giovedì 3 gennaio 2013

Metodi e obiettivi per un uso efficace dei Fondi comunitari 2014-2020: è online il documento del Ministro Barca

E' online dal 27 dicembre scorso un testo del Ministero per la Coesione territoriale che propone Metodi e obiettivi per un uso efficace dei Fondi comunitari 2014-2020.

Si tratta del Fondo europeo di Sviluppo regionale (FESR), del Fondo Sociale europea (FSE), del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

Il documento avvia il confronto pubblico finalizzato alla preparazione, tra il gennaio e la primavera 2013, dell’Accordo di partenariato tra Stato italiano e Commissione europea e dei Programmi operativi relativi a ciascun Fondo: un "confronto partenariale" tra Amministrazioni centrali, Regioni, Enti Locali e soggetti del Partenariato economico e sociale. Contestualmente, il testo del Ministro Barca apre una consultazione pubblica aperta a tutti coloro che intendono fornire contributi (da inviare entro il 15 febbraio all’indirizzo dps.programmazione2014-2020@tesoro.it).

Metodi e obiettivi per un uso efficace dei Fondi comunitari 2014-2020 (scaricabile qui) non entra nel merito dei contenuti dell'Accordo e dei Programmi ma propone un metodo per un utilizzo delle risorse europee e nazionali "più tempestivo ed efficace" di quanto avvenuto per il bilancio europeo 2007-2013", indicando la "necessità di contribuire, con un riscatto della qualità dell’azione pubblica, sia alla ripresa della produttività in tutti i territori, sia a un salto di qualità dei servizi essenziali nel Mezzogiorno".
In particolare il testo individua sette innovazioni generali di metodo, configurando un "sistema di valutazione pubblica aperta".

1. Risultati attesi
Gli obiettivi stabiliti dalla programmazione operativa saranno definiti sotto forma di risultati attesi, da attuare in termini di qualità della vita delle persone e/o di opportunità per le imprese. I risultati attesi saranno misurati da uno o più indicatori di risultato, associati a valori obiettivo. L’esplicitazione e la misurabilità dei risultati attesi consentirà di rendere evidenti le finalità degli interventi, dando la possibilità alle infrastrutture di definire i piani di esercizio, stimolando l'azione degli amministratori, soprattutto fornendo ai cittadini e alle loro organizzazioni un metro per verificare l’azione pubblica e per esercitare la "propria pressione".

2. Azioni
I programmi operativi indicheranno con precisione le azioni che si intendono finanziare: "liste di interventi infrastrutturali con riferimento al loro stato di progettazione; tipologie di servizi da finanziare con i criteri per assegnare i fondi; misure per la concessione di agevolazioni, con l'individuazione ex ante delle procedure e della tempistica per la definizione di bandi/avvisi; progetti complessi di valorizzazione di aree territoriali con l’esplicitazione di modalità innovative di selezione degli interventi più rispondenti ai bisogni territoriali".
Di conseguenza, all’approvazione dei Programmi operativi seguirà la realizzazione di azione già definite e non, come accadeva in passato, l’avvio di un confronto su “cosa effettivamente fare” per dare contenuto concreto a indicazioni ancora vaghe.

3. Tempi previsti e sorvegliati
Le due innovazioni sopra descritte consentono di “prendere sul serio" il rispetto dei tempi di attuazione delle azioni. Per ovviare alla tradizionale scarsa attenzione all'osservanza del timing stabilito (si tratta di uno dei principali mali dell’azione pubblica in Italia, con effetti particolarmente gravi nel caso degli investimenti per lo sviluppo) i nuovi Programmi operativi assoceranno a ogni azione i suoi tempi previsti di attuazione. A questo sistema di previsione corrisponderà un forte sistema centrale di sorveglianza.

4. Apertura
Sulla falsariga del prototipo OpenCoesione, portale sull'attuazione degli investimenti programmati nel ciclo 2007-2013 da Regioni e amministrazioni centrali dello Stato, tutte le informazioni relative all'uso dei Fondi comunitari e ai risultati da essi prodotti saranno rese trasparenti e aperte: "le informazioni verranno rese disponibili secondo formati unificati nazionali, in modo al tempo stesso comprensibile e scaricabile per usi di ogni genere". In questo modo "i cittadini, singoli o organizzati, possano esercitare una pressione sugli amministratori, spronandoli a far bene".

5. Partenariato mobilitato
Il principio europeo del partenariato verrà esteso alla fase discendente della programmazione, coinvolgendo (al disegno dei bandi, in primo luogo) le parti economiche e sociali e tutti i soggetti che dalle azioni sono potenzialmente influenzati o che alle azioni possano dare un contributo di conoscenza. La mobilitazione di tali soggetti sarà soddisfatta indicando in ogni Programma operativo i “centri di competenza” rilevanti e il modo in cui essi saranno coinvolti.

6. Valutazione di impatto
La valutazione non è una novità per i Programmi dei Fondi comunitari, ma nella stagione 2014-2020 gli strumenti di valutazione dovranno essere messi maggiormente al servizio dei portatori di interesse e dei cittadini beneficiari. Inoltre, si darà "centralità e impulso alla valutazione di impatto, ossia alla valutazione del se, in quale misura ed eventualmente per quali soggetti, le azioni adottate abbiano effettivamente effetti per la qualità di vita delle persone e/o le opportunità delle imprese".

7. Forte presidio nazionale
La settima innovazione di metodo fa riferimento a un presidio nazionale rafforzato che preveda: (a) di consolidare la natura non-contrattabile di questi indirizzi generali, che dovranno essere applicati nell’Accordo di partenariato e in ogni Programma operativo; (b) di prevedere la possibilità che il centro lanci, in determinati territori, azioni di co-progettazione strategica territoriale, che partano da analisi e ipotesi elaborate dagli enti territoriali, ritenute utili ma inadeguate, e che si rafforzino con l'apertura ai contributi di soggetti privati e pubblici nazionali o internazionali; (c) di trasformare il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica in una Agenzia, per coordinare e affiancare l’azione delle Amministrazioni nell’attuazione di programmi e interventi con le necessarie  competenze tecniche e flessibilità organizzativa.

Questo post, in versione più articolata, è stato pubblicato anche su Secondo Welfare, qui.

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