Se ne parla in questo momento a Vigevano nell'ambito del forum Giovani e Creatività digitale (ne ho scritto qui), organizzato da Consorzio AST.
Qui il live-tweeting dell'evento.
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giovedì 6 giugno 2013
sabato 1 giugno 2013
Pavialearning 2.0: live-tweeting collage
Venerdì 24 maggio scorso la comunità professionale di Pavialearning 2.0 si è confrontata nell'ambito del seminario pubblico Didattica digitale e comunità professionali | Un’esperienza in provincia di Pavia (qui il programma).
Ho documentato la discussione con un live-tweeting da cui ho tratto un collage, pubblicato qui. In attesa di materiali più sostanziosi, presto online su odpfsantachiara.it/pavialearning.
Ho documentato la discussione con un live-tweeting da cui ho tratto un collage, pubblicato qui. In attesa di materiali più sostanziosi, presto online su odpfsantachiara.it/pavialearning.
Vedi anche:
domenica 26 maggio 2013
Verso la creative city
Si è svolto il 14 maggio scorso, a Genova, Verso la creative city | Ripensare la città a misura della creative economy , un convegno del progetto Creative Cities, finanziato dal programma Central Europe (qui il flyer dell'iniziativa).
Nella Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale, la giornata è stata occasione di confronto sul rapporto tra cultura e sviluppo; di approfondimento sulle forme e i metodi della creative economy, tra distretti creativi, incubatori e reti; di discussione sulle politiche culturali in tempo di crisi e sulla necessità di riconnettere produzione e consumo culturale.
Carla Sibilla (Comune di Genova, Assessore Cultura e Turismo) ha illustrato le iniziative in corso a Genova, con particolare riferimento al distretto culturale audiovisivo nel quartiere periferico di Cornigliano e al distretto culturale della Maddalena, in centro storico. Francesco Oddone (Comune di Genova, Assessore Sviluppo Economico) ha presentato i programmi di Genova Smart City.
Gloria Piaggio (Comune di Genova, Smart City) ha raccontato la funzione positiva che l'Associazione Genova Smart City (ottanta soci tra imprese grandi e piccole, istituzioni, associazioni di categoria, enti di ricerca e organizzazioni della società civile) sta svolgendo per "integrare le diverse risorse e iniziative in una visione comune di futuro e in un'idea condivisa di trasformazione" e ha sottolineato, facendo riferimento al "documento Barca" come il Comune di Genova stia affiancando la Regione Liguria nella pianificazione dei Fondi comunitari 2014 - 2020.
Emilia Saglia e Fabio Tenore (Comune di Genova, Creative Cities) hanno illustrato i risultati di un progetto che sta costruendo una rete internazionale di industrie creative e che ha contribuito alla stesura del Libro verde della Commissione Europea Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare; hanno parlato di cluster settoriali e intersettoriali; hanno presentato genovacreativa.it e creart-eu.org.
Roberta Prampolini e Daniela Rimondi (Università di Genova) hanno presentato i risultati di un'indagine qualitativa sul settore audiovisivo a Genova e in Liguria.
Mimma Gallina (Associazione Ateatro) ha richiamato la necessità di risorse pubbliche per far crescere la cultura, confrontandosi con Luca Dal Pozzolo (Fondazione Fitzcarraldo), che ha sottolineato l'esigenza, per gli enti locali, di cambiare metodo: basta con la distribuzione di risorse a pioggia e, invece, avvio della stagione delle politiche culturali, delle strategie e delle (conseguenti) scelte; in un tempo nel quale tutto è cultura e nel quale la cultura è accessibile a tutti e non solo alle élite, gli enti locali devono organizzare, favorire alleanze, accreditare progetti, far emergere risorse al livello dei cittadini, ma non essere più il principe che elargisce. Claudio Bocci (Federculture) ha presentato il modello vincente di Parchi della Val di Cornia SpA, la società che gestisce l'omonimo sistema turistico e culturale sulla costa degli Etruschi (trenta piccole aziende coinvolte a vario titolo per complessivi duecento occupati). Roberta Comunian (King's College, Londra) ha svolto un intervento denso e appassionato, presentando (semplifico) due modelli di città creativa: il modello di Richard Florida (L'ascesa della nuova classe creativa, 2002), che mette al centro la presenza di industrie creative e gli investimenti connessi alla loro attività e un modello "alternativo", che miscela la dimensione culturale con quella sociale, basato sulla partecipazione, la rigenerazione, il capitale umano, la qualità della vita; secondo questo modello le città creative non devono investire esclusivamente in luoghi e opere "importanti" ma puntare soprattutto sulle botteghe e sulle periferie, nella consapevolezza che il ritorno economico non è una prerogativa del settore culturale e che dall'investimento in cultura derivano piuttosto crescita culturale e sociale. Secondo Comunian "tutti cercano il modello perfetto per costruire la città creativa, ma questo modello non c'è"; allora, bisogna valorizzare la complessità, declinare la creatività con riferimento al contesto specifico, analizzare la relazione tra sviluppo della cultura e soluzione di altri problemi. Queste le raccomandazioni di Comunian: a) l'intervento sulle strutture non deve prevalere sulla promozione di attività culturali sul territorio; b) occorre valorizzare la libertà creativa; c) bisogna aver chiaro che la cultura non promuove solo sviluppo economico ma sopratutto sociale, intellettuale e (ovviamente) culturale; d) si deve valorizzare il senso di appartenenza e il protagonismo degli abitanti e la qualità della vita locale; e) è utile puntare sulla peculiarità e la distintività dei luoghi (non tutto è Barcellona); f) è più facile ottenere risultati puntando sullo sviluppo delle reti e sulla connessione di spazi pubblici e non profit. Queste le tre sfide: 1) puntare non solo processi basati sulla rigenerazione di strutture ma anche rigenerazione delle persone e promozione della partecipazione ; 2) non alienare dai processi di cambiamento le persone che vivono nelle città oggetto di intervento; 3) riconciliare arte e cultura con chi di solito non partecipa e non capisce. Fattore importante: il tempo. Rischio: puntare sulle "opere" quando ci sono le risorse e entrare in crisi nella fase "post fondi", proprio perché si è puntato solo sulle opere. Andrea Rocco (Genova e Liguria Film Commission) ha illustrato l'esperienza del distretto culturale audiovisivo di Cornigliano, nell'area dismessa e oggi bonificata delle acciaierie Ilva; oggi l'edificio che ospitava gli uffici amministrativi dell'Ilva è diventato Videoporto e ospita più di trenta imprese del settore audiovisivo, oltre a luoghi attrezzati per la produzione; la stessa Genova e Liguria Film Comission ha sede nell'adiacente Villa Bombrini (Qui il racconto di come la Società Per Cornigliano ha recuperato l'area del compendio siderurgico e il giardino della Villa, a partire dal 2005). Rocco ha spiegato che le imprese si sono localizzate nel Videoporto per rompere l'isolamento, per l'elevata convenienza economica, per la possibilità di accedere ai luoghi attrezzati per la produzione a prezzi vantaggiosi, per il fatto che Film Commission porta a Genova produzione che spesso necessitano di forniture. A Cornigliano le imprese trovano quindi uffici, sale riunioni, location, formazione, networking, possibili commesse. Philippe Foulquié ha raccontato l'esperienza della Friche de la Belle de Mai a Marsiglia (qui il sito), la storia di come una ex manifattura di tabacco è stata trasformata in un luogo di creazione artistica e artigianale, di produzione culturale, di diffusione e comunicazione del sapere (qui una scheda del progetto in italiano). Infine, Marco Geronimi Stoll, di Rete Smarketing, ha presentato i principi e le metodologie dello Smarketing: bassa delega ai consulenti della comunicazione, elevata autonomia dei clienti, self help, dilettanti competenti, capacitazione.
Nella Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale, la giornata è stata occasione di confronto sul rapporto tra cultura e sviluppo; di approfondimento sulle forme e i metodi della creative economy, tra distretti creativi, incubatori e reti; di discussione sulle politiche culturali in tempo di crisi e sulla necessità di riconnettere produzione e consumo culturale.
Carla Sibilla (Comune di Genova, Assessore Cultura e Turismo) ha illustrato le iniziative in corso a Genova, con particolare riferimento al distretto culturale audiovisivo nel quartiere periferico di Cornigliano e al distretto culturale della Maddalena, in centro storico. Francesco Oddone (Comune di Genova, Assessore Sviluppo Economico) ha presentato i programmi di Genova Smart City.
Gloria Piaggio (Comune di Genova, Smart City) ha raccontato la funzione positiva che l'Associazione Genova Smart City (ottanta soci tra imprese grandi e piccole, istituzioni, associazioni di categoria, enti di ricerca e organizzazioni della società civile) sta svolgendo per "integrare le diverse risorse e iniziative in una visione comune di futuro e in un'idea condivisa di trasformazione" e ha sottolineato, facendo riferimento al "documento Barca" come il Comune di Genova stia affiancando la Regione Liguria nella pianificazione dei Fondi comunitari 2014 - 2020.
Emilia Saglia e Fabio Tenore (Comune di Genova, Creative Cities) hanno illustrato i risultati di un progetto che sta costruendo una rete internazionale di industrie creative e che ha contribuito alla stesura del Libro verde della Commissione Europea Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare; hanno parlato di cluster settoriali e intersettoriali; hanno presentato genovacreativa.it e creart-eu.org.
Roberta Prampolini e Daniela Rimondi (Università di Genova) hanno presentato i risultati di un'indagine qualitativa sul settore audiovisivo a Genova e in Liguria.
Mimma Gallina (Associazione Ateatro) ha richiamato la necessità di risorse pubbliche per far crescere la cultura, confrontandosi con Luca Dal Pozzolo (Fondazione Fitzcarraldo), che ha sottolineato l'esigenza, per gli enti locali, di cambiare metodo: basta con la distribuzione di risorse a pioggia e, invece, avvio della stagione delle politiche culturali, delle strategie e delle (conseguenti) scelte; in un tempo nel quale tutto è cultura e nel quale la cultura è accessibile a tutti e non solo alle élite, gli enti locali devono organizzare, favorire alleanze, accreditare progetti, far emergere risorse al livello dei cittadini, ma non essere più il principe che elargisce. Claudio Bocci (Federculture) ha presentato il modello vincente di Parchi della Val di Cornia SpA, la società che gestisce l'omonimo sistema turistico e culturale sulla costa degli Etruschi (trenta piccole aziende coinvolte a vario titolo per complessivi duecento occupati). Roberta Comunian (King's College, Londra) ha svolto un intervento denso e appassionato, presentando (semplifico) due modelli di città creativa: il modello di Richard Florida (L'ascesa della nuova classe creativa, 2002), che mette al centro la presenza di industrie creative e gli investimenti connessi alla loro attività e un modello "alternativo", che miscela la dimensione culturale con quella sociale, basato sulla partecipazione, la rigenerazione, il capitale umano, la qualità della vita; secondo questo modello le città creative non devono investire esclusivamente in luoghi e opere "importanti" ma puntare soprattutto sulle botteghe e sulle periferie, nella consapevolezza che il ritorno economico non è una prerogativa del settore culturale e che dall'investimento in cultura derivano piuttosto crescita culturale e sociale. Secondo Comunian "tutti cercano il modello perfetto per costruire la città creativa, ma questo modello non c'è"; allora, bisogna valorizzare la complessità, declinare la creatività con riferimento al contesto specifico, analizzare la relazione tra sviluppo della cultura e soluzione di altri problemi. Queste le raccomandazioni di Comunian: a) l'intervento sulle strutture non deve prevalere sulla promozione di attività culturali sul territorio; b) occorre valorizzare la libertà creativa; c) bisogna aver chiaro che la cultura non promuove solo sviluppo economico ma sopratutto sociale, intellettuale e (ovviamente) culturale; d) si deve valorizzare il senso di appartenenza e il protagonismo degli abitanti e la qualità della vita locale; e) è utile puntare sulla peculiarità e la distintività dei luoghi (non tutto è Barcellona); f) è più facile ottenere risultati puntando sullo sviluppo delle reti e sulla connessione di spazi pubblici e non profit. Queste le tre sfide: 1) puntare non solo processi basati sulla rigenerazione di strutture ma anche rigenerazione delle persone e promozione della partecipazione ; 2) non alienare dai processi di cambiamento le persone che vivono nelle città oggetto di intervento; 3) riconciliare arte e cultura con chi di solito non partecipa e non capisce. Fattore importante: il tempo. Rischio: puntare sulle "opere" quando ci sono le risorse e entrare in crisi nella fase "post fondi", proprio perché si è puntato solo sulle opere. Andrea Rocco (Genova e Liguria Film Commission) ha illustrato l'esperienza del distretto culturale audiovisivo di Cornigliano, nell'area dismessa e oggi bonificata delle acciaierie Ilva; oggi l'edificio che ospitava gli uffici amministrativi dell'Ilva è diventato Videoporto e ospita più di trenta imprese del settore audiovisivo, oltre a luoghi attrezzati per la produzione; la stessa Genova e Liguria Film Comission ha sede nell'adiacente Villa Bombrini (Qui il racconto di come la Società Per Cornigliano ha recuperato l'area del compendio siderurgico e il giardino della Villa, a partire dal 2005). Rocco ha spiegato che le imprese si sono localizzate nel Videoporto per rompere l'isolamento, per l'elevata convenienza economica, per la possibilità di accedere ai luoghi attrezzati per la produzione a prezzi vantaggiosi, per il fatto che Film Commission porta a Genova produzione che spesso necessitano di forniture. A Cornigliano le imprese trovano quindi uffici, sale riunioni, location, formazione, networking, possibili commesse. Philippe Foulquié ha raccontato l'esperienza della Friche de la Belle de Mai a Marsiglia (qui il sito), la storia di come una ex manifattura di tabacco è stata trasformata in un luogo di creazione artistica e artigianale, di produzione culturale, di diffusione e comunicazione del sapere (qui una scheda del progetto in italiano). Infine, Marco Geronimi Stoll, di Rete Smarketing, ha presentato i principi e le metodologie dello Smarketing: bassa delega ai consulenti della comunicazione, elevata autonomia dei clienti, self help, dilettanti competenti, capacitazione.
domenica 16 dicembre 2012
Bel posto, bella gente
Venerdì scorso, nel pomeriggio, su invito di Graziano Maino, ho partecipato alla riunione dei curatori del blog collettivo Appunti di lavoro.
Ci siamo trovati in un bel posto, che non conoscevo. Si chiama Negozio civico e si trova nel centro del centro di Milano, in Largo Corsia dei Servi, a due passi da San Babila. Nel Negozio Civico, gestito da Associazione CHIAMAMILANO, è possibile consultare liberamente internet, leggere i principali quotidiani nazionali, incontrare persone, chiacchierare, confrontarsi e condividere esperienze.
Gratuitamente, Negozio Civico mette i propri spazi e servizi a disposizione di associazioni, comitati e gruppi che necessitano di un luogo libero per riunirsi, farsi conoscere e proporre le proprie attività e i propri progetti.
Noi ci siamo trovati per parlare di Appunti di lavoro, blog di "contatti, scambi e confronti", da mettere tra i preferiti. Eravamo armati di domande, idee, pc, proiettore e gelatine allo zenzero.
Accanto, quattro ragazze (colleghe?) hanno discusso di non so cosa per un paio d'ore - e mi è rimasta la curiosità di conoscere l'oggetto del loro discutere.
Intorno, nell'open space del Negozio, alcuni leggevano quotidiani. Fuori era bianco di neve.
Appunti di lavoro
Negozio civico
Ci siamo trovati in un bel posto, che non conoscevo. Si chiama Negozio civico e si trova nel centro del centro di Milano, in Largo Corsia dei Servi, a due passi da San Babila. Nel Negozio Civico, gestito da Associazione CHIAMAMILANO, è possibile consultare liberamente internet, leggere i principali quotidiani nazionali, incontrare persone, chiacchierare, confrontarsi e condividere esperienze.
Gratuitamente, Negozio Civico mette i propri spazi e servizi a disposizione di associazioni, comitati e gruppi che necessitano di un luogo libero per riunirsi, farsi conoscere e proporre le proprie attività e i propri progetti.
Noi ci siamo trovati per parlare di Appunti di lavoro, blog di "contatti, scambi e confronti", da mettere tra i preferiti. Eravamo armati di domande, idee, pc, proiettore e gelatine allo zenzero.
Accanto, quattro ragazze (colleghe?) hanno discusso di non so cosa per un paio d'ore - e mi è rimasta la curiosità di conoscere l'oggetto del loro discutere.
Intorno, nell'open space del Negozio, alcuni leggevano quotidiani. Fuori era bianco di neve.
Appunti di lavoro
Negozio civico
sabato 12 maggio 2012
Legami Comunitari a Dal dire al fare 2012
Legami Comunitari partecipa all'edizione 2012 del Salone della Responsabilità Sociale di impresa Dal dire al fare (Milano, 30-31 maggio, Università Bocconi), animando l'evento Ecoprogettazione e partecipazione per gli spazi pubblici.
La messa a punto della scheda di Legami Comunitari per il catalogo del Salone ha rappresentato una buona occasione per sintetizzare gli obiettivi, i contenuti e il metodo di intervento di un progetto di coesione sociale in un quartiere periferico di Sesto San Giovanni.
Ecco il testo per il catalogo.
Vedi anche:
Il giornale murale di Legami Comunitari
Il bando "Costruire legami nelle comunità locali" 2012 di Fondazione Cariplo
La messa a punto della scheda di Legami Comunitari per il catalogo del Salone ha rappresentato una buona occasione per sintetizzare gli obiettivi, i contenuti e il metodo di intervento di un progetto di coesione sociale in un quartiere periferico di Sesto San Giovanni.
Ecco il testo per il catalogo.
Profilo
Legami Comunitari è un progetto finalizzato a promuovere coesione sociale nella Circoscrizione 5 di Sesto San Giovanni, e in particolare nell’area del Contratto di Quartiere “Parco delle Torri – via Marx”.
Attivo da aprile 2010 a primavera 2013, Legami Comunitari opera per rafforzare relazioni e promuovere legami identitari in quartiere, per incoraggiare connessioni con l'esterno, per favorire mutualità e responsabilità sociale, per sperimentare nuovi modelli di intervento in risposta ai bisogni della comunità.
Tutte le azioni del progetto nascono e si sviluppano grazie alla partecipazione e alla collaborazione di cittadini, imprese, associazioni e altre organizzazioni pubbliche e private.
Il progetto, realizzato da Associazione Lavoro e Integrazione (capofila), con il Comune di Sesto San Giovanni, le cooperative sociali La Grande Casa, Lotta Contro l’Emarginazione, Piccoli Passi, Famiglie e dintorni e l'Associazione Connecting Cultures, è cofinanziato da Fondazione Cariplo.
La nostra idea di sostenibilità
Rafforzare le relazioni per accrescere la coesione sociale. È questa, in estrema sintesi, la mission del nostro progetto.
Le relazioni tra i cittadini che vivono in un quartiere, innanzi tutto; ma anche le relazioni tra le persone e le piazze, i giardini, i mercati e tutti gli spazi di vita quotidiana; e poi, ancora, le relazioni tra le diverse espressioni della comunità locale: le associazioni, i gruppi informali, gli esercizi commerciali, la parrocchia, la scuola, la biblioteca, i diversi servizi.
Siamo convinti che anche le comunità e i quartieri più fragili possano migliorare molto, se cittadini, gruppi organizzati e servizi pubblici diventano protagonisti di piccoli (o grandi) progetti di cambiamento e di miglioramento e se mettono in comune le loro risorse materiali e immateriali, formali e informali per realizzare “imprese collettive”.
Il modello di intervento sperimentato a Sesto San Giovanni è esportabile: sia per realizzare interventi di ampio respiro sia per svolgere progetti puntuali.
Il nostro impegno in tema di innovazione
Lavoriamo per rafforzare relazioni tra le persone, relazioni tra i cittadini e gli spazi di vita e relazioni tra le diverse realtà della comunità locale.
Per raggiungere questi obiettivi realizziamo attività molto concrete: stiamo creando un museo all’aperto, gestendo laboratori giovanili, avviando un orto condiviso, accompagnando la nascita di gruppi di anziani e famiglie, organizzando un pranzo comunitario, realizzando colloqui di sostegno con i ragazzi delle scuole, animando un mercato rurale, decorando panchine letterarie, organizzando feste e merende, pubblicando un giornale murale e molto altro ancora!
Queste attività sono sempre realizzate con il coinvolgimento attivo dei cittadini.
Vedi anche:
Il giornale murale di Legami Comunitari
Il bando "Costruire legami nelle comunità locali" 2012 di Fondazione Cariplo
Etichette:
coesione sociale,
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Ubicazione:
Sesto San Giovanni MI, Italia
mercoledì 14 marzo 2012
Civico.17
Oggi sono stato al Civico.17, la biblioteca comunale di Mortara.E' un luogo da visitare assolutamente, andateci!
Civico.17 è:
un sistema di autoprestito all'avanguardia in Italia, wi-fi gratuito, ipad e ibooks, area bambini, accessibilità degli spazi e molto altro ancora.
Nella foto accanto, tratta dal sito della biblioteca, il Bruco mangialibri, il primo servizio di autoprestito per bambini attivato in Italia.
Al Civico.17 ci sono due postazioni dotate di tecnologia RFID, una per bambini, appunto, e una per adulti: i clienti possono prendere e restituire in piena autonomia tutto il materiale disponibile al prestito!
martedì 28 febbraio 2012
La Piccola Biblioteca Comunitaria dell'Imbarchino
A Torino, nel parco cittadino del Valentino, è attiva una biblioteca molto particolare.
E' una delle iniziative dell'Imbarchino, bar storico torinese affacciato sul Po, e gestito dalla cooperativa sociale Biloba.
"I libri della Piccola Biblioteca Comunitaria - si legge sul sito dell'Imbarchino - sono dislocati in tutte le zone
del locale, sia quelle al chiuso sia quelle all'aperto, e sono un patrimonio
collettivo dei frequentatori del Valentino, che possono sfogliarli e leggerli
liberamente.
Per accedere alla lettura dei libri non si utilizzano tessere, non bisogna registrare il proprio nominativo e non si devono esibire documenti. Il funzionamento e il mantenimento della Biblioteca dipende unicamente dalla volontà di considerare il libro un mezzo per condividere idee ed emozioni.
La nostra intenzione è quella di invogliare grandi e piccoli alla lettura, in una cornice naturale e in un luogo suggestivo che già è stato fonte d'ispirazione per Cesare Pavese".
E' una delle iniziative dell'Imbarchino, bar storico torinese affacciato sul Po, e gestito dalla cooperativa sociale Biloba.
"I libri della Piccola Biblioteca Comunitaria - si legge sul sito dell'Imbarchino - sono dislocati in tutte le zone
del locale, sia quelle al chiuso sia quelle all'aperto, e sono un patrimonio
collettivo dei frequentatori del Valentino, che possono sfogliarli e leggerli
liberamente.
Per accedere alla lettura dei libri non si utilizzano tessere, non bisogna registrare il proprio nominativo e non si devono esibire documenti. Il funzionamento e il mantenimento della Biblioteca dipende unicamente dalla volontà di considerare il libro un mezzo per condividere idee ed emozioni.
La nostra intenzione è quella di invogliare grandi e piccoli alla lettura, in una cornice naturale e in un luogo suggestivo che già è stato fonte d'ispirazione per Cesare Pavese".
sabato 18 febbraio 2012
Le Mat
Ieri, invitato da Renate Goergen, brand manager Le Mat, e Sonia Sorci,
consigliere di amministrazione e responsabile della comunicazione, ho
partecipato, presso l'ostello La Tana Libera Tutti (Cannara, Perugia), all'Officina "Invito al viaggio... dentro Le Mat".Le Mat è un marchio e un sistema di affiliazione tra imprenditori sociali che operano nel turismo.
Si fonda su un consorzio nazionale di cooperative sociali, su una associazione di viaggiatori e su una organizzazione Europea (Le Mat Europe) e aderisce a European Social Franchising Network.
Ho seguito il percorso che ha portato allo sviluppo attuale del "progetto Le Mat" a partire dal 2004, quando l'idea ha preso forma nell'ambito dell'iniziativa comunitaria Equal "Albergo in Via dei Matti n°0", alla quale ho collaborato.
La storia di Le Mat, tuttavia, ha radici più antiche, che affondano nel programma di chiusura del manicomio San Giovanni di Trieste (realizzata da Franco Basaglia nel 1977) e nel processo di costruzione e sviluppo, in quella città, delle prime cooperative sociali italiane. Tra queste, Il Posto delle Fragole, di cui Renate Goergen è stata a lungo presidente, che gestisce l'Hotel Tritone, sul lungomare di Barcola, e il bar ristorante Il Posto delle Fragole, nel parco di San Giovanni.
La giornata di lavoro di ieri, aperta a vecchi e nuovi collaboratori di Le Mat, era finalizzata a consolidare la struttura tecnica incaricata di sviluppare il programma di affiliazione del consorzio.
Per chi vuole approfondire, qui è possibile scaricare il Manifesto Le Mat e la Proposta di affiliazione.
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