesso semplice per tutti, anche per il pubblico dei non addetti ai lavori; possibilità di integrare il lavoro di ricerca in qualsiasi momento (sia aggiungendo eventuali cascine sfuggite al nostro censimento, sia integrando le informazioni relative alle cascine già censite);
* georeferenziazione: sul sito, abbiamo collocato su una "google map" tutte le cascine catalogate; segnaposti di colori diversi indicano la presenza di cascine più o meno significative; ogni segnaposto è "attivo" e permette di accedere alla scheda della relativa cascina;
* flessibilità: il data base delle cascine è trasferibile su altri siti (e altre mappe georeferenziate); per esempio su un portale turistico, dove i segnaposti delle cascine potrebbero essere affiancati a quelli di altre emergenze culturali e/o a quelli di servizi di accoglienza;
* ricerca sul campo: di una trentina di cascine abbiamo svolto un "rilievo" sul campo; è stato quindi possibile verificare e completare le informazioni delle relative schede; è naturalmente auspicabile dare continuità a questo lavoro di esplorazione sul terreno;
* eredità immateriali: il nostro lavoro si pone l'obiettivo di (creare le condizioni di base per) valorizzare le eredità immateriali che ruotano intorno al patrimonio delle cascine; a questo proposito abbiamo realizzato una serie di video interviste a testimoni privilegiati, avendo come riferimento il Registro delle Eredità Immateriali Lombarde (con un sguardo anche al futuro: alcuni video sono il racconto in presa diretta di come una cascina storica è stata recuperata e valorizzata in una logica d'impresa);
* partecipazione: le esplorazioni sul campo, finalizzate alla realizzazione delle video interviste e al completamento delle schede, sono state solo un assaggio di un metodo di lavoro che prevede il coinvolgimento delle comunità locali nella valorizzazione partecipata del territorio - metodo che abbiamo sperimentato in un'altra zona della provincia di Pavia (Luoghi (comuni) d'Oltrepò) e su cui Giulia Bertone ha scritto in Connecting places - metodo che sarebbe interessante utilizzare per un più ampio lavoro sulle eredità immateriali delle cascine, anche attraverso l'utilizzo di una piattaforma informatica arricchita di strumenti social e web 2.0;
* cultura e sviluppo: puntare sulla cultura per favorire lo sviluppo; il tema è di grande attualità, come sanno gli addetti ai lavori e non solo, e questa nostra ricerca intende rappresentare anche un contributo in tal senso: il data base delle cascine, la loro rappresentazione sulla mappa online, i video (opportunamente integrati), l'uso del web in chiave partecipativa, il metodo di lavoro basato sull'attivazione di cittadini e addetti ai lavori (qui utilizzato in modo esemplificativo) possono essere recuperati, valorizzati, integrati in progetti più ambiziosi, finalizzati alla promozione culturale e turistica della Lomellina e al suo sviluppo economico e sociale.
Vedi anche:
La continuità dei progetti finanziati
Connecting places
Cascine Lomellina
Sul sito, che Giulia Bertone ha presentato venerdì 5 ottobre al Civico 17, in una serata organizzata dal Comune e dalla Biblioteca di Mortara, sono catalogate e georeferenziate oltre cinquecento cascine.
Il processo e la metodologia utilizzati miscelano diversi ingredienti, riconducibili a queste parole chiave:
* open data: abbiamo costruito il date base delle cascine a partire dalla banca dati della Regione Lombardia, integrato con elementi raccolti altrove (pubblicazioni turistiche e di storia locale); abbiamo pertanto reso accessibili e facilmente fruibili dati già esistenti, ma non uniformi e sostanzialmente non disponibili;
* open source: abbiamo utilizzato soluzioni informatiche open source, per garantire la massima versatilità oltre che per contenere i costi;
* pubblicazione sul web: abbiamo scelto di pubblicare il catalogo delle cascine online, su un sito internet dedicato e aperto (e oggi online sul web del Comune di Mortara); con due risultati: accesso semplice per tutti, anche per il pubblico dei non addetti ai lavori; possibilità di integrare il lavoro di ricerca in qualsiasi momento (sia aggiungendo eventuali cascine sfuggite al nostro censimento, sia integrando le informazioni relative alle cascine già censite);
* georeferenziazione: sul sito, abbiamo collocato su una "google map" tutte le cascine catalogate; segnaposti di colori diversi indicano la presenza di cascine più o meno significative; ogni segnaposto è "attivo" e permette di accedere alla scheda della relativa cascina;
* flessibilità: il data base delle cascine è trasferibile su altri siti (e altre mappe georeferenziate); per esempio su un portale turistico, dove i segnaposti delle cascine potrebbero essere affiancati a quelli di altre emergenze culturali e/o a quelli di servizi di accoglienza;
* ricerca sul campo: di una trentina di cascine abbiamo svolto un "rilievo" sul campo; è stato quindi possibile verificare e completare le informazioni delle relative schede; è naturalmente auspicabile dare continuità a questo lavoro di esplorazione sul terreno;
* eredità immateriali: il nostro lavoro si pone l'obiettivo di (creare le condizioni di base per) valorizzare le eredità immateriali che ruotano intorno al patrimonio delle cascine; a questo proposito abbiamo realizzato una serie di video interviste a testimoni privilegiati, avendo come riferimento il Registro delle Eredità Immateriali Lombarde (con un sguardo anche al futuro: alcuni video sono il racconto in presa diretta di come una cascina storica è stata recuperata e valorizzata in una logica d'impresa);
* partecipazione: le esplorazioni sul campo, finalizzate alla realizzazione delle video interviste e al completamento delle schede, sono state solo un assaggio di un metodo di lavoro che prevede il coinvolgimento delle comunità locali nella valorizzazione partecipata del territorio - metodo che abbiamo sperimentato in un'altra zona della provincia di Pavia (Luoghi (comuni) d'Oltrepò) e su cui Giulia Bertone ha scritto in Connecting places - metodo che sarebbe interessante utilizzare per un più ampio lavoro sulle eredità immateriali delle cascine, anche attraverso l'utilizzo di una piattaforma informatica arricchita di strumenti social e web 2.0;
* cultura e sviluppo: puntare sulla cultura per favorire lo sviluppo; il tema è di grande attualità, come sanno gli addetti ai lavori e non solo, e questa nostra ricerca intende rappresentare anche un contributo in tal senso: il data base delle cascine, la loro rappresentazione sulla mappa online, i video (opportunamente integrati), l'uso del web in chiave partecipativa, il metodo di lavoro basato sull'attivazione di cittadini e addetti ai lavori (qui utilizzato in modo esemplificativo) possono essere recuperati, valorizzati, integrati in progetti più ambiziosi, finalizzati alla promozione culturale e turistica della Lomellina e al suo sviluppo economico e sociale.
Vedi anche:
La continuità dei progetti finanziati
Connecting places
Cascine Lomellina
Etichette:
civico.17,
connecting places,
continuità,
cultura e sviluppo,
documentare,
giulia bertone,
google map,
irene sorrentino,
lavori,
lomellina,
luoghi (comuni) d'oltrepò,
metodi,
mortara
Ubicazione:
27036 Mortara PV, Italia
domenica 1 luglio 2012
Un "parco dei libri" anche a Mortara
Del Civico.17, la nuova biblioteca di Mortara, avevo già scritto qui. Ieri Civico 17 è stato citato da Antonella Agnoli nell'interessante articolo "Il parco dei libri", pubblicato da Repubblica nella sezione cultura.
Scrive Agnoli:
Vedi anche:
Civico.17
Pomeriggio di progettazione al Civico.17
Scrive Agnoli:
Qualsiasi dibattito sulla rinascita culturale dell'Italia, e in particolare del Sud, deve partire dalle biblioteche e dalla lettura, quei servizi indispensabili quanto gli asili nido e i pompieri che nel Sud sono assenti, o presenti solo di nome, in molte regioni. Ma occorre riflettere anche attorno alla scuola perché ormai sappiamo che milioni di italiani sanno riconoscere i caratteri a stampa ma di fatto non riescono a seguire un discorso sulla pagina scritta. Il dibattito di questi mesi su vari giornali e in vari festival ha fornito una quantità di dati in materia. La scuola dovrebbe portare alla maturità quasi tutti i ragazzi e permettere a una quota rilevante di loro di accedere all'università. Cosa accade, invece? Nella classe d' età fra 20 e 24 anni solo il 6 per cento dei giovani è laureato, il 64 è diplomato. Il che significa che il 30 per cento, quasi un giovane italiano su tre, non arriva nemmeno alla maturità, con percentuali molto più alte al Sud. Nessuno ha ancora avanzato proposte concrete per riparare al disastro della scuola italiana, un comparto che nei fatti il governo Monti non sembra intenzionato a trattare diversamente da com'era stato trattato dal governo Berlusconi. Che ruolo possono avere le biblioteche in tutto questo? Le biblioteche possono essere un' ancora di salvezza, non perché abbiano virtù taumaturgiche ma perché esse sono uno spazio comune, dove anche chi è stato emarginato dalla scuola può scoprire un libro, un giornale, un sito web che ridia speranza o almeno susciti interesse. Le biblioteche sono luoghi di scoperta, di possibilità, a condizione che siano ben concepite e ben gestite, in modo innovativo. Anche in Italia ce ne sono, quasi sempre nel centro nord: grandi biblioteche come Sala Borsa a Bologna o la San Giorgio a Pistoia, o la Delfini a Modena, biblioteche di quartiere a Torino, Milano, Roma, biblioteche di piccoli comuni come Maiolati Spontini (AN), la Memo a Fano, le nuovissime di Meda e Mortara in Lombardia, Pieris in Friuli o il centro culturale di Cinisello Balsamo, di imminente apertura.(Continua a leggere su repubblica.it).
Vedi anche:
Civico.17
Pomeriggio di progettazione al Civico.17
sabato 16 giugno 2012
La Rivoluzione Chiusanese.
Alcuni giovani di Chiusani di Rocca Susella avevano partecipato attivamente, nel biennio 2010-2011, al progetto Luoghi (comuni) d'Oltrepò, un'iniziativa finanziata da Anci e Dipartimento della Gioventù.
Nell'ambito del progetto (ne avevo già scritto qui), avevamo realizzato una "mappa digitale di comunità", attivando diversi gruppi di giovani che hanno esplorato le strade, le piazze, le frazioni di cinque piccoli comuni dell'Oltrepò pavese (tra questi Rocca Susella e la sua frazione di Chiusani), narrando, fotografando e filmando persone, storie, luoghi, prodotti, cibi.
A progetto concluso, il gruppo di Chiusani non ha smesso di lavorare: ora si sono messi in testa di fare la "Rivoluzione Chiusanese"; il 14 luglio prossimo, naturalmente.
Raccontano tutto qui. Citano anche Luoghi (comuni) d'Oltrepò. Noi ne siamo felici.
Vedi anche:
Connecting places
Storie di fiume
Nell'ambito del progetto (ne avevo già scritto qui), avevamo realizzato una "mappa digitale di comunità", attivando diversi gruppi di giovani che hanno esplorato le strade, le piazze, le frazioni di cinque piccoli comuni dell'Oltrepò pavese (tra questi Rocca Susella e la sua frazione di Chiusani), narrando, fotografando e filmando persone, storie, luoghi, prodotti, cibi.
A progetto concluso, il gruppo di Chiusani non ha smesso di lavorare: ora si sono messi in testa di fare la "Rivoluzione Chiusanese"; il 14 luglio prossimo, naturalmente.
Raccontano tutto qui. Citano anche Luoghi (comuni) d'Oltrepò. Noi ne siamo felici.
Vedi anche:
Connecting places
Storie di fiume
sabato 26 maggio 2012
Storie di fiume
Domenica 27 maggio, a Torino, nell'ambito di Le città visibili - Torino Smart City, Scuola del Viaggio presenta "Storie di fiume", la mappa digitale di comunità del Po torinese.
Scuola del Viaggio ha lavorato al progetto insieme a Curmà, Epoché e Dedalo, il gruppo di società che si era già cimentato in Luoghi (comuni) d'Oltrepò (ne avevo scritto qui).
Questo il promo della mappa.
Vedi anche:
Connecting places
La piccola Biblioteca Comunitaria dell'Imbarchino
sabato 28 aprile 2012
Connecting places
Connecting places. Il coinvolgimento delle comunità locali nella valorizzazione
partecipata del territorio: le prospettive aperte dai locative media.
E' il titolo della tesi di dottorato discussa oggi, con successo, da Giulia Bertone, amica e collega, al termine di tre anni di ricerca presso il Politecnico di Torino.
La tesi (cito da qui) "approfondisce il ruolo che i network digitali possono avere nel coinvolgimento delle comunità locali in processi di valorizzazione partecipata e "dal basso" dei territori e dei patrimoni culturali. In particolare si focalizza sulle esperienze legate ai locative media, che, dal ristretto panorama della sperimentazione artistica della fine degli anni Novanta, si stanno oggi affermando come pratiche comuni e quotidiane tra gli utenti, grazie al diffondersi di tecnologie e dispositivi location aware, mobili e "intelligenti". L'idea generale della tesi è quella di delineare i tratti fondamentali di un nuovo panorama tecnologico e mediale - definito recentemente con il termine "Net Locality" - risultante dal progressivo ibridarsi di spazi fisici e spazi digitali, di materiale e immateriale, di bit e atomi, di esperienze sociali in rete e nei luoghi, e mostrare come esso offra opportunità innovative per promuovere relazioni significanti tra luoghi, comunità, patrimoni culturali".
Tra le esperienze analizzate nel lavoro c'è quella di Luoghi (comuni) d'Oltrepò, un progetto ideato da Curmà, di cui sono socio con Giulia e Irene Sorrentino, insieme a Dedalo, Epoché e Scuola del Viaggio e realizzato in cinque piccoli comuni dell'Oltrepò pavese.
Proprio a partire dagli studi di Giulia, e grazie a un finanziamento Anci e Dipartimento della Gioventù, abbiamo realizzato una "mappa digitale di comunità", attivando un gruppo di giovani che hanno esplorato le strade, le piazze, le frazioni dei cinque comuni e che hanno narrato, fotografato e filmato persone, storie, luoghi, prodotti, cibi. La mappa, costruita in modo collaborativo da tutti i partecipanti al processo, raccoglie e geo-referenzia i testi, i video e le immagini prodotte ed è integrata con un sito dedicato al progetto, una pagina Facebook e un canale Youtube.
(Anche) qui si parla di Luoghi (comuni) d'Oltrepò:
La provincia dei ragazzi
Valle Staffora
Mia Pavia
La provincia pavese
partecipata del territorio: le prospettive aperte dai locative media.
E' il titolo della tesi di dottorato discussa oggi, con successo, da Giulia Bertone, amica e collega, al termine di tre anni di ricerca presso il Politecnico di Torino.
La tesi (cito da qui) "approfondisce il ruolo che i network digitali possono avere nel coinvolgimento delle comunità locali in processi di valorizzazione partecipata e "dal basso" dei territori e dei patrimoni culturali. In particolare si focalizza sulle esperienze legate ai locative media, che, dal ristretto panorama della sperimentazione artistica della fine degli anni Novanta, si stanno oggi affermando come pratiche comuni e quotidiane tra gli utenti, grazie al diffondersi di tecnologie e dispositivi location aware, mobili e "intelligenti". L'idea generale della tesi è quella di delineare i tratti fondamentali di un nuovo panorama tecnologico e mediale - definito recentemente con il termine "Net Locality" - risultante dal progressivo ibridarsi di spazi fisici e spazi digitali, di materiale e immateriale, di bit e atomi, di esperienze sociali in rete e nei luoghi, e mostrare come esso offra opportunità innovative per promuovere relazioni significanti tra luoghi, comunità, patrimoni culturali".
Tra le esperienze analizzate nel lavoro c'è quella di Luoghi (comuni) d'Oltrepò, un progetto ideato da Curmà, di cui sono socio con Giulia e Irene Sorrentino, insieme a Dedalo, Epoché e Scuola del Viaggio e realizzato in cinque piccoli comuni dell'Oltrepò pavese.
Proprio a partire dagli studi di Giulia, e grazie a un finanziamento Anci e Dipartimento della Gioventù, abbiamo realizzato una "mappa digitale di comunità", attivando un gruppo di giovani che hanno esplorato le strade, le piazze, le frazioni dei cinque comuni e che hanno narrato, fotografato e filmato persone, storie, luoghi, prodotti, cibi. La mappa, costruita in modo collaborativo da tutti i partecipanti al processo, raccoglie e geo-referenzia i testi, i video e le immagini prodotte ed è integrata con un sito dedicato al progetto, una pagina Facebook e un canale Youtube.
(Anche) qui si parla di Luoghi (comuni) d'Oltrepò:
La provincia dei ragazzi
Valle Staffora
Mia Pavia
La provincia pavese
Etichette:
anci,
attivare,
connecting places,
cultura e sviluppo,
dipartimento della gioventù,
giulia bertone,
lavori,
libri,
luoghi,
mappa di comunità,
mappa digitale di comunità,
oltrepò
Ubicazione:
27052 Godiasco PV, Italia
lunedì 9 aprile 2012
Il Sistema Culturale Urbano di Pavia
Con la collega Claudia Comaschi, per conto di Associazione Pavia Città Internazionale dei Saperi, sto curando la progettazione del Sistema Urbano di Pavia (bando Cariplo "Valorizzare le attività culturali come fattore di sviluppo delle aree urbane").
Questo è il post di benvenuto del blog di progettazione partecipata.
Questo è il post di benvenuto del blog di progettazione partecipata.
Questo l'indirizzo del blog: sistemaculturalepavia.blogspot.itCiao!
E benvenuto nel blog per la costruzione partecipata del Sistema culturale urbano di Pavia.
Come forse sai già, Associazione Pavia Città Internazionale dei Saperi ha superato la prima fase di selezione del bando di Fondazione Cariplo "Valorizzare le attività culturali come fattore di sviluppo delle aree urbane".
Del bando, dell'idea progettuale e del percorso di progettazione puoi leggere nelle pagine dedicate. Ora la nostra idea progettuale deve trasformarsi in uno studio di fattibilità operativa da presentare a Fondazione Cariplo entro il 14 settembre 2012.
Per questo abbiamo bisogno del contributo di tutta la città e dei portatori di interesse della comunità locale. Vogliamo costruire lo studio di fattibilità del "nostro" sistema con tutti gli attori che ne dovranno essere protagonisti: istituzioni, organizzazioni della cultura, commercianti, produttori, operatori dell'ospitalità, organizzazioni giovanili, associazioni del tempo libero e sociali...
Segui su questo blog il percorso di progettazione partecipata e diventa protagonista inviando i tuoi contributi!
Partecipa agli incontri e ai tavoli di lavoro!
Scrivici: sistemaculturalepavia@gmail.com
mercoledì 4 aprile 2012
mercoledì 14 marzo 2012
Civico.17
Oggi sono stato al Civico.17, la biblioteca comunale di Mortara.E' un luogo da visitare assolutamente, andateci!
Civico.17 è:
un sistema di autoprestito all'avanguardia in Italia, wi-fi gratuito, ipad e ibooks, area bambini, accessibilità degli spazi e molto altro ancora.
Nella foto accanto, tratta dal sito della biblioteca, il Bruco mangialibri, il primo servizio di autoprestito per bambini attivato in Italia.
Al Civico.17 ci sono due postazioni dotate di tecnologia RFID, una per bambini, appunto, e una per adulti: i clienti possono prendere e restituire in piena autonomia tutto il materiale disponibile al prestito!
Iscriviti a:
Post (Atom)







