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sabato 5 aprile 2014

Welfare in azione, il nuovo, atteso bando di Fondazione Cariplo sul welfare di comunità e l'innovazione sociale: sintesi e link utili

Fondazione Cariplo ha pubblicato l'11 marzo scorso Welfare in azione, il nuovo, atteso bando sul welfare di comunità e l'innovazione sociale.
Il bando eredita l'esperienza di Costruire legami nelle comunità locali, che nel 2009, 2011 e 2012 ha finanziato (e sta finanziando) progetti finalizzati a costruire e accrescere coesione sociale in "comunità locali fragili".
Oltre a quella 2014, sono previste altre due edizioni del bando Welfare in azione nel 2015 e nel 2016.
Di seguito:
1 - Welfare in azione: sintesi del testo del bando
2 - Welfare in azione: link utili



1 - Welfare in azione: sintesi del testo del bando


IL CONTESTO

Il welfare italiano fatica a rispondere in modo adeguato ai cambiamenti della società e a comprenderne i relativi bisogni, sempre più multiproblematici e complessi. La crisi economico-finanziaria non solo ha generato un impoverimento materiale di ampie fasce di popolazione ma anche ha alimentato l’indebolimento dei legami e delle relazioni nelle comunità.
A questi problemi si somma l’impatto di imponenti trasformazioni sociali e demografiche: l’invecchiamento della popolazione, il cambiamento della struttura della famiglia e il multiculturalismo.
Il nostro welfare appare sempre più inadeguato: frammentazione delle responsabilità, delle risorse e degli interventi, prevalenza di trasferimenti monetari spesso iniqui, poco selettivi ed erogati dalle amministrazioni
centrali, approccio prevalentemente assistenzialista, disallineamento di servizi e provvidenze rispetto a rischi e bisogni sociali.
Questa situazione è aggravata dai tagli delle risorse, che hanno colpito in particolare i servizi territoriali, già sottodimensionati, e hanno depotenziato la programmazione locale prevista dalla normativa, limitando fortemente la possibilità di sostenere l’innovazione e l’adeguamento del “sistema” ai vecchi e ai nuovi bisogni.
Nonostante queste oggettive difficoltà, in alcuni territori si stanno registrando spinte innovative che tentano di spostare l’asse di intervento dall'ottica risarcitoria a quella promozionale, di ampliare il raggio di azione sul disagio generalizzato della cosiddetta “normalità” a rischio e, allo stesso tempo, di investire sulla ritessitura dei legami sociali. Ma queste iniziative difficilmente diventano "mainstream", influenzando e modificando l'impianto di sistema.


GLI OBIETTIVI

Il Bando intende promuovere sperimentazioni sostenibili di welfare comunitario, che sappiano attivare risposte più efficaci, efficienti ed eque e che, al contempo, siano in grado di innescare processi partecipati che garantiscano il coinvolgimento della società e dei cittadini, rendendo maggiormente incisiva, stabile e sostenibile l’innovazione prodotta.
Fondazione Cariplo intende pertanto accompagnare e sostenere un numero limitato di sistemi territoriali che dimostrino di voler intraprendere un percorso di riprogettazione e di adeguamento delle
risposte ai bisogni della comunità.
Tale approccio passa anche attraverso il ripensamento della spesa sociale attuale e la capacità di attrarre risorse private, mobilitando una società civile che partecipa e investe sui valori della solidarietà, della reciprocità e del bene comune.

Tre i filoni di rinnovamento previsti dal bando:

1. innovazione di servizi, processi e modelli per rispondere ai bisogni sociali in un’ottica di co-programmazione e co-produzione di risposte flessibili, personalizzate e multidimensionali, che superino l’appiattimento dei servizi sulle prestazioni;

2. valorizzazione connessione delle risorse delle persone, delle famiglie e del territorio in una prospettiva comunitaria, attraverso il rafforzamento e la ritessitura dei legami e delle relazioni, anche con iniziative generative di responsabilizzazione e di restituzione alla comunità dei benefici ottenuti;

3. sviluppo e potenziamento di sistemi di governance territoriale aperti a nuovi soggetti anche non convenzionali e alla partecipazione dei cittadini, in modo da produrre una lettura approfondita, più integrata e condivisa dei bisogni, una ricomposizione e un miglior utilizzo delle risorse pubbliche e private e una maggiore corrispondenza tra problemi e soluzioni.


LE LINEE GUIDA

La Fondazione indica le leve su cui gli attori locali sono chiamati a investire per consolidare sistemi territoriali di welfare comunitario:
- le modalità di risposta ai bisogni;
- il sistema di governance.

Con riferimento alle modalità di risposta ai bisogni, i progetti dovranno investire su:

• prevenzione e intercettazione precoce delle situazioni di bisogno, in un’ottica di riduzione del rischio;
• superamento delle logiche settoriali e di target;
• politiche attive volte a favorire l’autonomia e l’inclusione socio-lavorativa delle persone;
• attivazione dei beneficiari, in un’ottica di promozione e responsabilizzazione della persona e di restituzione alla collettività di quanto ottenuto;
• “socializzazione” dei bisogni individuali, aggregando domanda e risorse per convergere su un’offerta più adeguata e multidimensionale;
• rafforzamento dei legami, investendo su processi di mutuo aiuto e promuovendo la partecipazione della società civile nella ricerca delle soluzioni;
• integrazione socio sanitaria e ripensamento delle attuali unità di offerta e, in accordo con gli enti pubblici territoriali preposti, sperimentazione di una maggiore flessibilità, migliorando i processi di erogazione dei servizi;
• cooperazione e sinergie tra iniziative di welfare aziendale e sistema di welfare territoriale;
• rinnovamento del sistema dei servizi, anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Con riferimento alla governance, i sistemi territoriali, valorizzando ove possibile la programmazione territoriale già attivata, dovranno intraprendere azioni volte a:

• realizzare nuove forme di alleanza pubblico/privato (profit e non profit), arricchendo il sistema di programmazione territoriale di attori “non convenzionali” del cosiddetto “secondo welfare” (aziende, associazioni di categoria, fondazioni private e di comunità, ecc..);
• integrare, ottimizzare e riorientare l’utilizzo delle risorse, evitando dispersioni e sprechi, ma soprattutto attrarre nuove risorse, sia economiche, attraverso la raccolta fondi, sia umane e strumentali, attraverso la costruzione e la “manutenzione” di relazioni sociali nella comunità.

Il nuovo assetto richiederà ai due principali attori del nostro sistema di welfare un possibile e auspicabile riposizionamento, e quindi:
• gli enti pubblici dovranno essere garanti dell’equità e facilitatori del rinnovamento del sistema, investendo sulla conoscenza dei bisogni e sull'aggiornamento continuo delle risorse (in modo particolare degli operatori sociali) e costruendo processi di benchmarking;
• il terzo settore dovrà uscire da una logica autoreferenziale e cercare di andare oltre il mercato ristretto delle risorse governate dagli attori pubblici, per intercettare, ove possibile, quello più ampio e frammentato delle risorse delle singole famiglie, aggregando i bisogni e svolgendo un ruolo di animatore di imprenditorialità sociale e di promotore di innovazione.


LE FASI E I TEMPI

Il percorso di  progettazione sarà articolato nelle seguenti fasi:

I Fase - call for ideas
- entro il 30 maggio 2014, gli enti ammissibili potranno inviare le idee progettuali per realizzare sistemi territoriali di welfare comunitario capaci di produrre innovazione sulle modalità di risposta a un problema sociale;
- entro giugno 2014, la Fondazione Cariplo selezionerà le idee migliori.

• II Fase - studi di fattibilità
- tra luglio e novembre 2014, le idee selezionate beneficeranno di un percorso di accompagnamento metodologico garantito da Fondazione Cariplo, per trasformare l’idea in studio di fattibilità di un progetto triennale;
- entro dicembre 2014, verranno selezionati gli studi di fattibilità valutati più coerenti con le linee guida.

• III Fase - realizzazione
- l’implementazione dei progetti selezionati sarà finanziata per tre anni e beneficerà di un accompagnamento sostenuto da Fondazione Cariplo e volto anche a sviluppare nuove sinergie con attori non convenzionali e piani di fundraising di comunità per costruire la sostenibilità degli interventi;
- lo sviluppo delle progettualità selezionate sarà oggetto di monitoraggio per verificare l’andamento dei processi esecutivi e registrare i risultati ottenuti, anche nell'ambito di comunità di pratica volte a favorire l’apprendimento e la diffusione degli interventi sostenuti e ad alimentare il dibattito sui temi del welfare di comunità.


IL BUDGET

Il budget a disposizione ammonta a 10 milioni di euro, destinati interamente al finanziamento delle progettualità che verranno selezionate a dicembre 2014.
L’erogazione del contributo avverrà attraverso la stipula di convenzioni annuali che consentiranno di rinegoziare gli importi sulla base di quanto realizzato e di quanto previsto per l’annualità successiva.
La quantificazione del contributo da erogare verrà parametrizzata alla capacità di cofinanziamento privato delle comunità e all'investimento dimostrato dagli enti pubblici territoriali.


I FASE  - CALL FOR IDEAS

Le idee ammissibili
Per essere considerate ammissibili alla valutazione, le idee dovranno soddisfare i seguenti requisiti:
• prevedere l’oggetto dell’intervento all'interno dell’area che comprende la regione Lombardia e le province di Novara e del Verbano Cusio Ossola;
• essere presentate entro la data di scadenza (30 maggio 2014);
• essere proposte da un capofila ammissibile e da una rete territoriale rappresentativa di soggetti pubblici e privati;
• essere coerenti con le linee guida:
- esplicitare l’innovazione che si intende realizzare rispetto alle pratiche ordinarie; si sottolinea che per innovazione si intenderà non necessariamente qualcosa di aggiuntivo, ma anche sperimentazioni che comportino il ripensamento e la trasformazione delle risposte esistenti;
- chiarire l’assetto di governance territoriale su cui poggia l’ipotesi d’intervento;
• attrarre e ricomporre risorse pubbliche e private in un’ottica di programmazione condivisa in grado di adeguare e riorganizzare l’offerta dei servizi.

L’idea progettuale dovrà indicare una stima del costo di progetto sui tre anni, tenendo presente che la dimensione minima ammissibile sarà pari a € 1.500.000 e che il contributo della Fondazione Cariplo potrà coprire fino al 65% dei costi complessivi. Si sottolinea che in questa fase le valorizzazioni non potranno essere conteggiate nella stima dei costi.

Il piano di dettaglio dei costi verrà definito nella fase di accompagnamento alla elaborazione degli studi di fattibilità sulla base di indicazioni fornite da Fondazione Cariplo.


I CRITERI DI VALUTAZIONE

Saranno privilegiate le idee che dimostrino:
• conoscenza del contesto territoriale di riferimento (bisogni, risorse esistenti e potenziali) e chiarezza delle ragioni strategiche alla base dell’idea;
• adesione di uno o più ambiti sociali territoriali, quale elemento di garanzia rispetto alla “coprogrammazione”, all'integrazione pubblico/privato e alla sostenibilità dell’iniziativa;
• fattibilità, ossia percorribilità da un punto di vista culturale, istituzionale e tecnico-operativo (esperienze passate, maturità e solidità delle reti proponenti, disponibilità al cambiamento della pubblica amministrazione e della rete territoriale coinvolta);
• equità, ossia la capacità di realizzare sistemi di cura e protezione in grado di riconoscere il bisogno reale e di garantire regole di accesso chiare e servizi tarati sulle condizioni personali dei beneficiari;
• efficacia, ossia la capacità di migliorare la qualità dei servizi e incrementare i tassi di copertura dei bisogni individuati;
• efficienza, ossia capacità di ottimizzare le risorse, evitando sprechi di spesa e di tempo (anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie), attivando economie di scala e investendo sull'aggregazione e sulla “socializzazione” dei bisogni;
• sostenibilità, ossia la capacità di costruire relazioni e mobilitare in modo diffuso le risorse pubbliche e private (economiche e non) funzionali al sostegno degli interventi: valorizzazioni di beni, tempo e competenze di persone ed enti, proventi da servizi con domanda pagante, forme innovative di raccolta a patrimonio,
anche in collaborazione con le Fondazioni di Comunità, iniziative di responsabilità sociale di impresa;
• capacità di coinvolgere in modo attivo altri attori e risorse non convenzionali nell'ambito di accordi territoriali, inclusi modelli di cooperazione con sistemi di welfare aziendale;
• presenza nella rete territoriale di leadership e capacità comunicative per coinvolgere la comunità e ottenere consenso sull'innovazione proposta;
• creazione di servizi flessibili, personalizzati e multidimensionali, al di là di logiche di settore e target, in grado di rafforzare i legami, prevenire il disagio e promuovere l’autonomia e l’inclusione sociale;
• attivazione e coinvolgimento dei cittadini nella programmazione e produzione delle soluzioni, anche in un’ottica di responsabilizzazione e di restituzione alla comunità dei benefici ottenuti;
• attitudine a coinvolgere il volontariato e ad attrarre forme diverse di “donazione” anche attraverso la valorizzazione dei giovani e degli anziani “silver age”;
• attenzione agli aspetti ambientali e culturali quali elementi che producono senso di appartenenza e benessere per la collettività;
• attenzione alla raccolta di dati quantitativi e qualitativi condivisi funzionali all'identificazione di indicatori di monitoraggio delle attività per migliorare lo sviluppo progettuale e meglio individuare i risultati ottenuti;
• replicabilità delle iniziative proposte.
Non saranno considerate coerenti le idee che non abbiano un’effettiva portata innovativa né di processo né di contenuto/soluzione e che si limitino a reperire risorse ulteriori per gestire l’ordinario o per “spartirle” tra i soggetti della rete.


I SOGGETTI AMMISSIBILI

Le idee dovranno essere presentate da un ente ammissibile (secondo le regole generali illustrate nella Guida alla presentazione), capofila di una rete territoriale pubblica e privata.
Il capofila dovrà possedere requisiti e competenze di natura organizzativa, economica e relazionale che dimostrino la capacità di catalizzare e coordinare gli attori e le risorse della comunità.
Le dinamiche del coinvolgimento degli attori del territorio saranno necessariamente variabili e dipenderanno in modo significativo dal bisogno/problema su cui la rete territoriale intende intervenire e dal contesto di riferimento.
La rete territoriale dovrà contribuire con risorse proprie all'idea di progetto e possedere esperienza nelle attività delle progettazioni proposte.
Potranno essere parte della rete: enti locali, organizzazioni del privato sociale, imprese, associazioni di categoria, associazioni imprenditoriali, enti di formazione, scuole, enti assicurativi e previdenziali,
camere di commercio e tutti gli enti pubblici e privati funzionali allo scopo.
Potranno però essere beneficiari di contributo solo gli enti ammissibili indicati nella Guida alla presentazione.


LE MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

L’idea progettuale deve essere inviata entro il 30 maggio 2014 alle ore 18 compilando la modulistica on line disponibile nell'area riservata del sito di Fondazione Cariplo.


2 - Welfare in azione: link utili

- Il nuovo bando sociale di Cariplo: “sarà una rivoluzione”, post di Lorenzo Bandera su secondowelfare.it
- Il testo del bando
- Le FAQ relative a fase 1
- Il convegno di presentazione in streaming on demand
- Le videoconferenze di approfondimento per le reti che si intendono candidare a fase 1

venerdì 1 novembre 2013

Il Documento Programmatico Previsionale Pluriennale 2013-2018 di Fondazione Cariplo

Fondazione Cariplo ha reso pubblica la bozza del Documento Programmatico Previsionale Pluriennale (D3P) 2013-2018, che la Commissione Centrale di Beneficenza ha elaborato per delineare la strategia di intervento della Fondazione stessa per i prossimi sei anni.
In attesa dell'approvazione del testo definitivo (5 novembre), Fondazione Cariplo raccoglie osservazioni via email (comunicazione@fondazionecariplo.it) o tramite i suoi profili Facebook e Twitter.

Al D3P fanno seguito il Documento Programmatico Previsionale (DPP),
che contiene il budget del primo anno e le migliori previsioni dei successivi due anni, e i Piani D’Azione (PdA), che tracciano le linee guida per lo sviluppo di strumenti coerenti con agli Obiettivi Strategici.

Il D3P individua tre obiettivi strategici trasversali alle quattro aree di intervento della Fondazione:
- crescita dei giovani e loro valorizzazione sociale;
- coesione sociale, beni comuni e welfare comunitario;
- benessere della persona.
Il D3P conferma le quattro aree di tradizionale intervento della Fondazione:
Ambiente;
Arte e cultura;
Ricerca scientifica e trasferimento tecnologico;
Servizi alla persona.

Di seguito, una sintesi (stralci del testo completo con grassetti miei) del D3P. Qui, tutto il documento.

Area Ambiente
Obiettivi generali:
- sviluppare un sistema efficace di gestione, tutela e valorizzazione dei beni comuni e delle risorse ambientali e territoriali;
- ridurre gli impatti ambientali connessi alle attività di produzione e consumo;
- creare opportunità per una nuova economia e un benessere della persona duraturo e responsabile nei confronti dei diritti delle generazioni future e di tutte le popolazioni del mondo.
Obiettivi specifici:
- creare e diffondere strumenti a supporto dello sviluppo di nuove politiche per l’ambiente e della pianificazione ambientale e dell’uso del territorio concertata e informata da parte delle comunità locali;
- puntare sull’educazione alla sostenibilità per la diffusione di comportamenti ambientalmente corretti, attraverso il rafforzamento del ruolo della società civile e la valorizzazione del dialogo interculturale e intergenerazionale, anche promuovendo nuove opportunità di sviluppo della green economy e dei green jobs;
- migliorare la pianificazione, la gestione e la fruizione delle risorse ambientali, sostenendo in particolare una tutela e una fruizione rispettosa sia del patrimonio naturale sia della tradizione culturale, che mirino a coniugare conservazione e sviluppo sostenibile e a coinvolgere tutta la comunità nella cura del proprio territorio;
- favorire nuovi modelli di consumo dell’energia e delle risorse naturali, promuovendo interventi volti all’identificazione degli sprechi, alla riduzione dei consumi e all’adozione di innovative soluzioni costruttive, nonché l’utilizzo di fonti rinnovabili;
- promuovere una mobilità sostenibile delle persone e delle merci, favorendo sia la mobilità dolce, sia l’introduzione di sistemi innovativi di gestione dei trasporti, che garantiscano il diritto alla salute e il buon uso del territorio.

Area Arte e cultura
Tre sotto-aree.

Cultura e sviluppo
Utilizzando meccanismi tipici della pianificazione strategica della cultura, già sperimentati soprattutto nell’ambito del progetto Distretti Culturali, Fondazione Cariplo promuoverà processi di coordinamento e integrazione delle politiche e dei programmi tra gli enti locali e le organizzazioni culturali del territorio.
Parallelamente, la Fondazione proseguirà il cammino intrapreso negli ultimi anni a sostegno della conservazione, del restauro e della messa in sicurezza del patrimonio a rischio attraverso interventi innovativi sotto il profilo metodologico.
Questi interventi dovranno essere in grado da una parte di creare occupazione e nuove professionalità sul territorio e dall’altra di coinvolgere e condurre le comunità a riappropriarsi e divenire custodi del loro patrimonio artistico e culturale.

Cultura e impresa
Fondazione Cariplo sosterrà il consolidamento delle istituzioni culturali attraverso l’adozione di modelli organizzativi più sostenibili che, alla qualità della proposta artistica e culturale, sappiano affiancare l’applicazione di principi tipici del mondo imprenditoriale. Inoltre, la Fondazione favorirà l'incontro tra tali istituzioni e le imprese.
La Fondazione continuerà a scommettere sull’innovazione e la creatività giovanile in ambito culturale puntando al rafforzamento dell’approccio imprenditoriale e alla creazione di occupazione giovanile qualificata.
Infine una novità: Fondazione Cariplo intende esplorare delle forme per contribuire alla patrimonializzazione di determinati soggetti del settore culturale attraverso strumenti filantropici più elaborati.

Cultura e cittadinanza
La Fondazione rinnoverà il proprio impegno a favore dell’incremento della domanda di cultura da un punto di vista sia qualitativo che quantitativo, investendo in iniziative capaci di stabilire un rapporto diretto con i cittadini e di favorirne l’abitudine a frequentare i luoghi della cultura.
La Fondazione continuerà a puntare sulle istituzioni del settore come “mediatori culturali” stimolandole a coinvolgere sempre più i cittadini nei processi di fruizione e produzione culturale.
(connessioni tra l’Area Arte e Cultura e quella dei Servizi alla Persona).

Area Ricerca scientifica e trasferimento tecnologico
Fondazione Cariplo sosterrà le ricerche più competitive e all’avanguardia nel panorama internazionale e incoraggerà linee di ricerca non convenzionali, utili a incrementare la dinamicità dei sistemi di produzione scientifica. Particolare attenzione a:
- partnership tra gruppi e organizzazioni che operano nel campo della ricerca scientifica sia sul territorio di riferimento, sia favorendo la collaborazione tra questi e i migliori centri internazionali;
- valorizzazione delle conoscenze prodotte, attraverso la divulgazione nella società dei risultati ottenuti, privilegiando modalità che assicurino una comunicazione scientifica libera da pregiudizi e perseguendo contemporaneamente l’alfabetizzazione scientifica;
- internazionalizzazione dei percorsi di laurea e post laurea e potenziamenti del rapporto osmotico tra università e impresa;
- integrazione dei metodi e dei risultati delle scienze dure con quelli delle scienze organizzative, economiche e sociali: ponendo al centro i fabbisogni del territorio e delle comunità locali;
- sostegno alla ricerca utile al miglioramento della qualità della vita.

Area Servizi alla persona
Nel campo dei servizi alla persona, l’azione della Fondazione si concentrerà, in continuità anche con le scelte assunte in passato, principalmente in ambito “sociale”, secondo una definizione allargata che include in questo settore oltre alle tradizionali politiche socio-assistenzali, anche quelle abitative, di inserimento lavorativo e connesse ai processi di apprendimento.
Principi di riferimento:
- approccio fortemente sussidiario che valorizzi prioritariamente il protagonismo delle organizzazioni di privato sociale più vicine ai soggetti che manifestano il bisogno;
- impegno all’attivazione delle risorse (personali e comunitarie), sostenendo la responsabilizzazione delle comunità e degli individui, la compartecipazione dei singoli portatori di bisogno, mantenendo attenzione ai contesti più fragili; verrà quindi privilegiata una prospettiva promozionale, volta a perseguire l'emancipazione dal bisogno, ma anche dall'assistenza, rafforzando le dimensioni dell'autonomia personale e della partecipazione attiva alla vita sociale;
- impegno a favorire convergenze tra strumenti diversi: fondo perduto, finanziamenti, nuovi strumenti di finanza sociale, fondi immobiliari (housing sociale);
- una tensione sistematica a favorire da un lato la ricomposizione delle risorse (pubbliche e private), per valorizzare una complementarità virtuosa ed evitare diseconomie, sprechi e duplicazioni e dall’altro la “patrimonializzazione delle comunità”;
- attenzione alla costruzione di sistemi di governance locale basati su reti multilivello e multistakeholder, sulla base di competenze specifiche, sviluppando processi di negoziazione e di co-partecipazione, superando una logica gerarchica e burocratica o ipercompetitiva per arrivare a una vera e propria programmazione sociale allargata che sappia selezionare priorità condivise e soluzioni sostenibili d’intervento.

martedì 1 ottobre 2013

Start-up imprenditoria sociale anche a Pavia!

C'è tempo fino al 21 ottobre 2013 per partecipare all'avviso pubblico Start-up imprenditoria sociale, finalizzato a offrire servizi gratuiti di accompagnamento allo sviluppo di un progetto di impresa nei settori di assistenza sociale, assistenza sanitaria, assistenza socio sanitaria, educazione, istruzione e formazione, tutela ambientale e dell’ecosistema, tutela dei beni culturali, turismo sociale, formazione post-universitaria, ricerca ed erogazione di servizi culturali, formazione extrascolastica.
I servizi sono rivolti a singoli o gruppi di aspiranti imprenditori e verranno erogati dalle Camere di Commercio di una quarantina di province italiane a opera di tutor specializzati, che assisteranno i proponenti nello svolgimento delle attività di sviluppo del progetto di impresa, nella elaborazione del business plan, nel raccordo con il sistema del credito, nella costituzione della società.
L'iniziativa è promossa da Universitas Mercatorum ed è attiva anche a Pavia, attraverso PAVIASVILUPPO, Azienda speciale della locale Camera di Commercio.
Informazioni:
Universitas Mercatorum
PAVIASVILUPPO

martedì 30 luglio 2013

La Nuova Learning Week di Regione Lombardia

L'Avviso di Regione Lombardia "Nuova Learning Week" - per la costituzione del Catalogo 2013/2014 e 2014/2015 - è online qui.

Attive dal 2008 (qui e qui i blog di due percorsi che ho curato per Istituto Santachiara), le Learning Week sono "settimane di studio, apprendimento, acquisizione di esperienze e sviluppo di relazioni, in modalità intensiva full immersion - anche residenziali" rivolte a studenti di almeno sedici anni di età.

Rispetto alle precedenti edizioni, queste le principali novità del bando.

# Le aree di intervento (cinque) sono suddivide in due linee d'azione ciascuna, e così ridefinite:
A. Successo formativo.
Percorsi finalizzati a consolidare le competenze sviluppate nell’ambito dei programmi scolastici.
I. Supporto al successo formativo per il superamento delle difficoltà.
II. Rafforzamento delle competenze.
B. Educazione alla cittadinanza e ai diritti umani.
Percorsi mirati a sviluppare il senso del rispetto reciproco, la solidarietà, la capacità di accoglienza e apertura senza pregiudizi, anche in termini di educazione alla cittadinanza attiva.
I. Integrazione socio-culturale.
II. Informazione e sensibilizzazione sui temi della legalità e delle pari opportunità e non discriminazione.
C. Orientamento.
Percorsi finalizzati a fornire agli studenti strumenti di orientamento e auto-valutazione, per operare scelte formative e/o professionali consapevoli.
I. Orientamento alla formazione.
II. Orientamento al lavoro.
D. Bisogni educativi speciali.
Percorsi che si propongono di realizzare contesti educativi e formativi privilegiati, mirati all’inclusione scolastica degli studenti.
I. Integrazione degli studenti con disabilità.
II. Rafforzamento dell’autonomia volti a sostenere studenti con DSA.
E. Transnazionalità.
Percorsi organizzati all’estero (nell’ambito dei Paesi UE) e in collaborazione con partner europei.
I. Confronto fra modelli.
II. Rafforzamento della cultura europea e della cittadinanza attiva.

# In sede di progettazione dei percorsi, è richiesta particolare attenzione ai temi del patrimonio culturale materiale e immateriale, del settore dell’industria culturale e delle imprese e professioni creative, del patrimonio paesaggistico e ambientale, dell'ecologia, della sostenibilità e della green economy (premialità addizionale in sede di valutazione).

# È obbligatorio un partenariato tra l’operatore accreditato dalla Regione Lombardia e almeno una Scuola secondaria di secondo grado / Istituto di Istruzione secondaria superiore.

# È possibile (incoraggiata) l'estensione del partenariato ad altri soggetti (accreditati e/o non accreditati), alle università e alle istituzioni AFAM.

L'avviso scade il 15 ottobre 2013.

giovedì 31 gennaio 2013

I bandi di Fondazione Cariplo 2013

Ieri e oggi Fondazione Cariplo ha presentato e presenta i suoi bandi 2013.
Nella giornata appena trascorsa, ho seguito gli incontri dedicati ai progetti per l'ambiente e per il sociale.
Rispetto al 2012, molte conferme e qualche novità.

Di seguito, alcuni primi, rapidi appunti sparsi.

Organizzazioni ammissibili
Al consueto elenco, si aggiungono quest'anno le "cooperative che operano nel settore dello spettacolo, dell'informazione e del tempo libero" (paragrafo 3 della riveduta Guida alla presentazione).

Descrizione dettagliata del progetto
Oltre ai tradizionali capitoli (contesto progettuale, obiettivi del progetto, strategia d'intervento, organizzazione richiedente, piano economico dettagliato) la Fondazione chiede di corredare la descrizione del progetto con un "piano di comunicazione" (paragrafo 9 della riveduta Guida alla presentazione).

Progetti per l'ambiente
Fondazione Cariplo conferma i principali strumenti erogativi:
* Scuola 21 (scadenza 5 aprile 2013);
* Costruire comunità sostenibili (scadenza 24 aprile 2013);
* Realizzare la connessione ecologica (scadenza 17 giugno 2013);
* Promuovere il rafforzamento delle organizzazioni nonprofit attive in campo ambientale (scadenza 28 giugno 2013);
e propone una novità:
*Promuovere gli investimenti locali in efficienza energetica ed energie rinnovabili (senza scadenza).
Il bando Salvaguardare gli spazi aperti in ambito urbano e
peri-urbano verrà pubblicato probabilmente a maggio 2013.

Progetti per il sociale (Servizi alla persona)
Fondazione Cariplo propone gli ormai consueti bandi:
* Potenziare le risposte ai bisogni degli anziani e delle loro famiglie (scadenza 29 marzo 2013);
* Diffondere e potenziare l’abitare sociale temporaneo (senza scadenza);
* Favorire lo sviluppo dell’impresa sociale per inserire al lavoro persone in condizione di svantaggio (senza scadenza);
* Promuovere e sostenere reti per l’affido familiare (senza scadenza).
L'area Servizi alla persona - è stato annunciato - sta mettendo a punto nuovi strumenti erogativi: intorno a giugno 2013 verranno pubblicati nuovi bandi, anche con riferimento al mondo giovanile.

giovedì 3 gennaio 2013

Metodi e obiettivi per un uso efficace dei Fondi comunitari 2014-2020: è online il documento del Ministro Barca

E' online dal 27 dicembre scorso un testo del Ministero per la Coesione territoriale che propone Metodi e obiettivi per un uso efficace dei Fondi comunitari 2014-2020.

Si tratta del Fondo europeo di Sviluppo regionale (FESR), del Fondo Sociale europea (FSE), del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

Il documento avvia il confronto pubblico finalizzato alla preparazione, tra il gennaio e la primavera 2013, dell’Accordo di partenariato tra Stato italiano e Commissione europea e dei Programmi operativi relativi a ciascun Fondo: un "confronto partenariale" tra Amministrazioni centrali, Regioni, Enti Locali e soggetti del Partenariato economico e sociale. Contestualmente, il testo del Ministro Barca apre una consultazione pubblica aperta a tutti coloro che intendono fornire contributi (da inviare entro il 15 febbraio all’indirizzo dps.programmazione2014-2020@tesoro.it).

Metodi e obiettivi per un uso efficace dei Fondi comunitari 2014-2020 (scaricabile qui) non entra nel merito dei contenuti dell'Accordo e dei Programmi ma propone un metodo per un utilizzo delle risorse europee e nazionali "più tempestivo ed efficace" di quanto avvenuto per il bilancio europeo 2007-2013", indicando la "necessità di contribuire, con un riscatto della qualità dell’azione pubblica, sia alla ripresa della produttività in tutti i territori, sia a un salto di qualità dei servizi essenziali nel Mezzogiorno".
In particolare il testo individua sette innovazioni generali di metodo, configurando un "sistema di valutazione pubblica aperta".

1. Risultati attesi
Gli obiettivi stabiliti dalla programmazione operativa saranno definiti sotto forma di risultati attesi, da attuare in termini di qualità della vita delle persone e/o di opportunità per le imprese. I risultati attesi saranno misurati da uno o più indicatori di risultato, associati a valori obiettivo. L’esplicitazione e la misurabilità dei risultati attesi consentirà di rendere evidenti le finalità degli interventi, dando la possibilità alle infrastrutture di definire i piani di esercizio, stimolando l'azione degli amministratori, soprattutto fornendo ai cittadini e alle loro organizzazioni un metro per verificare l’azione pubblica e per esercitare la "propria pressione".

2. Azioni
I programmi operativi indicheranno con precisione le azioni che si intendono finanziare: "liste di interventi infrastrutturali con riferimento al loro stato di progettazione; tipologie di servizi da finanziare con i criteri per assegnare i fondi; misure per la concessione di agevolazioni, con l'individuazione ex ante delle procedure e della tempistica per la definizione di bandi/avvisi; progetti complessi di valorizzazione di aree territoriali con l’esplicitazione di modalità innovative di selezione degli interventi più rispondenti ai bisogni territoriali".
Di conseguenza, all’approvazione dei Programmi operativi seguirà la realizzazione di azione già definite e non, come accadeva in passato, l’avvio di un confronto su “cosa effettivamente fare” per dare contenuto concreto a indicazioni ancora vaghe.

3. Tempi previsti e sorvegliati
Le due innovazioni sopra descritte consentono di “prendere sul serio" il rispetto dei tempi di attuazione delle azioni. Per ovviare alla tradizionale scarsa attenzione all'osservanza del timing stabilito (si tratta di uno dei principali mali dell’azione pubblica in Italia, con effetti particolarmente gravi nel caso degli investimenti per lo sviluppo) i nuovi Programmi operativi assoceranno a ogni azione i suoi tempi previsti di attuazione. A questo sistema di previsione corrisponderà un forte sistema centrale di sorveglianza.

4. Apertura
Sulla falsariga del prototipo OpenCoesione, portale sull'attuazione degli investimenti programmati nel ciclo 2007-2013 da Regioni e amministrazioni centrali dello Stato, tutte le informazioni relative all'uso dei Fondi comunitari e ai risultati da essi prodotti saranno rese trasparenti e aperte: "le informazioni verranno rese disponibili secondo formati unificati nazionali, in modo al tempo stesso comprensibile e scaricabile per usi di ogni genere". In questo modo "i cittadini, singoli o organizzati, possano esercitare una pressione sugli amministratori, spronandoli a far bene".

5. Partenariato mobilitato
Il principio europeo del partenariato verrà esteso alla fase discendente della programmazione, coinvolgendo (al disegno dei bandi, in primo luogo) le parti economiche e sociali e tutti i soggetti che dalle azioni sono potenzialmente influenzati o che alle azioni possano dare un contributo di conoscenza. La mobilitazione di tali soggetti sarà soddisfatta indicando in ogni Programma operativo i “centri di competenza” rilevanti e il modo in cui essi saranno coinvolti.

6. Valutazione di impatto
La valutazione non è una novità per i Programmi dei Fondi comunitari, ma nella stagione 2014-2020 gli strumenti di valutazione dovranno essere messi maggiormente al servizio dei portatori di interesse e dei cittadini beneficiari. Inoltre, si darà "centralità e impulso alla valutazione di impatto, ossia alla valutazione del se, in quale misura ed eventualmente per quali soggetti, le azioni adottate abbiano effettivamente effetti per la qualità di vita delle persone e/o le opportunità delle imprese".

7. Forte presidio nazionale
La settima innovazione di metodo fa riferimento a un presidio nazionale rafforzato che preveda: (a) di consolidare la natura non-contrattabile di questi indirizzi generali, che dovranno essere applicati nell’Accordo di partenariato e in ogni Programma operativo; (b) di prevedere la possibilità che il centro lanci, in determinati territori, azioni di co-progettazione strategica territoriale, che partano da analisi e ipotesi elaborate dagli enti territoriali, ritenute utili ma inadeguate, e che si rafforzino con l'apertura ai contributi di soggetti privati e pubblici nazionali o internazionali; (c) di trasformare il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica in una Agenzia, per coordinare e affiancare l’azione delle Amministrazioni nell’attuazione di programmi e interventi con le necessarie  competenze tecniche e flessibilità organizzativa.

Questo post, in versione più articolata, è stato pubblicato anche su Secondo Welfare, qui.

lunedì 10 dicembre 2012

Bando per la presentazione di progetti di comunicazione digitale per il business delle Micro Piccole Medie Imprese lombarde

La Regione Lombardia e il Sistema delle Camere di Commercio lombarde hanno promosso un bando per finanziare nuovi progetti di comunicazione digitale.


Il Bando vuole incentivare progetti di investimento in strategie di marketing innovation da parte di micro, piccole e medie imprese lombarde che intendono sfruttare tutte le nuove forme e tecnologie di comunicazione digitale per aumentare il proprio business, aggiungere valore ai propri prodotti e servizi e trovare nuovi mercati attraverso internet e gli strumenti web 2.0. Sono previste 2 misure:
Misura a) progetti di comunicazione digitale volta a finanziare l’introduzione in azienda di progetti di comunicazione e marketing digitale finalizzati a sviluppare nuovi processi comunicativi e/o nuovi modelli di business;
Misura b) giovani per la creatività digitale per favorire l’inserimento professionale dei giovani e la stabilizzazione professionale di lavoratori già presenti in azienda per realizzare progetti di comunicazione digitale finalizzati ad innalzare la competitività delle aziende in ambito locale, nazionale e internazionale.
Scadenza del bando: 24 gennaio 2013.
Tutte le informazioni qui.

mercoledì 29 agosto 2012

Azione Locale Partecipata e Sviluppo Urbano Sostenibile

Sono aperti fino al 3 settembre 2012 i termini per inviare domanda di iscrizione al corso di perfezionamento post lauream "Azione Locale Partecipata e Sviluppo Urbano Sostenibile", giunto alla dodicesima edizione.
L'iniziativa formativa è organizzata dall'Università IUAV di Venezia - Facoltà di Pianificazione del Territorio, in collaborazione con il DiAP del Politecnico di Milano e con il patrocinio del coordinamento delle Agende 21 Locali italiane.
Ho frequentato l'edizione 2009-2010 del corso e ho trovato l'esperienza interessante, utile e divertente.
Si legge sulla pagina web di presentazione:
Il corso è rivolto a professionisti, funzionari e dirigenti, neo-laureati e ricercatori, che desiderano arricchire le proprie conoscenze sui metodi e le tecniche per l’ascolto e il coinvolgimento dei cittadini, per la costruzione di strategie e scelte condivise, e per la realizzazione di progetti partecipati.
(Continua a leggere su www.azionelocale.net/corso)

martedì 24 aprile 2012

Il bando "Costruire legami nelle comunità locali" 2012 di Fondazione Cariplo

Dopo le prime esperienze del 2009 e del 2011, Fondazione Cariplo lancia l'edizione 2012 del bando "Costruire legami nelle comunità locali", con scadenza 17 luglio 2012.
La novità principale è che il bando, contrariamente alle due edizioni precedenti, è in un'unica fase.

Al centro del bando c'è il tema della "coesione sociale", che non può "più essere attesa quale esito naturale e spontaneo di società sempre più eterogenee e frammentate", ma che è vista come condizione necessaria per "attivare e riprodurre processi virtuosi di benessere, appartenenza, socialità, solidarietà, partecipazione, e, non ultimo, responsabilità e risoluzione dei propri bisogni, così da avviarsi verso un modello di welfare comunitario".
Questa la definizione di "coesione sociale", così come esposta nel bando:
Con il termine di coesione sociale ci si riferisce, quindi, all’abilità continuamente rigenerata da una società di prendersi cura del
benessere multidimensionale e dinamico, personale e collettivo,
presente e futuro, materiale e immateriale, dei propri membri.
La Coesione Sociale appare quindi al contempo premessa e
prodotto di legami positivi, efficaci e significativi che coinvolgono
tutti gli abitanti e si traducono in forme plurime, sia informali che
formalizzate, di mutua appartenenza e solidarietà, di cura e corresponsabilità, dentro un quadro sufficientemente stabile e condiviso di senso, riconoscimento e inclusione.
Coesione Sociale non è quindi un fine in sé, quanto un mezzo
per realizzare comunità meno vulnerabili, in quanto maggiormente in grado di rispondere alle domande dei propri membri, di prevenire e combattere forme di esclusione e di disuguaglianza.
Obiettivi del bando:
•     contribuire a un cambiamento significativo nelle percezioni e nei comportamenti degli abitanti rispetto alle dimensioni di radicamento, di corresponsabilità, di mutualità;
•     rilanciare il coinvolgimento e il protagonismo degli abitanti stessi alla vita locale;
•     proporre la sperimentazione di forme di intervento coordinato e di regia nella costruzione di risposte alle questioni poste dalla comunità locale e dai suoi membri, pur nella diversità di ruoli, competenze e capacità dei diversi attori sociali coinvolti;
•     sperimentare un migliore utilizzo delle risorse formali ed informali, materiali e immateriali del territorio (umane, economiche, spazi, servizi etc);
•     promuovere la crescita di ruolo, di competenze, di sinergie e di corresponsabilità dei soggetti del partenariato e degli altri soggetti del territorio, anche in termini di sviluppo della capacità di lettura e di rappresentazione dei problemi del contesto.
I progetti presentati devono agire su territori (chiaramente descritti come comunità locali fragili) caratterizzati dalla presenza di una o più delle seguenti condizioni di difficoltà:
- di convivenza: difficoltà di integrazione e di dialogo, presenza di forme di conflittualità non mediate, insicurezza diffusa, mancanza di occasioni e di luoghi di aggregazione e di socialità
- sociali: alta incidenza di gruppi o individui deboli o isolati, presenza di diseguaglianze interne al quartiere e tra il quartiere e la città, incremento delle fragilità personali e familiari di natura socio-economica, poca presenza e/o ridotta accessibilità a servizi
- abitative: eccessiva concentrazione di abitanti o per contro forte isolamento,
situazioni di degrado urbano
- culturali: basso livello scolastico, poche iniziative.
Inoltre, Fondazione Cariplo dichiara di voler prediligere interventi rivolti acontesti territoriali  chiaramente identificati e di piccole dimensioni (quartiere, insieme di quartieri contigui, comune, eccetera).

Linee guida
Fondazione Cariplo chiede di:
1) valorizzare l’intero iter della costruzione progettuale quale momento fondativo dell’intera proposta (ovvero: costruire la proposta progettuale dal basso, sul terreno, con un processo si azione locale partecipata; vedi l'appendice al bando: Linee Guida per l’analisi del contesto)
2) sostenere la sperimentazione di interventi costruiti attorno a poche e chiare priorità ben identificate, individuando una strategia di intervento forte, ben espressa, che unifichi le azioni proposte e sia in grado di suscitare interesse, aggregare e coinvolgere gli abitanti e le diverse componenti del territorio
3) articolare comunque gli interventi su tre direttrici di lavoro (nessuna esclusa): a) legami con lo spazio di vita, b) legami tra le persone e c) legami tra le diverse realtà della comunità locale.

Criteri di ammissibilità formale (tra gli altri):
- prevedere l’oggetto dell’intervento in un territorio non finanziato sul Bando Coesione Sociale 2009 e sul Bando Coesione Sociale 2011;
- avere durata di 36 mesi, con inizio non prima di gennaio 2013;
- formulare una richiesta di contributo alla Fondazione Cariplo non inferiore a euro 50.000 e non superiore a euro 350.000;
- formulare una richiesta di contributo non superiore al 70% dei costi di progetto;
- prevedere costi per beni immobili e altri costi ammortizzabili non eccedenti il 20% dei costi totali del progetto.

Enti non ammissibili
Gli enti pubblici non potranno partecipare ai progetti e chiedere contributi in qualità di enti capofila o partner.
Gli enti beneficiari in qualità di capofila di un contributo nell’ambito delle edizioni 2009 e 2011 del bando Coesione non potranno partecipare ai progetti e chiedere contributi in qualità di enti capofila, ma solo come partner.
Entrambe le tipologie di enti potranno far parte della rete o essere cofinanziatori.

giovedì 1 marzo 2012

Costruire comunità sostenibili: un bando di Fondazione Cariplo 2012

Tra i bandi di Fondazione Cariplo 2012, c'è una new entry: Costruire comunità sostenibili.
"Il bando - si legge al paragrafo "obiettivi" - intende contribuire allo sviluppo di iniziative finalizzate a una gestione del ciclo delle risorse efficiente e sostenibile nelle comunità locali, la cui efficacia possa essere sperimentata, documentata e applicata in altri contesti. In particolare, verranno sostenuti progetti che propongano soluzioni efficaci e condivise alle problematiche ambientali legate ai cicli integrati di acqua, energia, rifiuti".
Costruire comunità sostenibili, in realtà, non è un bando del tutto nuovo: è l'evoluzione di "Educare alla sostenibilità" (bandi Cariplo 2009 - 2011) e di "Promuovere l’educazione ambientale (2003 - 2008).
Cariplo è partita dunque dalla più tradizionale "educazione ambientale" (fino al 2008 il bando ha soprattutto premiato interventi educativi volti a favorire comportamenti sostenibili con particolare riferimento al mondo della scuola) per arrivare a un bando che chiama in causa la capacità delle comunità locali di mettere in pratica ("costruire") cambiamenti concreti e misurabili (sul sito della Fondazione, in uno degli esempi di "quadro logico" allegati al bando, si cita esplicitamente il modello 4R - Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero).
Con Energetica, associazione di educazione alla sostenibilità di Santa Maria della Versa, avevamo fatta nostra questa impostazione già lo scorso anno (a valere sul vecchio bando "Educare alla sostenibilità") quando avevamo ideato e presentato a Fondazione Cariplo (con capofila il Comune di Stradella e partner Energetica) il progetto "Le 4R di Stradella: riduco, riuso, riciclo, rispetto". L'iniziativa è stata finanziata da Cariplo, sostenuta da Broni-Stradella SpA, ed è attualmente in corso: consiste in un intervento integrato con protagonista tutta la comunità locale di Stradella, declinato in cinque Azioni: le 4R del Municipio, le 4R della Cittadinanza, le 4R della Scuola le 4R dei Commercianti, le 4R delle Associazioni.

Qui il blog del progetto, curato da Irene Sorrentino.