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lunedì 28 gennaio 2013

Luca De Biase lancia una discussione sul tema della scuola digitale

In un post del 22 gennaio sul suo blog, Luca De Biase scrive alcuni interessanti appunti sul tema della scuola digitale e apre un bel dibattito online.
Molti lettori postano commenti.
De Biase li riprende e li sintetizza in un secondo post il 24 gennaio. Che chiude così (corsivi miei):
[...] alla fine quello che conta sono le persone. Verità fondamentale alla quale occorre tornare anche se convince troppo facilmente. E indirizza verso il tema della formazione dei formatori. Che probabilmente a sua volta non è più pensata in modo tradizionale, ma attraverso l’esperienza di coltivare una visione, una progettazione, una verifica empirica e una riflessione sui feedback. Anche gli insegnanti entrano nell’era dell’innovazione da praticare e non più da subire.
E' questa l'impostazione che stiamo cercando di dare, in provincia di Pavia, a Pavialearning 2.0, un piccolo programma di formazione di Santachiara CFP, che stiamo mettendo a punto con il contributo attivo dei docenti delle scuole (prossimo incontro di progettazione partecipata: venerdì 1 febbraio, ore 14.30, presso Istituto Santachiara, Voghera).

Il primo post di Luca De Biase
Il secondo post di Luca De Biase

Vedi anche:
Progettare la formazione con i destinatari: un'esperienza in corso
Sperimentare nuove didattiche nell'era digitale. Vademecum di un progetto sperimentale
Scuola digitale: un'opportunità in provincia di Pavia

domenica 13 gennaio 2013

Un piano d'azione per l'innovazione tecnologica nella scuola

Lo propone Pier Cesare Rivoltella nel suo saggio Innovare con la tecnologia: aspetti di sistema nell'organizzazione-scuola, pubblicato in Media, tecnologie e scuola. Per una nuova Cittadinanza Digitale (a cura di Pierpaolo Limone, Progedit, 2012).
Rivoltella propone azioni concrete su "quattro versanti: formativo, didattico, organizzativo e tecnologico".
La formazione
Con riferimento alla formazione dei docenti all'uso delle nuove tecnologie, occorre trovare un nuovo equilibrio tra il rigido modello dell'ECDL (basato sull'esigenza di certificare le competenze) e quello della verifica sul campo del "saper fare" degli insegnati.
E poi: non si deve ridurre il tema della formazione alle sole "competenze tecnologiche" ma occorre, invece, adottare nella scuola "i linguaggi dell'oggi" garantendo alle culture giovanili "ospitalità nella didattica". Per questo bisogna intervenire, oltre che al livello della conoscenza degli strumenti, anche sul piano della "capacità di riflessione critica sui contenuti" e su quello della "produzione responsabile di messaggi".
La didattica
Quanto alla didattica, occorre lavorare su tre filoni:
- rafforzare la continuità tra apprendimento formale e informale, introducendo a scuola l'uso delle pratiche di social networking, dal momento che oggi, nei contesti di vita, è tramite i media digitali che i giovani realizzano le principali esperienze di apprendimento;    
- ridefinire le pratiche di insegnamento, passando da un approccio didattico individuale a uno basato sulla didattica laboratoriale e da una valutazione incentrata sugli esiti a una che tiene conto anche del processo;
- formare i giovani alla cittadinanza digitale, non confondendo la loro naturalità nell'approccio ai dispositivi con una competenza innata, che invece deve essere costruita.
L'organizzazione
Lo sviluppo del Web 2.0 apre alle scuole (come a tutte le organizzazioni) molte opportunità a buon mercato (in molti casi gratuite) e di semplice utilizzo per organizzare la didattica digitale: blog di classe, ambienti di virtual classroom 2.0, servizi di storage e di condivisione online, job-bank di istituto in Linkedin, marketing formativo attraverso Facebook sono tutti strumenti a portata di mano.
La tecnologia
Le tecnologie del Web 2.0 creano le condizioni per un passaggio dal Virtual Learning Environment (basato su piattaforme "rigide") al Personal Learning Environment, un "aggregatore di risorse web che il singolo utente può sviluppare in maniera personale e del tutto coordinata con i suoi interessi", miscelando strumenti diversi (qui una sperimentazione europea in corso).
Si va verso sistemi sempre meno "istituzionali" e sempre più collegati e connessi agli spazi e ai tempi informali di vita delle persone: una tendenza che favorisce l'uso, in classe, di device "personali" come i tablet o gli smartphone, da agganciare alla rete scolastica e collegare a tastiere e schermi forniti dagli istituti.
***
A Pavia, Istituto Santachiara ha lanciato un programma di formazione sui temi della didattica digitale destinato agli insegnanti delle scuole secondarie superiori della provincia (ne ho scritto qui): crediamo possa offrire un contributo utile nella direzione proposta da Rivoltella.

Vedi anche:
Progettare la formazione con i destinatari: un'esperienza in corso
Sperimentare nuove didattiche nell'era digitale. Vademecum di un progetto sperimentale
Scuola digitale: un'opportunità in provincia di Pavia

Qui il saggio completo di Cesare Rivoltella.